sabato 31 luglio 2010

Intercettazioni: ora basta.





Pubblico il testo del mio intervento di oggi alla Camera dei Deputati sul DDL intercettazioni.
Antonio Di Pietro: Signor Presidente, signor Ministro, signori del Governo e colleghi tutti, l'ultimo giorno di luglio, di sera tardi e di notte, quatto quatto, viene deciso di cominciare la discussione sulle intercettazioni, ma non per discutere di intercettazioni, soltanto per far vedere che è incardinato il provvedimento. Un atto di prepotenza, di arroganza, di «menefreghismo» (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). La sola ragione per cui è stata presa questa decisione è impedire, alla ripresa dei lavori dell'Aula dopo le ferie, di avere un tempo sufficiente per discutere il provvedimento, perché dovete mettere un'ulteriore tagliola, e per dire in questo momento, in questo frangente, che voi portate avanti lo stesso il provvedimento sulle intercettazioni. È come dire che non ve ne «frega» niente di quello che è successo in queste ore, durante le quali addirittura si è sfaldata la coalizione di maggioranza. Ecco, un atto di arroganza e di prepotenza che mi ricorda tanto quel portavoce di Saddam Hussein che diceva che andava tutto bene, mentre accadevano realtà ben diverse. Siamo nella fase della discussione generale, per cui mi limiterò ad alcuni punti centrali di questo problema che riaffronteremo nel Parlamento e soprattutto nel Paese. Perché se siamo qui ancora a ridiscutere di questo provvedimento, dopo che la Camera lo aveva approvato, dopo che il Senato ne aveva cambiato qualcosa (e adesso siamo qui dinanzi ad altre modifiche), è per una ragione sola: non perché voi ci avete ripensato, non perché voi avete cercato di migliorare il provvedimento, ma perché siete stati presi con le mani nella marmellata; perché l'opinione pubblica, perché il sistema dell'informazione, perché gli inquirenti, perché tutto il Paese si è ribellato o si sta ribellando ad un provvedimento che è iniquo, incostituzionale e immorale, a un provvedimento che è la fotocopia vostra. Un provvedimento che noi contestiamo nel merito e nel metodo, un provvedimento che merita una sola cosa: essere cestinato immediatamente e che noi dell'Italia dei Valori ci impegniamo formalmente con il Paese a cestinare immediatamente appena ci libereremo del piduista Berlusconi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Un provvedimento che già sul piano costituzionale è un'umiliazione per le Istituzioni, per il Paese, per il buon nome dell'Italia, perché incide su principi fondamentali della Costituzione. L'obbligatorietà dell'azione penale vuol dire innanzitutto mettere in condizioni coloro che devono occuparsi di esercitare l'azione penale stessa di avere gli strumenti per farlo. Se voi bloccate un mezzo di ricerca della prova moderno qual è quello attuale delle intercettazioni, e mettete in condizione i magistrati di non poterlo utilizzare, voi di fatto intervenite sul principio della obbligatorietà dell'azione penale, e intervenite per modificarlo, per impedire l'esercizio della azione penale stessa. E poi lei proprio, signor Ministro, si è arrogato il diritto ai sensi del comma 30 di stabilire annualmente lo stanziamento complessivo massimo di spesa per il servizio riguardante le operazioni di intercettazione, e di stabilirlo decidendo lei a quale distretto di Corte d'appello darlo.
Vale a dire, cioè: voi magistrati potete intercettare, però vi dico quanti soldi spendere e a quali Corte d'appello li do. Porca miseria, stai intercettando Berlusconi, non ti do i soldi, stai intercettando Dell'Utri, non ti do i soldi! E se fai Cosentino, che ti do, i soldi ti do? (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). È un atto di arroganza, di superbia, di ignoranza, di strafottenza verso la Costituzione! Togliere la cosiddetta norma Falcone, che dava la possibilità, anche per i reati non prettamente mafiosi, di estendere gli stessi tipi di indagine, come se fossero di mafia, e, quindi, di individuare un momento prima l'azione degli investigatori, ossia prima che si scoprisse il reato mafioso, vuol dire impedire la lotta alla