domenica 25 aprile 2010

TERRONI - intervista a Pino Aprile



Il libro "Terroni" di Pino Aprile dovrebbe diventare un testo di scuola. Da 150 anni ci raccontano la barzelletta del Sud liberato dai Savoia per portarvi la libertà, la giustizia, il progresso. "Terroni" descrive con una puntigliosa documentazione e ricerca delle fonti un'altra realtà. Quella di un Paese occupato, spogliato delle sue attività produttive, concentinaia di migliaia di morti tra la popolazione civile. Un Paese "senza più padri", costretti, per sopravvivere, a milioni all'emigrazione (prima quasi sconosciuta) dopo l'arrivo dei Savoia che, per prima cosa, ne depredarono le ricchezze a partire dallaCassa del regno delle Due Sicilie. "Terroni" racconta le distruzioni di interi paesi, le deportazioni, la nascita delle mafie alleate con i nuovi padroni. L'Italia unita è stata fatta (anche) con il sangue degli italiani.
Intervista a Pino Aprile:
Blog: "Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del sud diventassero meridionali, cosa è stato fatto in questi 150 anni? Pino Aprile: "Di tutto, sono state usate le armi, la politica, l’economia per creare un dislivello tra due parti del paese che non esisteva al momento dell’Unità e questo pur sostenuto nel corso di un secolo e mezzo da fior di studiosi, non è mai stato preso in considerazione.
Un milione di vittime (espandi | comprimi)
Ultimamente e con ultimamente intendo proprio dire adesso, il 
Consiglio Nazionale delle Ricerche, la sezione di Napoli diretta dal prof. Malanima, ha studiato l’economia, il prodotto, la produzione delle varie regioni italiane dal 1861 a oltre il 2000, da questo viene fuori in maniera incontenstabile che al momento dell’Unità non c’era differenza tra nord e sud del Paese, quindi questa differenza è sorta a seguito dell’Unità e non è rimasta nonostante l’Unità, è vero il contrario, questa differenza è stata imposta con le armi, constragi, il conto dei morti non è mai stato fatto, quello ufficiale va da poche migliaia o decine di migliaia di vittime fino a diversi conteggi che parlano di 100/200 mila e alcune stime se si deve prendere per buono quello che scriveva “Civiltà Cattolica” già a quei tempi, un milione di morti.Ora qualunque sia l’entità del danno, della pila dei cadaveri, il significato di questa strage indica che l’unificazione fu avversata, ma fu avversata per il modo in cui veniva fatta perché all’epoca si discuteva ampiamente su come unificare l’Italia, con ciò palesando una volontà di unificarla e una distinzione sul modo di farla.
Fu fatta nel modo peggiore, con 
il sangue e con i soldi dei meridionali. Se i meridionali combatterono per anni e poi venendo insultati come briganti - ma interi reparti dell’esercito, delle armi borboniche si dettero alla macchia per contrastare quello che a tutti gli effetti era un invasore che faceva una guerra non dichiarata - se hanno combattuto per anni, questo come minimo deve testimoniare di una volontà di resistenza e se uno resiste è forse perché pensa che non starà meglio, ma peggio! In effetti così è stato e detto persino dal mistico dell’Unità d’Italia da sud, Giustino Fortunato che alla fine ammise: noi stavamo molto meglio con i Borboni.

Il sud ha una cultura industriale? (espandi | comprimi)Blog: "Insediamenti industriali, metallurgia, siderurgia, grandi poli tessili, un’industria che al nord, ai tempi dell’Unità d’Italia ancora non c’era, però era molto fiorente al sud, poi cosa è successo?" Pino Aprile: "In effetti in questi campi tutta l’Italia al nord e al sud stava muovendo i primi passi, ma passi importanti tanto al nord, quanto al sud, tant’è che gli addetti all’industria dai dati che risultano, sono più o meno gli stessi, addirittura risulterebbero più un sud che al nord, ma il dato è po’ viziato dal fatto che molte operaie dell’industria tessile in realtà lavoravano a casa, quindi un po’ il dato è falsato, diciamo che erano più o meno alla pari, anche se questo viene continuamente negato, perché? Perché l’esempio classico che si fa è che il sud aveva pochissime strade e pochissimi chilometri di ferrovia, questa era la prova della sua arretratezza, si dimentica che il raffronto viene fatto tra Lombardia, Piemonte, Regioni senza sbocco sul mare e il Regno delle sue Sicilie che aveva migliaia di chilometri di sviluppi costieri, per cui per scelta politica e anche intelligente, la monarchia delle sue Sicilie, preferì puntare sui trasporti marittimi, tant’è che in pochi lustri la flotta commerciale meridionale, il Regno delle due Sicilie divenne la seconda d’Europa e quella militare la terza d’Europa, perché puntavano su trasporti marittimi, un po’ quello che sta facendo adesso l’Unione Europea con il progetto delle autostrade del mare. Quanto alla siderurgia, il più grande stabilimento siderurgico italiano era in Calabria che da solo aveva dipendenti e tecnici quasi quanto la gran parte degli stabilimenti siderurgici del nord, la più grande officina meccanica d’Italia, forse d’Europa era nel napoletano, Pietrarsa, fu copiata dagli stati stranieri.Le mitiche officine di Kronstadt, Kaliningrad non sono altro che la copia mattone per mattone delle officine di Pietrarsa, erano le più grandi che c’erano e così la cantieristica navale, i più grandi cantieri navali erano al sud. Quando arrivarono i nuovi “padroni” o capadroni, in realtà i locali furono messi in condizioni di minorità, tutte queste aziende furono declassate o addirittura chiuse, gli stabilenti siderurgici di Mongiana che avevano 1500 dipendenti, si fecero consegnare la chiave, chiusero e vendettero come ferro vecchio. Ufficialmente la spiegazione fu che non era più tempo di stabilimenti siderurgici in montagna e lontano dal mare, chiuse a Mongiana, cominciarono a costruire Terni ancora più in alto e ancora più lontana dal mare! " Blog: "Il confronto sui numeri, si dice che al sud si perdono i soldi di tutti gli investimenti, nel suo libro invece è un dato diverso, si investe da sempre molto di più al nord che al sud. Pino Aprile: "Ma infatti, è una banalità, pensate che la Cassa per il Mezzogiornospendeva finché ha speso, lo 0,5% del Pil, per fare cosa? Interventi straordinari, gli interventi straordinari quali erano? Li enumero nel mio libro, chilometro per chilometro le strade, scuola per scuola etc., i numeri totali, dove è la cosa straordinaria del fare in un paese con i soldi pubblici le strade, le fogne, le scuole? Perché deve essere intervento straordinario al sud questo? Al nord con quali soldi hanno fatto le strade? Le scuole? Le fogne? Perché è un’immensa rapina lo 0,5 del Pil, spero per interventi straordinari al sud e si tace sul 99,5%? Perché non si spiega come mai il nord ha dal 30 al 60% in più di infrastrutture, senza neanche avere avuto una cassa per il settentrione, perché non si spiega come mai un chilometro di ferrovia in piano dell’alta velocità tra Torino e Milano, tra le risaie e quindi non ci sono montagne da bucare etc., costa 52 milioni di euro? Più di100 miliardi di lire, mentre per tratti molto più complicati sulla Napoli – Roma si sono spesi 25 milioni di euro con gallerie etc., mentre in Francia si spendono 10 milioni di euro e in Spagna 9 milioni di euro, chi spiega la differenza?
Non ho dubbi sul fatto che l’Italia abbia senso di esistere, ma credo che non ne avessero neanche all’epoca.

