giovedì 16 settembre 2010

Non lasciamo il pronto soccorso in mano a Dracula

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Di seguito una mia intervista pubblicata dal settimanale "Gli Altri".
La “svolta” dei finiani non lo convince per niente: «Sono complici di Erode». Il corteggiamento dei centristi ancora meno: «l'Udc non andrà a letto col Pd». Ma ben venga il loro contributo per mandare a casa Berlusconi e preparare la strada alle urne: «Non possiamo lasciare un'ora di più il pronto soccorso in mano a Dracula». Alla soglia delle sessanta primavere, il “generale” Antonio Di Pietro non batte in ritirata, marcia come sempre a suon di iperboli e allegorie. Tuona contro il governo, sferza i colleghi dell'opposizione. E sul conflitto sociale lancia l'allarme: «Sta per esplodere una bomba».
Gli altri: Prima un colpo d'ala, l'illusione del crollo. Ora Fini sembra tornato a più miti consigli e il governo resta in sella. Ci aveva sperato, onorevole Di Pietro?Antonio Di Pietro: I finiani sono passati dalla fase “Ponzio Pilato” alla fase “complici di Erode”. Per quindici anni hanno votato leggi ad personam, hanno avallato le porcherie del governo Berlusconi. Adesso che l'hanno stanato e denunciato in pubblico, hanno la sfacciataggine di annunciare che gli riconfermeranno la fiducia. E ora apparecchiano qualche tranello sulla giustizia. Siamo passati dalla fase pilatesca a quella piratesca.
Gli altri: “Ghedini è come il dottor Stranamore”. Sa chi lo ha detto?Antonio Di Pietro: Io?
Gli altri: Fini.Antonio Di Pietro: Si fa presto a parlare. Intanto adesso sono tutti pronti a votare lo scudo a favore del premier. A loro interessa solo l'impunità. Ma quando Berlusconi a fine mese si presenterà in parlamento noi avanzeremo una contro-mozione con due “no”, alla legge sulle intercettazioni e a quella sul processo breve, e un “sì” netto e forte al provvedimento contro la corruzione. Chiederemo ai finiani di votare il nostro documento. Se non lo faranno, il giochino verrà scoperto.
Gli altri: Mi tolga una curiosità: ha mai pensato che una bella immunità per Berlusconi ci avrebbe dispensato una volta per tutte da un simile strazio?Antonio Di Pietro: E io le dico: qual è il modo per non aver stupratori? Abolire il reato di stupro? Fatte le debite proporzioni significherebbe mandare un messaggio chiaro a chi commette degli illeciti: più hai potere, più puoi farle franca. Non può passare l'idea che il potente diventi automaticamente intoccabile.
Gli altri: Berlusconi criminale, terrorista, piduista. Dice Franceschini che soffre ogni volta che lei apre bocca.Antonio Di Pietro: Chissà perché se lo dico io, che il governo Berlusconi è una fogna, le orecchie pulite di Franceschini non possono sentire, mentre se lo dice Bersani va tutto bene. L'Italia dei Valori ha detto in questi anni quello che vanno dicendo adesso improvvisati oppositori come Fini e Casini. Fino ad oggi in parlamento eravamo additati come gli unici paladini dell'antiberlusconismo. Adesso non vedo alcuna differenza tra quello che dico io e il discorso di Fini a Mirabello. La differenza è che io mi comporto di conseguenza, faccio quello che dico.
Gli altri: Intanto tramano per metterla fuori combattimento. Quasi quasi il Pd la saluta e va con Casini.Antonio Di Pietro: La storia e il tempo faranno giustizia di questo masochismo dei dirigenti del Pd. Arriverà prima o poi il momento in cui si andrà a votare e in quel momento tutti i tentativi di corteggiamento per portarsi a letto l'Udc risulteranno vani. Casini non si lascerà lusingare, semmai andrà da solo o peggio ancora terrà le mani libere per decidere di volta in volta con chi stare. Fini e Casini stanno lavorando ad un nuovo centrodestra, non al nuovo centrosinistra: se lo mettano bene in testa Bersani e compagnia.