mafia. Voi, tutti giorni ed in queste ore, non state dicendo di guardare quanti mafiosi stanno arrestando i magistrati, no, voi dite che li arrestate voi, che è merito del Governo. Ma fammi il piacere, ma va là, direbbe il vostro collega Ghedini, ma va là! (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Li stanno arrestando grazie a quelle intercettazioni che voi volete eliminare, a quelle forze dell'ordine che voi volete ridurre di organico e anche di stipendio, di benzina e pure di carta igienica (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori). Nonostante voi, le forze dell'ordine e la magistratura stanno cercando di tirare avanti, perché voi volete colpire i più deboli e volete l'impunità per i più prepotenti, strafottenti, forti, insomma per voi.
La Costituzione è stata martoriata, mortificata, non solo nell'obbligatorietà dell'azione penale, ma anche nel diritto di difesa processuale e, soprattutto, nel diritto all'informazione. Ma perché mai il cittadino non deve sapere quel che accade? Perché mai il diritto alla manifestazione del pensiero, il diritto alla libertà di stampa, devono essere mortificati a questo punto? Soprattutto, deve essere mortificata l'unica libertà di stampa che è rimasta, la rete; di questo, ormai, il Presidente della Camera dovrebbe essere testimone, perché se si permette di uscire fuori dal seminato, «ta-tam» il dossier, «ta-tam» l'utilizzo del sistema illegale dell'acquisizione di dati. Ecco chi è Berlusconi, è un piduista che usa il dossieraggio. Se vi è qualcuno che ha utilizzato in modo indebito le intercettazioni e l'acquisizione strumentale di registrazioni, è stato ed è proprio lui. Oggi si viene qui a discutere di una modifica al presente provvedimento, mentre - si badi bene - il Presidente del Consiglio, ha detto che quasi quasi lo vorrebbe ritirare. Devi ritirarlo, perché una cosa del genere non è più funzionale a nulla! È funzionale solo a dimostrare che ci hai provato e adesso hai lasciato nel provvedimento soltanto delle norme che servono ad impedire ai magistrati di andare avanti. Vi faccio un esempio, che è proprio contenuto nell'articolo 266 del codice di procedura penale, così come modificato: si può - dite voi - effettuare l'intercettazione, ma si deve avere l'autorizzazione del giudice, anche per il traffico delle conversazioni e delle comunicazioni; inoltre, deve essere un giudice collegiale del distretto a disporre le intercettazioni. Vale a dire, cioè, non te le voglio far fare. Di più: il giudice collegiale, per poterle disporre, ogni volta deve avere il fascicolo processuale ed ogni 15 giorni glielo devi mandare. Tuttavia, siamo in presenza di una penuria di magistrati; l'altro giorno, siamo andati in Sicilia con la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere e quando in una procura della Repubblica - mi pare Enna o qualcosa del genere - abbiamo chiesto quanti magistrati fossero presenti in organico, ci hanno risposto: zero.
Ma come fa quello a fare un'intercettazione se gli togliete questi strumenti, come fa ad avere la possibilità un giudice di disporre le intercettazioni in tempo utile se devono essere sempre tre giudici ad occuparsene e se i giudici che se ne sono occupati e poi non possono giudicare l'imputato? Dove stanno questi giudici, a meno che non volete prendere i «Lombardo» della situazione o un giudice tributario tanto così o un geometra così (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)?
Voi ogni volta che intervenite proprio per modificare la norma solo per rendere più difficile l'attuazione delle intercettazioni. Ci sono alcune perle, proprio quella del capoluogo è una. L'altra è quella che riguarda il reato che avete previsto per le registrazioni indebite. È anche un po' ridicola questa norma perché voi dite: è reato la registrazione di una conversazione a cui partecipi pure tu. Io e Zaccaria stiamo parlando, lui si tiene il registratore in tasca: lui è punito, perché non doveva tenere il registratore in tasca. Il problema è un altro: quel che ho detto io a Zaccaria, ho il coraggio o no di assumermi la responsabilità? Il problema non è che lui a memoria ha prova