Il senso di una Italia unita (espandi | comprimi)
Il problema non è se l’Italia debba essere unita, credo che non ci siano dubbi su questo, noi ci sentiamo tutti italiani, anche orgogliosi delle nostre stupende meravigliose differenze che ci arricchiscono, differenze di cultura, di lingue perché alcuni dialetti non sono dialetti, sono vere e proprie lingue che hanno prodotto una letteratura autonoma etc., ma tutto ciò non indebolisce in nulla, anzi rafforza il nostro essere 
italiani così diversi, così simili.
Non si discute sul fatto che ci sia un’Italia, si discute sul fatto che non la si sia voluta fare perché la verità è questa, non è mai stata fatta, è stata unificata da nord a sud, tenendo il sud sotto schiaffo. Per esempio si unifica l’Italia e si fa cassa comune, cassa comune si significa che il sud era lo stato più solvibile dell’epoca, i 
2/3 del denaro circolante in Italia l’Italia erano al sud. Il Piemonte era lo Stato più indebitato che ci fosse, si unifica la cassa e l’oro del sud viene portato al nord, io con una battuta uso dire
Blog: "Con i fondi Fas, i Fondi per le Aree Sottosviluppate si finanzia l’Expo di Milano, cosa significa? "Pino Aprile: "L’Expo di Milano, il Parmigiano, le compagnie di navigazione del Lago Maggiore e del Lago di Garda, significa che il sud è il Bancomat d’Italia, è il derubato che continua a essere chiamato ladro, questi conti vanno fatti, ho fatto fare un’analisi dell’Italia unita da un ricercatore di psicosociologia, viene fuori la descrizione di questo stato di minorità di una parte del paese che segna un paese duale, diviso in due e questa divisione è il motore dell’economia del nord, che crede di guadagnarci, in effetti qualcosa ci guadagna rimproverando poi le pensioni di invalidità con cui si comprano i voti al sud, ma è una sciocchezza perché se il paese si unisse davvero, il nord guadagnerebbe molto di più, il sud guadagnerebbe molto di più, potremmo diventare il primo paese del mondo, ma se l’alternativa è continuare a avere una parte del paese succube dell’altra, allora il desiderio di essere piuttosto soli che male accompagnati, comincia a giustificarsi e è un desiderio che al sud serpeggia, ribolle, è il nord che fa finta di non sentirlo, ma questo al sud sta proliferando! "
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venerdì 23 aprile 2010

Controcanto - Intervista a Marco Revelli



da http://www.beppegrillo.it/2010/04/controcanto/index.html


Quando è successo? Da quando siamo diventati personaggi di un racconto la cui trama è scritta da altri e da noi solo recitata? Un passo alla volta, un piccolo furto della nostra identità quotidiana, una deviazione minima del significato delle parole che usiamo. Così siamo cambiati. E ora, solo ora, che il temporale sta per addensarsi sopra alle nostre teste, iniziamo a capirlo. Marco Revelli ci racconta una storia, la nostra, anche se sembra un racconto di persone lontane, a noi sconosciute. Parla di schiavi e siamo noi. Di regole, leggi, istituzioni scomparse. Ed erano le nostre. Di un deserto sociale, di un linguaggio di plastica. Ed è l'Italia, e sono le nostre parole.

Intervista a Marco Revelli

La caduta dell’altra Italia (espandi | comprimi)
Mi chiamo Marco Revelli, insegno scienza della politica all’università dal Piemonte Orientale, nei miei studi, nei miei precedenti libri mi sono occupato prevalentemente dei fenomeni politici, soprattutto dei fenomeni politici italiani, cercando di leggerli in controluce rispetto alle grandi trasformazioni socioproduttive, tecnologiche, quindi alle trasformazioni profonde che hanno cambiato la vita sociale.
Ho pubblicato questo libro “Controcanto” che ha come sottotitolo “Sulla caduta dell’altra Italia”, l’ho pubblicato da un editore di rottura, se vogliamo, con cui sento una forte consonanza di progetto come Chiarelettere, perché sentivo il bisogno di un gesto di rottura rispetto al clima opaco in cui viviamo. La spinta a mettere insieme questi scritti che coprono grossomodo un quinquennio è stata determinata se volete da un trauma, a un certo punto ci siamo alzati, guardati allo specchio come paese, non come individui, come paese e non ci siamo più riconosciuti, quantomeno non riconosco questa Italia nella quale mi sono trovato a vivere, non la riconosco nei suoi assetti istituzionali, nei suoi assetti politici, non la riconosco nei suoi comportamenti sociali in quello che siamo diventati e quindi la domanda era: come siamo diventati così come siamo oggi?
Com’è che l’Italia, che è sempre stato un paese dubleface, è sempre stato un paese con un grosso corpo dell’iceberg sotto il pelo dell’acqua torbido, complicato e non necessariamente virtuoso, la nostra autobiografia della nazione è un’autobiografia per buona parte inguardabile, inaccettabile, siamo il paese che ha inventato il fascismo, siamo il paese che è vissuto per decenni e decenni sotto il dispotismo Vaticano, siamo il paese dei grandi conformismi, ma fino a ieri esisteva anche un’altra Italia, un’altra Italia spesso minoritaria che in modo carsico ogni tanto spuntava dalla superficie e riusciva anche a prendere la parola e a segnare alcuni periodi storici, l’altra Italia che ha avuto delle voci critiche ma ascoltate, penso a Gaetano Salvemini, a Piero Gobetti, agli Ernesto Rossi, ai grandi eretici fuori dalle chiese e i quali tuttavia parlavano a un proprio pezzo di paese.