Gli altri: E al centrosinistra chi ci lavora? È d'accordo con le primarie?Antonio Di Pietro: Le primarie non sono buone o cattive in sé: un coltello da cucina è utile per tagliare il pane, ma dannoso se si vuole usare come arma per uccidere qualcuno. È chiaro che tutto dipende dalle finalità che ci si impone: se fatte in modo trasparente, attorno a un programma condiviso e a una coalizione ben definita, le primarie sono un percorso efficace per arrivare alla scelta della leadership. Se invece si celebrano soltanto perché non si ha il coraggio di fare delle scelte, come è successo nel Lazio e in Calabria alle ultime elezioni regionali, da primarie diventano secondarie...
Gli altri: Supponiamo che siano una cosa seria. Di Pietro si tuffa?Antonio Di Pietro: Siamo in attesa di capire che cosa vuole fare il Pd . Non posso partecipare a delle primarie al buio, né decidere da solo. Bisogna capire cosa fare di questo matrimonio: se l'unione ha un fondamento ed è costruita per il bene del paese, noi siamo qua, a disposizione.
Gli altri: Davvero serve un governo tecnico per fare la legge elettorale? Qui c'è un paese che soffoca nella crisi...Antonio Di Pietro: Ma lei lo sa che in questo momento in aula non ci sono mozioni da discutere? A fronte di un dramma sociale, economico e finanziario di questa portata il parlamento non si riunisce perché non sappiamo cosa fare, c'è una totale inerzia e questo governo sta paralizzando ogni iniziativa. A questo punto non possiamo assistere inermi al lento decesso del moribondo, la prima cosa da fare è cambiare sala operatoria, togliere di mezzo chi ha provocato il danno. Perché sarebbe folle lasciare il pronto soccorso nelle mani di Dracula.
Gli altri: E quindi? Tutti insieme appassionatamente?Antonio Di Pietro: Una cosa è l'emergenza, un'altra cosa è l'alternativa. È necessario che in parlamento, per il tempo che duri il battito d'ali di una farfalla, ci sia una maggioranza disposta a voltare pagina. Finiani compresi. Ma il comitato di liberazione nazionale deve servire solo a sbarazzarsi del dittatore di turno. Poi si va a votare.
Gli altri: Dicevamo della crisi.Antonio Di Pietro: Si profila un autunno bollente. E la punta dell'iceberg nelle prossime settimane saranno i cassaintegrati in scadenza: in molte aziende stanno per finire le 52 settimane di copertura e questo è il preludio di un'ondata di licenziamenti. Solo nel profondo Nord, a Treviso, al mese di ottobre più di tremila persone perderanno la cassa integrazione, andranno a casa e non avranno più niente. Un esercito di padri e madri di famiglia si troverà senza alcun ammortizzatore sociale.
Gli altri: Come tamponare l'emorragia?Antonio Di Pietro: Il governo dovrebbe quanto meno raddoppiare la cassa integrazione: da 52 a 104 settimane. Ma contemporaneamente servono incentivi e politiche fiscali premianti per quelle imprese che assumono anziché licenziare.
Gli altri: Non per rovinarvi la festa di Vasto, ma ha letto il sondaggio vi dà in calo, attorno al 5%?Antonio Di Pietro: Ma io ho qui un altro sondaggio che ci dà all'8%. Dipende da come sono formulate le domande e da come si strutturerà la mappa del consenso. Ricordo che poche settimane prima delle ultime elezioni politiche i sondaggi ci davano fuori dai giochi. Poi si sa come è andata....
Gli altri: Sì ma non c'era Grillo, che ora potrebbe rosicchiarvi una fetta di elettorato.Antonio Di Pietro: C'è un fatto positivo per il paese: all'inizio eravamo solo noi sulla linea Maginot. Oggi sono nati altri movimenti e come cittadino non posso che esserne felice. È chiaro che quando il fronte si allarga il valore unitario della singola forza può anche diminuire, ma l'importante è che aumenti quello complessivo per mandare a casa Berlusconi.
Gli altri: Si dice che il nome di Di Pietro a breve sparirà dal simbolo dell'Idv. Mica è già in odor di pensione?Antonio Di Pietro: Da fondatore dell'Italia dei Valori, se vedessi la mia creatura camminare con le proprie gambe sarei felice di appendere le scarpe al chiodo. Per me sarebbe una soddisfazione enorme. Ma adesso c'è una battaglia in corso e il generale che ordina l'attacco non può permettersi di ritirarsi dal fronte.





da http://www.antoniodipietro.com/2010/09/non_lasciamo_il_pronto_soccors.html?notifica Condividi

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