di quanto ha sentito da me in una registrazione. Il problema è se io a lui ho detto un fatto penalmente rilevante o meno: questo si deve acquisire! Ed ancora la norma qui raggiunge il ridicolo quando dice: a meno che non venga utilizzato in un processo. Cioè, caro Zaccaria, appena viene intercettata la conversazione tra me e te nascondila bene quella registrazione e se qualcuno ti becca dici: io sto facendo causa a Di Pietro e sei a posto! Non sei punibile se gli fai causa, sei punibile se non mi fai causa ma il problema di fondo è: nelle more che cosa succede? Arrivi prima tu o arriva prima il carabiniere? È un modo per cercare di legare le cose tra di loro. Si è unito proprio il dannoso al ridicolo in questa norma. Ecco perché noi riteniamo che tra le perle su cui si è intervenuti ce ne sono davvero che gridano giustizia e rispetto alle cose che non hanno alcun senso. E ancora, il pubblico ministero deve indicare il nome dell'ufficiale di polizia giudiziaria: ma perché mai il nome? A che serve? Ma perché mai nell'ufficio della procura della Repubblica devi esserci l'elenco di tutti gli ufficiali e sottufficiali e degli agenti della polizia giudiziaria della questura.
Non basta l'ufficio ci vuole il nome e cognome ma sarà poi il responsabile dell'ufficio incaricato a decidere se lo fa Giovanni, Maria o Nicola. A che serve tutto questo e ancora: quando si fa un'intercettazione telefonica, dice la norma, la deve controfirmare con decreto motivato il procuratore della Repubblica: ma perché deve fare un decreto al decreto? Non basta quello che ha fatto il sostituto? Perché lo deve motivare ancora lui, se ne assume la responsabilità pure lui? Perché mai devono esserci due firme, visto che deve andare ad un giudice collegiale che dopo valuta tutto questo? Serve soltanto per appesantire tutto il circuito per avere le intercettazioni telefoniche perché alla fine dice: è meglio che me lo faccio tutto questo perché poi se lo fai c'è tutta una serie di conseguenze se sbaglia? Infatti, addirittura nella motivazione del provvedimento cautelare, dice la norma, deve soltanto suscitare il contenuto ma non può trascrivere pezzi di conversazione.
Provate a trascrivere voi due della 'ndrangheta o due mafiosi che parlano quando fra loro parlano, mica come i nostri giovani qua, della P3: chi chiacchiera chiacchiera. Questi quando parlano si dicono: oh, eh, mmm, hemm, hemm. Traduci questo, traduci (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)!
E ancora, e ancora: si dice puoi fare un'intercettazione ambientale solo se nel luogo di privata dimora solo se in quel luogo si sta commettendo il reato. Direbbero dalle mie parti: cisciss tradotto.
A che serve fare un'intercettazione ambientale? Ricordo che, quando si fa un'intercettazione, deve essere prevista una pena di almeno cinque anni, non è una cosa da niente. Quindi, voi dite che è possibile fare un'intercettazione ambientale in un luogo di privata dimora, qualora si sappia che in quel luogo si sta commettendo un reato. Ma allora procedo ad un arresto! A cosa serve intercettare una persona che sta commettendo un reato (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)? Inoltre, non può essere intercettato così, semplicemente: ci si deve recare prima dal giudice - da tre giudici! -, al distretto della Corte d'appello. E se, intanto, sta stuprando una bambina? Si dice: non fa niente, aspetta un attimo, devo andare dal giudice!
Tutto questo è ridicolo! È una normativa che, così com'è rimasta, è soltanto dettata in odio alla magistratura e in odio alla giustizia. D'altronde, l'ha detto ieri il Presidente del Consiglio Berlusconi. Ieri, il Presidente del Consiglio Berlusconi ha detto: devo andare in Parlamento, perché devo risolvere il problema della giustizia. Ma in Parlamento ci deve venire per risolvere il problema dei delinquenti, non quello della giustizia (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico)! La giustizia non è un problema, è un obiettivo! Lo ripeto: è un obiettivo. Naturalmente, meno che per i delinquenti e per i piduisti. In questo ha ragione: l'eliminazione della giustizia è un obiettivo del piduista.