Il naufragio annunciato (espandi | comprimi)
Da un certo punto in poi è sembrato che tutto questo naufragasse, che rimanesse in qualche modo testimoniato da dei movimenti, certo, dei movimenti di radicale anticonformismo, che tuttavia non avevano più cittadinanza in nessun pezzo dell’Italia ufficiale, in nessun brandello dell’Italia raccontata dai media, in nessun frammento dell’Italia rappresentata nelle istituzioni e quindi mi sono chiesto: quando è che questo è successo? Quando è avvenuto questo naufragio?
Si potrebbe dire: era un naufragio annunciato, era una linea di galleggiamento che non è mai stata sopra il pelo dell’acqua, il naufragio è di sempre e in parte è così, però credo che ci sia un punto in cui questo processo sia accelerato e nel libro lo metto a fuoco, lo individuo nel passaggio dal 2006 al 2008 con l’epicentro nel 2007 in quella sequenza estate – autunno 2007, dove si sono condensati alcuni eventi che hanno influito sia sul livello istituzionale che su quello del comportamento.
Sul livello istituzionale ce lo ricordiamo tutti, è il periodo nel quale sono nate le due entità che avrebbero dovuto costituire i pilastri del nuovo sistema politico, il Pdl e il PD, sono nati in un processo liofilizzato, di liofilizzazione, sono nati attraverso operazioni istantanee, il Pdl con un proclama dal Predellino, fatto dal capo, il PD dentro la kermesse veltroniana di quelle grottesche, primarie e spurie perché si trattava di eleggere plebiscitariamente il capo di un partito non ancora nato e tuttavia quelle erano le due entità, i due partiti a vocazione egemonica che avrebbero dovuto ridisegnare l’architettura delle istituzioni italiane, intorno a un bipolarismo esclusivo, a un bipartitismo egemonico di due forze che volevano ammazzare e assorbire tutto ciò che avevano intorno e congiuntamente dialetticamente ridefinire la nostra impalcatura istituzionale.
L’altro evento che si è consumato nello stesso periodo, ha avuto a sua volta come epicentro un fatto terribile, l’omicidio di Giovanna Reggiani una fine di settembre di quell’anno, un episodio di cronaca nera feroce, che tuttavia è stato immediatamente proiettato sul grande schermo degli eventi nazionali, è un fatto avvenuto nella periferia romana con un colpevole e un responsabile immediatamente identificato e arrestato e tuttavia è diventato un fatto di governo, anche qui il link è il solito Veltroni, mi spiace dirlo, sembra di infierire su un caduto, ma bisogna dirlo, Veltroni ancora Sindaco di Roma e già leader del Partito Democratico, Veltroni che fa diventare fatto nazionale un episodio della periferia del suo comune e il fatto provoca la convocazione ad horas del Governo Prodi, è un fatto assolutamente eccezionale che avviene solo in genere quando scoppia una guerra o una catastrofe e viene varato il pacchetto sicurezza.

La Costituzione liquefatta (espandi | comprimi)
Si apre lì una deriva grave, secondo me, un episodio che fa sì che un intervento gruppo etnico diventi il capro espiatorio di una furia xenofoba con la benedizione di un governo di centro-sinistra, raccoglie un’onda lunga, quella partita a Firenze con l’orrenda ordinanza fiorentina contro i lavavetri, questa rottura anche in questo caso di una continuità culturale,
di quell’umanesimo che era stato sia del socialismo, sia del cattolicesimo sociale che aveva segnato le culture politiche italiane una rottura netta che ci mette su un piano inclinato dell’ostilità nei confronti dell’altro, del diverso, di quella che chiamo la prevalenza delle retoriche del disumano in cui la Lega Nord è maestra, ma rispetto alle quali sono stati contagiati un po’ tutti, qui il libro prova a raccontare questo, prova a raccontare la disumanizzazione del nostro paese dal punto di vista del costume e la liquefazione istituzionale di questo paese, l’immagine che uso è quella degli orologi di Dalì che si sciolgono, che diventano fluidi come esattamente le geometrie che la nostra Costituzione aveva disegnato in forma lineare e ortogonale che si curvano, che si piegano, che danno origine a una molteplicità di conflitti che fanno del nostro paese un paese in caduta libera dal punto di vista degli assetti della democrazia, su tutto questo campeggia in qualche maniera il faccione di Berlusconi e del suo racconto.

La Bolla comunicativa (espandi | comprimi)
Il saggio che apre il volume è intitolato “Il Berlusconismo come racconto totale” per indicare un fatto, il fatto che noi viviamo in fondo tutti dentro una grande bolla comunicativa che si è costruita nel circolo vizioso che va dal sistema dei media unificato e il governo politico del paese nella figura dell’attuale Capo del Governo
un circuito in cui un pezzo richiama l’altro e sostiene l’altro, nel quale ognuno di noi finisce per essere raccontato, per essere la comparsa di un grande racconto mediatico il cui linguaggio è dettato dalla banda di servi che vive intorno, che fa da corte al Capo del Governo e che ha non solo dalla sua il controllo e la proprietà del grande mezzo comunicativo che è la televisione, quello che produce la bolla, ma soprattutto che impiega il suo linguaggio, il linguaggio di Berlusconi è intrinsecamente il linguaggio televisivo, lo è nella sua struttura e non il linguaggio televisivo del telegiornale, dell’informazione, il linguaggio televisivo della telenovela, del reality show, dei contenitori che comunicano stili di comportamento e stili di vita, che fanno dire alla gente: Berlusconi parla il nostro linguaggio, non perché Berlusconi imiti il linguaggio della gente, ma perché Berlusconi ha offerto alla gente il proprio linguaggio, ha sovrapposto il proprio linguaggio al loro linguaggio originario, è diventato il mezzo comunicativo di tutti e chi accetta questa dimensione, chi sgomita per stare dentro il sistema comunicativo, mediatico prevalente, inevitabilmente finisce per essere raccontato da quel racconto, pensiamo al povero Veltroni, la sua retorica della fine dell’odio in politica è il brutto clone del Cavaliere o pensiamo a Bersani, a cui viene riscritto ogni giorno il copione, una volta rappresentante del partito dell’odio, l’altra volta rappresentante del partito dell’amore, l’altra volta a metà senza mai avere la propria autonomia.

Che ho a che fare io con gli schiavi? (espandi | comprimi)
Come se ne esce? Credo se ne esca bucando questa bolla mediatica e questa bolla comunicativa, che se ne esca con un atto di secessione etica e estetica prima che politica, un gran rifiuto di questa logica del racconto e di questa tecnica del linguaggio.
Da parte di qualcuno, ma non ne vedo nell’universo politico, non ci sono, che abbia per una volta il coraggio di scegliere un proprio popolo, per piccolo che sia e di fare un giuramento di fedeltà a questo, a prescindere dai vantaggi politici che se ne può trarre, una scelta di comportamento che non stia dentro la logica del compromesso continuo che domina la politica e anche un salto di linguaggio, un salto nella capacità di costruire nuove parole per una nuova lingua, la sinistra è morta perché è morto il suo linguaggio, le parole della sinistra novecentesca non hanno più corso legale oggi e non le ha sostituite con nulla che non sia questa meta lingua amorfa che comunica solo l’assenza di fede di coloro che la usano, per questo il titolo “Controcanto” un canto fuori dal coro, un canto che segue una musica diversa da quella che il grande circo del grande illusionista ha messo in piedi, il grande circo con i suoi servi.
Questa conversazione avviene in un luogo (Centro Studi Gobetti, Torino ndr) in cui aleggia lo spirito di una figura come Piero Gobetti, quest’ultimo nel 1922 diede alla propria Casa Editrice che elaborò uno straordinario controcanto rispetto al fascismo che si stava affermando come regime e diede a quella casa editrice un logo che riprendeva un’espressione greca “Tì moi sun douloisin?”, “Che ho a che fare io con gli schiavi?” O “Che ho a che fare io con i servi?” Credo che quel motto sia diventato di straordinaria attualità.