Il problema di questa società italiana è proprio questo: liberarsi del Berlusconi che è in essa, perché vi è un problema di fondo. Attraverso la deformazione dell'informazione, si sta facendo credere ai cittadini che la colpa di quel che accade è di chi scopre i reati, non di chi li commette. Infatti, appena qualcuno di voi si è permesso di dire di voler anche pensare che la legge è uguale per tutti e che bisogna rispettare la magistratura, gli avete risposto di costituire un altro gruppo parlamentare. Gli avete detto: non avete che fare con noi, non avete il nostro DNA, ci siamo sbagliati (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico)!
Riempiremo le piazze e il Paese di informazioni su come stanno in realtà le cose, perché quel che state facendo ha davvero del criminale, ha davvero una ragione sottostante. Diciamo la verità: perché avete fatto questa norma (mi riferisco a quella che avevate concepito in origine)? L'avete fatta apposta per evitare che si scoprissero i vostri reati. Non è vero che esiste solo l'associazione a delinquere semplice, l'associazione a delinquere di tipo mafioso: esiste anche l'associazione a delinquere di tipo politico (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori) e, in questo, voi siete alla testa della «piovra».
Capisco bene che, grazie alla presa di posizione della società civile, del mondo della rete, dell'informazione libera e dell'opposizione, alcuni rami della «piovra» si sono dovuti tagliare. A proposito, Ministro Alfano, quando si deciderà di dire al sottosegretario Caliendo di farsi da parte? Tanto gli tocca (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).
Marco Marsilio (PDL): Signor Presidente, gli deve togliere la parola!
Antonio Di Pietro: Gli tocca, perché non è possibile che un magistrato, un sottosegretario o un membro del Governo vada a trescare con i piduisti, mettendosi d'accordo su cosa fare e dove intervenire. Intervenire per cosa? Per modificare il giudizio della Corte costituzionale. Mi si dice: ma non ci sono riusciti. E meno male (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori)! Questo è l'aspetto grave della situazione.
Ecco perché riteniamo che sia giunto il momento che vi assumiate la responsabilità di questa situazione, ma nell'unico modo possibile: andate a casa, prima di continuare a distruggere il Paese. Andate a casa prima che vi sia una rivolta sociale nei confronti del vostro Governo. È una rivolta sociale necessaria, perché voi siete alla testa della «piovra»: la testa della «piovra» si chiama Silvio Berlusconi. Lo dico qui in Aula e me ne assumo la responsabilità politica, personale e giudiziaria (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori e di deputati del gruppo Partito Democratico - Commenti dei deputati del gruppo Popolo della Libertà)! È un personaggio che ha scelto di fare politica per un solo scopo.
Marco Marsilio (PDL): Non lo può dire! Il Presidente del Consiglio rappresenta un'istituzione!
Rocco Buttiglione (Presidente di turno): Onorevole Di Pietro, lei si assume la responsabilità di quanto dice, ma in Aula questo non è consentito.
Marco Marsilio (PDL): Presidente, gli deve togliere la parola!
Antonio Di Pietro: E io lo ripeto! E mi metta anche fuori dall'Aula, perché il mio è un giudizio politico! Il signor Berlusconi ha fatto una scelta di campo!
Marco Marsilio (PDL): Questo personaggio insulta il Capo del Governo!
Rocco Buttiglione (Presidente di turno): Onorevole Di Pietro, lei può dare giudizi politici, ma non può insultare il Capo del Governo.
Antonio Di Pietro: Io non insulto: io fotografo la situazione. È una vergogna che siete qui!
Marco Marsilio (PDL): Presidente, lo deve mandare sotto Ufficio di Presidenza!
Antonio Di Pietro: E lo dico anche a quella parte del centrodestra che oggi ha avuto uno scatto di dignità e si è messo da parte. Quel centrodestra abbia il coraggio di andare fino in fondo. Se si è messo da parte soltanto per dividere le poltrone e non per aiutare a mandare a casa un Governo criminale e criminogeno, è un centrodestra che non risolve i problemi (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).