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giovedì 22 aprile 2010

Alfano contromano

Nel governo Berlusconi tutto è ad-personam. Questi sono i rischi della privatizzazione di uno Stato: se prima era "cosa nostra", adesso è "cosa loro".

 Gli organi di controllo istituzionale sono nati a garanzia del rispetto delle regole. Un po' come dire: fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio. Per questo i gradi di giudizio sono almeno tre. Per questo l'AGCOM vigila sul rispetto del contratto di servizio Rai. Per questo il Presidente della Repubblica ha il potere di firma, cioè vigila - 
dovrebbe - sull'attività legislativa, nonostante questa sia già stata vagliata ed approvata da due camere. Per questo la Consulta vigila sulla costituzionalità delle leggi.

  Da quando è "cosa loro", invece, lo Stato italiano ha un solo organo di garanzia: loro. Ovvero ciò che più gli aggrada, ciò che gli pare, ciò che gli serve.

  
Angelino Alfano è ormai caduto in una tranche ipnotica e confonde totalmente le relazioni di causa-effetto. Succede, quando tutto quello che fai o dici non ti viene contestato, mai. Anzi: più straparli e più vieni apprezzato.

  Durante la conferenza stampa sui risultati ottenuti contro la mafia ha dichiarato che ad ogni 
osservatore sereno appare evidente che il Governo ha ottenuto risultati strepitosi nella lotto contro "cosa nostra", e infatti adesso è "cosa loro". Alfano ha inequivocabilmente dimostrato le sue asserzioni esibendo prove concrete, come il fatto che tutti i boss mafiosi citati nella fiction "il capo dei capi", programmata su Mediaset, erano morti oppure al 41bis. Anche in una Repubblica Pantelevisiva come quella italiana, nella quale - beninteso: ai soli osservatori sereni - sembra del tutto normale misurare i risultati della propria attività governativa in base alle sceneggiature delle fiction, appare comunque eccessivo fabbricarsi le prove in maniera così smaccata - una fiction è finzione per definizione - e poi esibirle gongolando come se ci si trovasse di fronte ad un popolo di telecomandati.

  Ma l'apice del delirio Alfano l'ha toccato quando, nel corso della stessa conferenza stampa, ha temerariamente ridefinito il concetto di 
utilità di una legge. Secondo Alfano, infatti, il solo fatto che una legge - emanata da loro - venga poi applicata -sfido chiunque a non applicare una legge una volta che sia stata promulgata - è uncriterio sufficiente a definirla utile, cioè una legge buona. Un po' come dire: io ti tiro un calcio nei coglioni, e poi per il solo fatto di avertelo tirato significa che ho fatto bene.

  Non contento, oggi Angelino "
cosa loro" ha rincarato la dose, sfidando senza scomporsi tutte le leggi della logica elementare. Incalzato a commentare l'eccezione di incostituzionalità che i giudici di Milano hanno sollevato circa l'approvazione con iter ordinario del legittimo impedimento, che incidendo sui comandamenti della Costituzione avrebbe dovuto essere discusso con una procedura diversa da quella ordinaria, ha così commentato:

  "Sulla valutazione che arriverà dalla Corte costituzionale noi siamo tranquilli, perché riteniamo che l'iter ordinario sia legittimo, visto che abbiamo approvato una legge ordinaria."
  Un po' come andare contromano in autostrada e poi, all'agente di polizia stradale impegnato a chiamare la neurodeliri, dichiarare laconicamente: "sulla direzione di marcia imboccata sono tranquillo, visto che sono entrato dalla rampa di uscita."


 E' disponibile, in tutte le librerie, la nuova riedizione, con rifiniture di pregio, della "Logica Razionale" di Angelino Alfano. Edita dalla Mondadori. E da chi se no?.




da http://www.byoblu.com/post/2010/04/20/Alfano-contromano.aspx Condividi

L'Italia all'ultimo posto per le libertà su YouTube


L'italia 42 posto libertà su YouTube

 Google ha messo a disposizione i dati  delle richieste di rimozione ed oscuramento dai suoi servizi che i governi, a vario titolo, hanno avanzato tra il primo di luglio e il 31 dicembre 2009. E' già abbastanza inquietante che, a livello di classifica globale, risultiamo sesti. Prima di noi il Brasile con 291 richieste, la Germania con 188, l'India con 142, gli Stati Uniti con 123, la Corea del Sud con 64 e il Regno Unito con 59. Tutti gli altri 36 paesi della classifica sono dietro, ovvero fanno meno telefonate e mandano meno raccomandate chiedendo di togliere di mezzo questo o quel contenuto.

 Così è come la raccontano più o meno tutti, noi raccontiamola diversa.

 Cominciamo con il dire che il dato grezzo non ha alcun significato se non viene rapportato alla popolosità di un paese. Di più: per avere una stima attendibile dell'incidenza di quello che grossolanamente potremmo chiamare tasso di censura internet, il numero di richieste di rimozione sui contenuti online va rapportato alnumero di internauti, cioè all'insieme delle vittime obiettivo dell'oscuramente del contenut. che coincide anche con l'insieme dei possibili autori di tutti i contenuti.
  Eccovi allora una tabella che riporta la popolazione complessiva di ogni paese, il numero dei suoi internauti e il cosiddetto tasso di censura, esprimibile in  casi per milione di navigatori.

Tasso di rimozione governativa di contenuti online sulla popolazione attiva
PaesePopolazioneInternautiTasso di censura (*)
Brasile198.739.26972.027.7004,0
Germania82.392.75861.973.1003,0
Argentina40.913.58420.000.0002,1
Italia60.213.21430.000.0001,9
India1.156.897.76681.000.0001,7
Corea del Sud48.508.97237.475.8001,7
Regno Unito61.113.20546.683.9001,2
Spagna40.525.00229.093.9841,1
Stati Uniti307.212.123234.372.0000,5
(*) casi di richieste di rimozione per milione di navigatori

  La classifica è un po' cambiata. Alcuni sono retrocessi di diverse lunghezze, altri hanno guadagnato posizioni. Noi diventiamo quarti.

 Ora facciamo un passo avanti e notiamo che Google mette a disposizione anche latipologia di contenuti rimossi. Si va dall'oscuramento di un blogger alla rimozione di un video, passando per l'eliminazione di un contenuto dai risultati di una ricerca, sia esso un link o un'immagine, fino ad arrivare alla rimozione di cose sconvenienti dai social network. Ovviamente mancano le richieste di rimozione da Facebook, che a differenza di Orkut non è di Google.
 Inoltre accanto a molte voci, tra parentesi, figura la dicitura Court Order. Non è un caso. Una richiesta di rimozione giunta da un tribunale garantisce se non altro che tale istanza sia stata maturata attraverso un normale iter giudiziario, dunque nel rispetto delle normative vigenti. Ottimo. Cosa resta?

 Il dato che salta all'occhio, al di fuori delle richieste motivate da sentenza, sono le richieste governative che riguardano la rimozione di contenuti video. In soli sei mesi, ufficiosamente (non è dato sapere a che titolo) l'Italia ha chiesto a Google di eliminare 39 video da Youtube, la Germania 70, gli Stati Uniti 63, il Regno Unito 43, l'India 15, la Spagna 11, il Brasile 1, mentre la Corea del Sud e l'Argentina se ne sono disinteressati completamente.


Tasso di rimozione video per richieste ufficiose
PaeseInternautiVideo rimossiTasso di censura (*)
Italia30.000.000391,30
Germania61.973.100701,13
Regno Unito46.683.900430,92
Spagna29.093.984110,38
Stati Uniti234.372.000630,27
India81.000.000150,19
Brasile72.027.70010,01
Corea del Sud37.475.80000,00
Argentina20.000.00000,00
(*) per milione di navigatori

 Anche adottando il criterio della popolazione complessiva, anzichè quello del numero degli internauti, la nostra posizione in classifica è terrificante: siamo il primo paese al mondo per numero di rimozioni governative di video da YouTube, oltretutto ottenute con metodi discutibili, ovvero non frutto di percorsi giudiziari.

 Il che, ribaltato sul numero totale di paesi inclusi nella classifica Google, ci colloca al43° posto per quanto riguarda le libertà su YouTube.
 
ULTIMI.





da http://www.byoblu.com/post/2010/04/21/LItalia-al-42c2b0-posto-per-le-liberta-su-YouTube.aspx Condividi

lunedì 19 aprile 2010

Un dio ad-personam per Silvio Berlusconi






 Prendete e mangiatene tutti, disse una sera Gesù Cristo. La chiesa, con appositoDecreto Interpretativo, riformulava successivamente per impedire categoricamente ai divorziati risposati di fare la comunione. Così è, se vi pare, per chiunque sia caduto nel peccato mortale, avendo divorziato ed essendosi successivamente risposato.

 Silvio Berlusconi ha sposato 
Carla Elvira Lucia Dall'Oglio nel 1965 e in seconde nozze, nel 1990, Miriam Bartolini - in arte Veronica Lario -, dopo averla tra l'altro scritturata per il ruolo di amante dal 1980 al 1985, quando finalmente divorziò dalla Dall'Oglio.

 Dev'essere quindi un 
dio ad-personam quello che, sabato, gli ha concesso il privilegio di ricevere la comunione, ai funerali di Raimondo Vianello, in barba alla rigida ortodossia di papa Ratzinger, per il quale vige la norma ferrea che "solo i puri possono ricevere la comunione". Basti pensare che ai fedeli comuni che siano incorsi nello stesso peccato è vietato persino fare il padrino o la madrina di una nipotina o cantare nel coro della chiesa.

 Leggi ad-personam, reati ad-personam, parlamentari ad-personam, ora anche un dio ad-personam.
 A quando un 
carcere ad-personam?





da http://www.byoblu.com/post/2010/04/18/Un-dio-ad-personam-per-Silvio-Berlusconi.aspx Condividi

Viareggio: una strage senza colpevoli




Le Ferrovie italiane hanno fatto miracoli. Lo attesta il bilancio 2009. In 4 anni la "razionalizzazione dei costi operativi" ha portato a una riduzione di 1,1 miliardi di euro. L'utile netto è cresciuto del 175% ed è arrivato a 44 milioni di euro. I morti diViareggio se lo sapessero ne sarebbero contenti.Il blog pubblica la denuncia di un ex tecnico verificatore che dovrebbe essere valutata dai magistrati competenti. Finora, che mi risulti, nessuno è stato imputato della strage di Viareggio.

"Sono un ex operaio e tecnico verificatore delle ferrovie. Questa testimonianza è a favore delle vittime e dei familiari della 
strage di Viareggio avvenuta il 29.06.09. Il carro cisterna che ha causato la strage, era deragliato il 22.06.09 a Vaiano sulla linea Firenze-Bologna. Se lo stesso fosse stato controllato sul posto o inviato alla squadra rialzo più vicina (officina) mediante ultrasuoni laser (tecnologia gia esistente 40 anni fa) si sarebbe appurato che l’asse aveva subito dei danni e sarebbe stato sostituito, in 30 minuti di lavoro.
Questa era la prassi di 40 anni fa, oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante, treni alta velocità (Roma-Milano) in 3 ore. Ciò è giusto per le esigenze moderne, anche la riduzione di personale può essere accettata, però non a scapito della 
sicurezza ferroviaria; infatti il settore merci e stato quasi dimenticato: carri obsoleti con oltre 40, 50, 60 anni,non sottoposti a misure preventive di controllo, oltretutto cisterne che trasportano liquidi pericolosissimi che possono esplodere. 32 morti a Viareggio, decine di persone col 60, 70 80, 95% di bruciature su tutti il corpo.
Sono entrato in ferrovia il 15.06.1970 come operaio qualificato nel deposito locomotori a Livorno, già allora veniva un ingegnere da Firenze e controllava gli assi, ogni 1-2 anni venivano fatti questi controlli programmati, oppure se il locomotore o carro aveva subito anche un piccolo deragliamento, magari nel parco merci. Poi sono diventato verificatore, e se succedeva quanto sopra, io fermavo il carro e se non c’era pericolo lo inviavo alla squadra rialzo (officina fs) più vicina per il controllo generale. Il mio compito era di controllare i treni in arrivo e soprattutto in partenza e fare la 
prova dei freni, poi emettevo un nulla osta chiamato tv 40 che facevo firmare al macchinista in doppia copia , una a me una a lui, poi il capostazione dava il via libera.
In stazione vi era un assistenze di stazione, oggi formatore, che insieme alla squadra di manovra formavano il treno in base al peso, lunghezza, destinazione, etc; poi l’assistente scriveva tutti i n° dei carri scritti sulle sponde dei carri e in altre parti, poi emetteva in doppia copia (M18) che faceva firmare al capotreno o macchinista, una copia rimaneva agli atti in stazione di partenza e una alla stazione di arrivo o di smistamento. Perciò anche se il carro ha preso fuoco rimane il cartaceo o sul computer del n° dei carri. Quando 
un carro deraglia a volte ci vogliono dei km prima che il treno si fermi, perciò specialmente se il carro è carico è moltissimo sollecitato e gli assi sono i primi a soffrire perché le ruote battono sulle traversine di cemento. Alcuni testimoni hanno visto il treno della strage che emetteva forti scintilli a circa 20 km da Viareggio, senz’altro il carro era frenato e il surriscaldamento per tanti km, per induzione ha fatto si che l’asse già deteriorato per torsione si rompesse (si nota bene dalla foto). La quasi certezza che il carro della strage era lo stesso deragliato a Vaiano e che a Viareggio era il primo di testa, mentre a Vaiano era l’ultimo di coda, questi tipi di treni sono a composizione bloccata, quando arrivano alla stazione d’arrivo vanno allo scarico o carico, poi il locomotore va in deposito e quando deve ripartire la testa diventa coda e viceversa.
Ho visto personalmente più volte dei carri rimasti frenati essere fermati in stazioni successive a quella dove è stata notata tale anomalia; oggi purtroppo le stazioni sono deserte per la riduzione del personale. Bastava che sulla linea ci fossero 
rilevatori di calore o telecamere collegate col ‘Dco’ e il treno sarebbe stato fermato in tempo evitando la strage. Faccio solo adesso questa denuncia perché sono venuto in possesso delle foto del carro deragliato a Vaiano solo 15 giorni fa." Menchini Marco