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cazzo ragazzi questo video è da vedere... è stato l'intervento più bello che abbia mai sentito XD
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La stampa si autoimbavaglia



E' certamente vero che Berlusconi, con la legge sulle intercettazioni, vuole imbavagliare l’informazione, ma è anche vero che la stampa e le televisioni - anche quelle apparentemente più indipendenti - ci mettono del loro per imbavagliarsi da sole.
Prendiamo il caso di quel che è successo ieri. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo depositato alla Corte di Cassazione oltre due milioni di firme di cittadini italiani per abrogare con referendum tre leggi vergogna: il legittimo impedimento (ovvero quella legge che ha permesso e permette a Berlusconi di non farsi processare), laprivatizzazione dell’acqua (ovvero quella legge che assicura l’utilizzo dell’acqua solo a chi può permettersi di pagarla, mentre dovrebbe essere un diritto di tutti) e le centrali nucleari (ovvero quella legge con cui il Governo Berlusconi ha stabilito di installare ben 13 centrali nucleari nel nostro Paese, con grave rischio per la salute, l’ambiente e il nostro futuro).
Non è una cosa di poco conto: una moltitudine enorme di cittadini italiani hanno sottoscritto le nostre proposte di referendum. Ora, la procedura è avviata e i cittadini, finalmente, potranno dire la loro su temi importantissimi che attengono rispettivamente a tre principi fondamentali tutelati dalla nostra Costituzione: la legalità, l’uguaglianza davanti alla legge e la salute.
Eppure, nessun organo di stampa ha dato notizia dell’evento, nessun telegiornale ne ha parlato, nessun giornale lo ha riferito. Praticamente tutti gli organi di informazione ufficiali hanno ignorato e hanno fatto finta di non vedere e di non sapere.
Allora dobbiamo chiederci perché è avvenuto e avviene tutto questo. Per capirci qualcosa ho chiesto spiegazioni a un serio giornalista parlamentare che ho incontrato questa mattina a Montecitorio. Mi ha risposto che ciò era dovuto al fatto che l’Italia dei Valori non ha collegamenti lobbistici adeguati con le varie redazioni giornalistiche e televisive e, per questa ragione, la nostra azione politica e parlamentare viene costantemente ignorata se non addirittura boicottata (anche su istigazione di altri gruppi parlamentari). Insomma, mi ha consigliato di “piazzare” qualche giornalista “amico” nelle redazioni dei giornali.
No, non voglio farlo. Per rispetto proprio dei giornalisti e della loro professione, credo sia meglio che l’informazione rimanga veramente indipendente. Non bisogna irretire i giornalisti con blandizie e promesse. Soprattutto credo sia un peccato cercare di comprare i loro favori.
Però, mi sono cadute le braccia nel constatare l’assoluto silenzio con cui la stampa ha reagito al deposito delle firme referendarie. D’accordo avercela con me o con l’IdV per le nostre battaglie di legalità, ma ignorare oltre due milioni di firme mi sembra davvero un atto di disinformazione degno del peggior regime.
Chiedo, allora, ai Direttori dei giornali – almeno a quelli che ancora vogliono rimanere indipendenti – di riconsiderare la loro posizione e di informare adeguatamente l’opinione pubblica sull’esistenza e sul contenuto dei tre referendum.
Chiedo soprattutto a voi della Rete e al mondo dei blogger di far partire una campagna informativa alternativa e penetrante per far comprendere ai cittadini di non lasciarsi sfuggire questa occasione e di attrezzarsi per andare in massa a votare al prossimo referendum.