da http://www.beppegrillo.it/2010/04/viareggiouna_st/index.html?s=n2010-04-18 Condividi

domenica 18 aprile 2010

io non sono sereno




...solo perché tutti i nomi dei capi mafiosi citati nella fiction Il Capo dei Capi, andata in onda fra ottobre e novembre 2007 su Canale5, sono al 41bis.

Ormai viviamo sotto ai riflettori di un enorme studio televisivo. 
Truman Showcome i libri di Giulio Verne...



da http://www.byoblu.com/post/2010/04/17/IO-NON-SONO-SERENO.aspx Condividi

sabato 17 aprile 2010

8 x mille alla chiesa cattolica... ma anche basta




che dire... come si fa a dargli torto??? Condividi

PDL e LEGA non si fermano neanche davanti alla morte di una neonata - Udine, funerale islamico




bene oggi commentiamo pure questa notizia... pdl e lega protestano perchè una neonata viene sepolta con rito islamico in una parte di cimitero dedicata agli islamici. già a questo punto una persona normale prova l'irresistibile voglia di mandarli a quel paese, ma il bello deve ancora venire... insomma, se dici una cazzata devi dare una giustificazione più idiota della cazzata stessa. la giustificazione è che la sepoltura è "irrispettosa dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione"....  -.-


a questo punto un bel VAFFANCULO!!! non glie lo può togliere decisamente nessuno... insomma, analizziamo i fatti e dimostriamo matematicamente perchè tutta questa vicenda è completamente idiota, e che di conseguenza quelli che hanno fatto questo volantinaggio hanno molto verosimilmente un immenso buco nero nel cervello.




premessa: io sono ateo, quindi ritengo di avere un punto di vista abbastanza neutro sulla questione




riporto l'articolo apparso su http://www.uaar.it/news/2010/04/16/udine-leghisti-contro-funerale-islamico/



Udine, leghisti contro funerale islamico

Alcuni giorni fa è morta ad Udine, presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia, una neonata figlia di una coppia musulmana. La famiglia ha deciso quindi di procedere alla tumulazione nel cimitero di Paderno, seguendo il rito islamico. Gli attivisti della Lega Nord della zona hanno contestato la scelta del rito non cattolico per presunte irregolarità, organizzando una raccolta firme e una mobilitazione per sabato. L’anno scorso la giunta di centrosinistra di Furio Honsell aveva deliberato la costruzione di un piccolo cimitero islamico, con 200 fosse orientate verso la Mecca, suscitando le proteste dei leghisti e il disappunto del parroco che avrebbe dichiarato a Il Giornale, riferendosi ai musulmani locali: “Questa gente dovrebbe laicizzarsi un po’…”.
In particolare, il capogruppo del Pdl Loris Michelini ha detto al Gazzettino che intende “verificare se, come mi è stato riferito, nella sepoltura siano state commesse delle irregolarità, come il lavaggio di un luogo improprio di alcune parti della salma. Dal punto di vista cristiano ci sconvolge questo modo di iniziare un’epoca all’insegna dell’integrazione”. Il leghista Dordolo aggiunge che “la giunta ha chinato la testa di fronte ad una richiesta degli islamici irrispettosa dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione”.






la situazione è abbastanza chiara: bambina muore, i genitori sono islamici, vogliono seppellirla come piace a loro. lineare... non ci dovrebbero essere problemi, dal momento che il rito islamico è un rito assolutamente pacifico, che non viola la legge e oltretutto in quel cimitero in particolare è stata costruita una sezione apposta per seppellire gli islamici, con tombe scavate in direzione della mecca. quindi non esistono problemi... non è il primo islamico morto e non sarà l'ultimo (visto che aria tira direi che DECISAMENTE non sarà l'ultimo). però in questo caso qualche imbecille di pdl e lega dice che non va bene. la motivazione, come scritto prima, è che la sepoltura è "irrispettosa dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione", e a quanto pare ci sono delle "irregolarità nel lavaggio del cadavere". lavare i cadaveri credo che sia normale, per qualsiasi religione e in qualsiasi culto... come possa un lavaggio essere irregolare qualcuno me lo dovrebbe spiegare perchè sinceramente non l'ho capita... si accettano suggerimenti nei commenti. l'altra parte della motivazione, quella che sarebbe irrispettosa, è completamente assurda... cioè ragioniamo un attimo: siamo in una democrazia?? fino a prova contraria sì, dunque le minoranze devono essere tutelate a meno che non vadano al di fuori della legalità. la lega lo ha capito?? NO! il pdl lo ha capito?? NO!
poi vorrebbero dirmi che siccome io dico che dio non esiste dovrei passare per fuorilegge solo perchè potrei essere "irrispettoso dei sentimenti più intimi della maggioranza della popolazione”??
poi c'è da chiarire un punto: chi è la maggioranza della popolazione? cosa pensa?? qualcuno lo può dire con certezza?? io dico di no.
per prima cosa la maggioranza della popolazione NON vota pdl e lega, quindi evidentemente in qualche modo non si sente rappresentata da loro. secondo: la maggioranza della popolazione è cattolica... ma quanti concordano con i dettami della chiesa?? terzo: di questa maggioranza cattolica quanti si sentono offesi da un funerale islamico che fino a prova contraria si svolge nel rispetto delle leggi? 
ultimo punto: di tutta la popolazione italiana, quanta si sente offesa da episodi di razzismo come questo??




si accettano scommesse


facendo stime molto grossolane per rispondere a queste domande se ne evince facilmente che quelle persone sono un branco di imbecilli (metaforicamente parlando, come dice il caro fido fede) che si sentono investiti della voce del popolo, mentre credo che dovrebbero essere investiti da ben altro... un tir a pieno carico sarebbe l'ideale, ma siamo in tempo di crisi... un carro armato va bene lo stesso Condividi

Certo, fa un po' impressione...