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E' CRISI DI GOVERNO: BERLUSCONI RIFERISCA IN AULA

 


Da ieri sera tutto è cambiato e questa mattina nell’aula di Montecitorio si è di fatto aperta la crisi del governo. Non siamo di fronte ad un bisticcio, l’ennesimo, tra Berlusconi Fini ma di fronte alla deflagrazione della maggioranza e all’implosione di un progetto politico e di un partito che doveva essere il grande partito della destra dei moderati italiani e della libertà ma che, alla fine, del concetto di libertà ha dimostrato di avere solo la presunzione del nome. Non appena uno dei due cofondatori, e alcune persone a lui vicino, si sono limitate ad esprimere liberamente le proprie opinioni e valutazioni su un tema come quello della questione morale, che nel Pdl è come parlare della corda in casa dell’impiccato, la maggioranza non ha retto. La difficoltà di coesione tra chi, come Fini, aveva da una parte pensato di dare vita davvero ad un partito plurale e liberale e chi ha, viceversa, una visione del partito totalitaria è venuta al pettine.

Di fatto oggi la maggioranza è implosa sia numericamente che politicamente. Lo si potrà verificare oggi stesso, se ci sarà, come appare molto probabile, 
lo scisma e la costituzione di due gruppi parlamentari distinti. Ma di fatto ieri abbiamo assistito alla deflagrazione delle due colonne portanti del Pdl. E’ deflagrato il Pdl come partito portante della coalizione e presto imploderà anche la seconda colonna, ovvero il patto fondativo tra Pdl e Lega. Sono certo che questo governo cadrà in autunno e non per mano di Fini. A staccare la spina sarà la Lega, quando prenderà atto che questo governo ormai non andrà più da nessun parte e che il federalismo rimane solo un progetto sulla carta. Un attimo primo che l’inganno venga svelato, la Lega staccherà la spina.

In questo mutato quadro, è chiaro che per Italia dei Valori, e per tutti gli altri gruppi di opposizione, non esiste più nessun accordo a chiudere questa sera, così come era stato preventivato fino a ieri sera. Da oggi inizierà una
durissima azione ostruzionistica. Se non c’è più una maggioranza la politica non può andare in vacanza. Noi andremo avanti con il nostro ostruzionismo per tutto il mese se sarà necessario, finché il presidente del Consiglio non uscirà dal buco in cui si è rintanato e si assumerà pubblicamente, nell’Aula della Camera dei Deputati, le sue responsabilità venendo a riferire sulla crisi di governo. E’ intollerabile ed impensabile che il paese rimanga nell’oblio.

Fonte: 
www.massimodonadi.it

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Il Papa in vendita

Papa Joseph Ratzinger Anello Oro

 Ci fu un giorno nel quale un tale di nome Gesù prese a randellate i banchetti dei mercanti di fronte al Tempio. Oggi distruggerebbe il Parlamento e lo ricostruirebbe in tre giorni. Se questo ritorno del Messia non è una sbruffonata, allora lo aspetto con ansia.

  Il tale in questione radunava folle oceaniche e non si curava di allestire nessun palco, né di assoldare un service, né tantomeno di pagare rockstar. Nessuno vendeva lattine di cocacola o bottigliette d'acqua a prezzi da rapina. Casomai, bastava dare una moltiplicatina a pani e pesci e il buffet era servito. Nessuno pagava il biglietto, nessuno pagava il conto. Nessuno scontrino, nessuno spreco di alberi, nessuna verifica fiscale, nessuna SIAE... Dio è eco-sostenibile, equo-solidale e open-source.
 
 Fatto fuori lui, i suoi discepoli ricostruirono i banchetti. Iniziarono a vendere souvenir della sua esecuzione capitale (a proposito: chi produce tutti i crocefissi appesi per legge nella maggioranza dei luoghi istituzionali? Così, tanto per sapere...), e misero in commercio addirittura biglietti d'ingresso per il regno dei cieli. La chiamavano indulgenza divina ed era dispensata in cambio di un ragionevole corrispettivo: un'assoluzione in scatola, una specie di ricarica spirituale in comodi tagli da dieci e da venti. Poi inventarono i pellegrinaggi, il fenomeno del turismo religioso, l'esenzione ICI ed altre amenità che consentono di gestire un esercizio alberghiero in regime di totale e sleale concorrenza; eressero lenzuoli di lino orditi con trame complesse e con più di due fili - introdotte in epoca successiva a quella del corpo che si vuole vi fosse avvolto - a oggetti di culto, simulacri della divinità da adorare a pagamento dopo lo smaltimento di interminabili code. Riempirono i mercati di vitelli d'oro, immaginette, medagliette, collanine, ciondoli, statuine di plastica ricolme di acque sacre, riproduzioni in miniatura di santuari ove miracolose apparizioni impongono almeno un costoso pellegrinaggio nella vita, viaggi della speranza verso luoghi di guarigione per ammalati senza speranza e così via. Alcuni seguaci divennero addirittura tesorieri di attività illecite, altri diedero vita ad un impero economico coinvolto nei più grossi scandali finanziari come l'affare Sindona e il crac del Banco Ambrosiano. Tutto questo in nome dello stesso tale che prendeva a calci in culo i mercanti del Tempio.
  
  Ora, causa ristrettezze economiche, mettono in vendita il Papa. Se lo vuoi vedere, paghi. 10 sterline per una veglia di preghiera ad Hyde Park, il 18 settembre, e ben 25 per assistere allo show della beatificazione del cardinale John Henry Newman, il giorno successivo. Organizzare un evento costa, e del resto il tale che moltiplicava pani e pesci (e prendeva a randellate i box office) non è più disponibile. E poi, vuoi mettere: canteranno gruppi cattolici provenienti dall'Inghilterra, dalla Scozia e dal Galles, compreso il formidabile trio di sacerdoti: The Priests.

 Certo, non si tratta di un vero e proprio biglietto di ingresso. Piuttosto, dicono, è un contributo spontaneo. Fisso. 35 sterline da versare volontariamente. Se poi uno è indigente, si fa uno strappo. Eppure, a voler essere populisti e qualunquisti -che ci piace tanto - mi domando quante veglie di preghiera si potrebbero finanziare mettendo all'asta l'anello di Ratzinger. 

 Sono lontani i tempi del discorso della montagna.
« Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
   Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
   Beati voi che ora piangete, perché riderete. [...]
   Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
   Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
   Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
 »
Quanti chiodi bisogna ancora piantare nelle carni di questo povero Cristo?






da http://www.byoblu.com/post/2010/07/30/Il-Papa-in-vendita.aspx Condividi

Tutte le strade portano a Woodstock 5 Stelle






Giulio Andreotti, arrivato alla quinta reincarnazione (purtroppo per lui nello stesso corpo), ha detto un tempo: "A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina". Quando ho comunicato la data di Woodstock 5 Stelle sentivo una vocina interna che mi avvertiva sui boicottaggi che in Italia assumono spesso la veste delle coincidenze a orologeria. Non mi sono quindi per nulla sorpreso quando ho saputo che con DUE MESI DI ANTICIPO i sindacati delle Ferrovie dello Stato hanno annunciato uno sciopero di 24 ORE che coincide perfettamente, con potenza sindacale geometrica, con l'inizio e la fine di Woodstock 5 Stelle: dal sabato sera di 25 settembre a domenica sera del 26. Invito fin d'ora macchinisti, controllori, capitreno e hostess, che saranno liberi durante il fine settimana da impegni lavorativi, a partecipare alla manifestazione di Cesena. Io ho sempre amato i treni e nell'incontro si discuterà, tra una band e l'altra, anche del futuro dei trasporti. 
Sono sereno come un monaco tibetano prima dell'avvento del maoismo. Attendo a piè fermo lo sciopero di ogni servizio di pubblica utilità per fine settembre, anche la paralisi completa del Paese. E' un periodo in cui mi interrogo spesso sulle questioni della vita, il rovello che mi attanaglia oggi è: "A chi rispondono i sindacati? A D'Alema o a Bersani?".
Arrivare a Cesena sarà un'impresa, un percorso a ostacoli, le proveranno tutte. Venite a piedi, in bicicletta, in camper, in roulotte, in pullman organizzati dai Meet Up, in car pooling, in moto, a cavallo. Tutte le strade portano a Cesena il 25 e il 26 settembre 2010. Trenta gruppi e musicisti hanno già aderito e nei prossimi giorni li presenterò uno per uno. Si inizierà il sabato sera, sarà una due giorni di musica e futuro. Si discuterà di politica e non di politici. "Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva, e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva" Francesco Guccini. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti:
"settore FERROVIARIO: PERSONALE DI MACCHINA E DI BORDO SOC. TRENITALIA
modalita: 24 ORE: DALLE 21.00 DEL 25/9 ALLE 21.00 DEL 26/9"
Chi volesse chiedere informazioni sullo sciopero può inviare una mail a:relazionisindacali@mit.gov.it

Post precedenti su Woodstock 5 Stelle:
- Appello per Woodstock 5 Stelle 7 luglio 2010
- Woodstock 5 Stelle a Cesena 23 luglio 2010




DA http://www.beppegrillo.it/2010/07/tutte_le_strade_portano_a_woodstock_5_stelle/index.html?s=n2010-07-30 Condividi