Incontri ravvicinati del quarto tipo con il conflitto di interessi


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Górski: ci hanno impedito di atterrare a Smolensk più e più volte


Tupolek TU-154 landing

 Pubblico due lettere che mi sono pervenute oggi. La prima è un commento sulla scomparsa di Raimondo Vianello, mentre la secondo torna sulla tragedia di Smolensk.

  IO NON MI UNISCO AL CORDOGLIO
 di Stefano M.

Caro Claudio,

  così come quando morì Mike Bongiorno, anche oggi, nel giorno della scomparsa di Vianello, non me la sento di accodarmi al cordoglio unanime per la scomparsa di un'icona italiana. Il perché è presto detto. Se è vero che le persone restano nei nostri pensieri per i ricordi che ci istillano, io, di Vianello e Bongiorno, ho un ricordo nerissimo che, ancora oggi, ci sta facendo pagare il prezzo della società mediocre che è diventata l'Italia.

 Elezioni 1994, prima volta di Berlusconi. Nessuno ricorda il siparietto di Vianello durante la trasmissione «Pressing»? Davvero nessuno ricorda che, grazie al potere di persuasione di personalità così presenti nelle coscienze subculturali del nostro Paese, Berlusconi si aggiudicò la prima maledetta vittoria elettorale? Io ricordo soprattutto questo di Vianello (e anche di altri, come Bongiorno, Scotti, Fede e via dicendo). Non so, magari sbaglio. Ma quella frase «finalmente so per chi votare» detta di fronte a milioni di spettatori, non me la scorderò mai... E, questo, di Vianello, porterò come ricordo.

Ciao
Stefano

Caro Stefano,
  hai ragione. Del resto fa parte dell'essenza stessa del conflitto di interessi, motivo per il quale chi possiede tre televisioni e molti giornali non dovrebbe in alcun modo scendere in politica, per non inquinare la democrazia.

 Per quanto riguarda Bongiorno, Vianello ed altri, credo anche che spendere due parole a favore del candidato Silvio Berlusconi probabilmente sia stato stato loro imposto, così come del resto fu imposto alla redazione de Il Giornale. Montanelli, certo, ebbe la compiacenza di andarsene, ma il suo ruolo era diverso: si occupava di informazione. Vianello e Bongiorno erano intrattenitori, presentatori, showmen... non si può pretendere che un comico abbia sulle spalle la stessa responsabilità di undirettore di giornale. Per questo io non me la sento di essere così duro.
 Il loro punto di vista era: se Berlusconi non scende in politica, qui ci portano via le televisioni. La questione, all'epoca, era posta in questi termini. Lo so bene perché mio padre lavorava in Mediaset, per la precisione a Rete4 (ironia della sorte). Per loro si trattava di conservare il posto di lavoro e quello di decine di migliaia di dipendenti Mediaset. Silvio Berlusconi, del resto, non aveva fatto tutti i danni che avrebbe fatto in seguito, mentre nel contempo non esistevano tutte queste possibilità di informarsi che abbiamo a disposizione oggi. Il grande pubblico non era a conoscenza dei suoi rapporti con la mafia e dei processi in corso. Internet era un club aristocratico per pochi smanettoni che lo utilizzavano per questioni scientfiche, informatiche o ludiche. Per avere i blog avremmo dovuto aspettare altri 6 o 7 anni.

 Le questioni storiche vanno inquadrate sempre nel loro contesto. Con il senno di poi, ovviamente, tutte le valutazioni cambiano. Con ciò, la valutazione che ne do io attiene al solo Vianello presentatore, attore e intrattenitore, al quale sono affezionato. Per il resto, i monumenti non piacciono neppure a me.


 MARTIRI DI SERIE B
 di Maria Elisa V.

Ciao,

 mi chiamo Maria Elisa, vivo o meglio "sopravvivo", a L’Aquila da 29 anni. Ho fatto la tua conoscenza mentre cercavo disperatamente notizie su Katyn!  Proprio nel giorno in cui c'è stato il disastro aereo mi stavo recando per qualche giorno nella mia amata Polonia, stato che ho visitato più di una volta ma che non mi stancherà mai.
 Lavoro da 10 anni come tecnico informatico, ma la mia voglia di conoscenza mi ha spinto a studiare: mi sto laureando in storia e pratica delle arti, e questo mio vagare nella storia del mondo mi ha fatto riflettere!

  Sappiamo solo quello che vogliono gli altri, ricordiamo solo ciò che vogliono sia ricordato. Purtroppo la frase “la storia la scrivono i vincitori” è sempre di grande attualità. Per capire ho dovuto fare molte ricerche. Sono finita anche su youtube, che spesso offre ottime informazioni! Mi sono chiesta perché non vi fosse scritto nulla sui libri di storia, e ne ho concluso che esistono martiri di serie A e martiri di serie B!

  Perché nessuno ricorda i 24 milioni di africani e indigeni d’america che sparirono a causa delle mire portoghesi e spagnole? Perché l’Africa ancora oggi non è libera? Perchè si mandano aiuti in Africa quando poi in Europa si concentrano tutte le aziende e la tecnologia per ridurre gli africani in una eterna, rinnovata schiavitù? Perchè devo vedere Charlize Theron che fa da madrina dei mondiali in Sud Africa quando l’Apartheid è finita nel 1990? Perché un bianco deve portare la bandiera di un paese in cui ha solo tolto ogni diritto?

  Il discorso di katyn è identico. Hanno sterminato 22.000 persone, deportato tutte le loro famiglie ma nessuno ne sa niente. Se vuoi sapere devi cercare! E poi l'incidente... Stiamo parlando del Presidente di uno Stato membro dell'Unione Europea! I polacchi erano affranti e devastati: è stata decapitata la classe dirigente di un intero paese, e probabilmente si è trattato di un attentato. Io, tornando dalla polonia solo tre giorni dopo, mi sarei aspettata che la notizia avesse ancora un grande rilievo e invece NIENTE! Ma come è possibile?

  Ti ringrazio per quello che mi hai fatto sapere, per aver ricercato tu per me. Tra poco dovrò iniziare a lavorare sulla mia tesi. Volevo occuparmi della tratta dei neri, ma probabilmente la farò sui martiri europei dimenticati.

GRAZIE!
Maria Elisa

Cara Maria Elisa,
  che altro aggiungere? Hai già detto tutto tu.

 Porto a conoscenza dei lettori le dichiarazioni del parlamentare polacco Artur Górski, rese subito dopo l'incidente:
“ They refused us permission to land in
Smolensk over and over. They came up
with some dubious reasons.
Tradotto: 
"Ci hanno rifiutato più e più volte il permesso di atterrare a Smolensk. Si sono inventati qualche motivazione di dubbio valore." 
In seguito, pare che Górski sia stato costretto a dichiarare che le sue parole erano state dettate dallo shock.











da http://www.byoblu.com/post/2010/04/16/Gorski-ci-hanno-impedito-di-atterrare-a-Smolensk-piu-e-piu-volte.aspx Condividi

Errani e Formigoni riverginati





Ieri, 15 aprile 2010, si è varcato il Rubicone della legalità. Alea iacta est. Il protagonista non è stato Giulio Cesare, ma più modestamente il duo Pdl-Pdmenoelle che si esibisce da quasi vent'anni nella distruzione della democrazia in Italia, riuscendovi peraltro benissimo. Il fiume non era il Rubicone, ma il Parlamento, la Cloaca Massima della politica italiana. La Camera ha approvato con 435 voti a favore, 21 contrari e 41 astensioni la legge salva Errani-Formigoni. La coppia stagionata dalle molte legislature di presidenza delle Regioni Emilia Romagna-Lombardia per ora è salva. La legge, che vieta la ricandidabilità dopo due mandati consecutivi, ne impediva l'elezione fino a ieri. Con il decreto ad hoc Errani e Formigoni sono riverginati, gli è stato ricucito l'imene elettorale. La legge votata dai deputati è la prova provata della ineleggibilità di Errani e Formigoni. E' una legge a posteriori per legittimare un comportamento fuori legge a priori. Il decreto salva liste è un'istigazione a leggi ex post fai da te. Hai evaso il fisco? Nessun problema, ti riunisci in salotto con i famigliari e fai un decretino ex post con uno scudo fiscale. Sei stato licenziato insieme ad altri precari? Convochi un'assemblea per approvare una legge per il reintegro immediato. Non riesci a pagare le bollette dell'acqua, della luce e del gas? Scrivi una legge ex post per un'autoriduzione del 100% e la spedisci a Equitalia con affrancatura a carico del destinatario. Calderoli dovrebbe bruciare Il Codice Civile e il Codice Penale. Sono inutili. Ogni legge si può cambiare dopo il reato. E' la semplificazione della democrazia, l'ingresso in un nuovo mondo in cui ognuno può fare il c...o che gli pare a norma di legge ex post. Il decreto salva Errani-Formigoni deve essere ancora approvato al Senato, ma è una formalità. I senatori sono persone ubbidienti. Poi dovrà firmarlo Napolitano, ma anche questa è una formalità. Il decreto però è incostituzionale e mi impegnerò per farlo decadere. Nel frattempo, mentre è in vigore, ognuno potrà farsi la sua legge, leggina, decreto, decretino ex post. Neanche gli dei possono cambiare il passato, ma i nostri politici ci riescono senza alcun problema, così come ci fottono con naturalezza il futuro. Il corruttore diventa presidente del Consiglio, il mafioso un eroe, Errani e Formigoni presidenti di Regione. La realtà ti fa schifo? La legge è contro le tue attitudini naturali di grassatore, ladro, mafioso, estorsore? Tutto questo appartiene al passato. Con la legge ex post sarai un altro uomo, forse da grande potrai fare anche il deputato.






da http://www.beppegrillo.it//2010/04/ieri_15_aprile/index.html?s=n2010-04-16 Condividi

venerdì 16 aprile 2010

killing words: parole assassine



oggi ho visto questo film e devo dire che raramente i film mi impressionano a questo livello. purtroppo è uno di quei film di cui non si può raccontare quasi niente per non rovinare la trama a chi non l'ha visto ma si vorrebbero raccontare tutti i più minuti dettagli per far capire la genialità dell'opera per invogliarne la visione.
quindi non volendo fare spoiler inutili mi affiderò a una trama presa da internet e ci aggiungerò qualcosa di mio ^_^

Trama:
Laura, una giovane psichiatra, è prigioniera di Ramon. Ma chi è in realtà Ramon? Un pazzo? Un uomo che ha a che fare con il passato di Laura? Chi è e perché la tiene prigioniera? Nello scantinato dove è segregata, Laura guarda con orrore un video dove l'uomo confessa di essere un serial killer.
In un continuo e convulso susseguirsi di colpi di scena l'unica via di salvezza per la bellissima Laura può essere il gioco che a Ramon piace tanto... "le parole incatenate"...





spiego brevemente in cosa consiste il gioco parole incatenate (che dava il titolo originale del film, Palabras encadenadas).: in pratica uno inizia dicendo una parola a caso, ad esempio parola, e l'altro deve dire una parola che inizi con l'ultima sillaba della parola precedente, ad esempio lama, poi l'altro ribatte con una parola che inizi con l'ultima sillaba della parola precedente, ad esempio madre ecc.ecc. finchè uno non sbaglia o non riesce a trovare più parole... ovviamente non valgono le ripetizioni. attraverso questo gioco verranno segnati i principali punti di svolta nella scena che vede ramon e laura nello scantinato... un pò come quelle storie di topolino dove si chiedeva di scegliere la via preferita fra due... anche qui avremo ben chiare le alternative, e sapremo sempre in anticipo cosa toccherà all'uno o all'altra in caso di vittoria o sconfitta. 


ma la cosa che rende veramente bello questo film è l'equilibrio perfetto che il regista crea, sia tra scene di azione e scene di dialogo, sia tra la menzogna e la verità, sempre su un confine così sottile da restare incerto sino alla fine. fino alla fine noi non sapremo mai se ramon è un pazzo serial killer, necrofilo, omosessuale, psicotico, sadico, o se è solo un geniale professore di filosofia che vuole vendicarsi della moglie, che ha divorziato da lui mentendo in modo così spudorato davanti alla corte, facendole prendere un bello spavento. l'equilibrio che si crea è rovesciato più e più volte da una parte e dall'altra, tanto che non si riesce a farsi un'idea precisa della situazione, anche per l'intervento di colpi di scena posizionati in punti strategici del film come vietcong nella giungla. 


tra l'altro gli attori sono pochi ma bravissimi... dalle scene alla hannibal lecter a quelle più normali, gli attori hanno sempre un'intensità notevole nella recitazione, facendoti coinvolgere nella storia e facendoti provare simpatie e antipatie prima per uno poi per l'altro e così via. 




beh non dico altro che ho già detto troppo, andate a vedere il film, procuratevelo in qualche modo, e fatemi sapere come vi è sembrato in qualche commento a questo post


vi lascio con il trailer


http://www.mymovies.it/trailer/?id=35332 Condividi