Al gestore del blog:
mi prendo personalmente la responsabilità di ciò che sto scrivendo.
Vorrei chiedere in via ufficiale, e alla luce sia del fatto che sono stato un pirla (non ne spiegherò le ragioni, ma è così) sia del fatto che probabilmente faticherà ad avere un po di tempo a disposizione per leggere i raccontini, viste le problematiche con l'università che sta affrontando, di posticipare la conclusione del concorso di una settimana.
Entro la data 07-12-2010 mi prendo l'impegno di mandare l'email con il racconto, che devo solo concludere e limare.
APPELLO UFFICIALE A CHI COME ME SI TROVA IN QUESTA SITUAZIONE:
se siete interessati a un rinvio, scrivete PER FAVORE nei commenti. Lo so che ci sono cose più importanti di cui parlare, ma per fortuna questo blog ci tiene aggiornati più che bene, quindi nice!
Se ancora non si fosse capito, è una mini-petizione. Se nessuno risponderà, mi riterrò squalificato di diritto.
Se ancora non si fosse capito, è un'opportunità che sto dando, prendendomene la responsabilità, a chiunque non abbia avuto abbastanza tempo, per un motivo o per l'altro.
Grazie del vostro tempo.
-Llorian
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martedì 30 novembre 2010
NanoWikileaks - Marco Travaglio
Buongiorno a tutti, è una grande giornata questa per l’informazione perché grazie a Wikileaks si allontana il modello della politica schizofrenica e anche della politica bugiarda che dice pubblicamente una cosa e privatamente il suo contrario.
Una nuova diplomazia mondiale (espandi | comprimi)
D’ora in avanti quali che siano le conseguenze di questa ondata interminabile che durerà per mesi, pubblicazione di rapporti più o meno riservati delle diplomazie occidentali, sicuramente chiunque faccia politica nei vari stati e nei rapporti internazionali, dovrà sapere e saprà che ciò che dice in pubblico, potrà essere smentito immediatamente da ciò che magari ha detto in privato lo stesso giorno o il giorno prima perché nelle diplomazie c’è sempre la possibilità di una talpa che in un nanosecondo invia qualche file a questo sito e a altri che magari sorgeranno per emulazione.
Naturalmente si comprende il terrore, lo sgomento, smarrimento, la bile anche degli attuali governanti, a cominciare dai nostri ridicoli, i quali spiazzati da questo terremoto dicono cose sconnesse, strane, strampalate, complotti internazionali, non so Frattini dice che Assange vuole distruggere il mondo, era dai film di Fantomas di Louis de Funés che non si sentiva una stronzata così imbecille, d’altra parte i personaggi che ci governano sono quelli che sono, in realtà Assange non vuole distruggere un bel niente, chiunque sia Assange e qualunque sia il suo scopo, ha semplicemente fatto da collettore a documenti autentici, infatti l’unica cosa che manca in tutto questo terremoto sono le smentite, se fosse stata la distribuzione di carte soltanto italiane probabilmente Berlusconi e l’Avvocato Ghedini avrebbero detto che era tutto falso e che avrebbero querelato, come di solito fanno quando escono carte e testimonianze vere, sarebbero stati gli unici al mondo a farlo, neanche i nord coreani hanno smentito l’autenticità dei documenti e quindi hanno preferito anche loro assecondare questo sdegno mondiale contro la pubblicazione di carte vere, carte che peraltro sono perlopiù non top secret, sono semplicemente carte riservate ma che non costituiscono segreti di Stato anche se in Italia ormai il concetto di segreto di Stato si estende persino al punto G del Presidente del Consiglio.
La prima cosa che balza agli occhi, secondo me, è che mentre i ritratti degli altri capi di Stato e di governo che emergono dai report fatti dai diplomatici sono ritratti tridimensionali, nel senso che riguardano sì anche il privato, ma anche e soprattutto il pubblico, l’aspetto politico dei personaggi, l’unico ritratto che è bidimensionale, è piatto è quello del nostro, il nostro è descritto semplicemente dalla cintola in giù, è l’unica parte che rileva per le diplomazie internazionali, il fatto che si preoccupa di notte di fare festini, vengono definite “orge selvagge” questo naturalmente farà molto piacere a lui che si creda che fa orge selvagge, però gli americani si occupano di questo aspetto perché dicono che questi festini e queste orge hanno poi dei riflessi paradossali, anche un po’ tragicomici in quello che lui fa di giorno, perché lui di giorno è impegnatissimo a nascondere quello che ha fatto di notte e quindi si spiega così il fatto che trascorra le giornate al telefono con la Questura di Milano per spacciare per nipote di Mubarak una minorenne che si sarebbe detto una volta di facili costumi e il resto della giornata lo passa a scansare i processi e a nascondere, a seppellire sottoterra il suo passato, che è la sua vera ossessione insieme ai festini, della Merkel non riescono a dire niente di male, al massimo che è un po’ noiosa, poco creativa ma tenace quando si trova in difficoltà, di Sarcozy si dice che è un imperatore nudo, autoritario, senza scrupoli con i suoi collaboratori, di Putin si dice che è un capo branco e con Medvedev ha un rapporto piuttosto da maschio dominante per cui anche se non ha, perché per la costituzione russa non può avere la carica massima in Russia, è comunque lui quello che comanda.
Di Gheddafi si parla come di un ipocondriaco che si siringa di botulino e poi si raccontano anche gli aspetti politici della sua attività, di Ahmadinejad si parla naturalmente a proposito del suo scarso equilibrio mentale, ma anche di tutto ciò che ruota intorno alla politica dell’Iran, destabilizzante per il medio Oriente, di Kwan – Jin il capo coreano si dice che è traumatizzano dal suo ictus, che è ciccione ma questo si vede a occhio nudo e poi si parla di politica e poi ci sono tutte le questioni che stanno terremotando la politica internazionale, per esempio il fatto che Hilary Clinton abbia ordinato di spiare gli ambasciatori dei vari stati all’O.N.U., compresi quelli del Consiglio di sicurezza con il diritto di veto che hanno, chiaramente compreso il Segretario Comunale Vanchimun, questioni di affari, questioni di politica internazionale, la macchietta, infatti vedete che il nostro è sempre sistemato nei siti all’ultimo posto nel lungo elenco dei leader citati, è proprio Berlusconi, Berlusconi è visto come una macchietta, come un pagliaccio, come un personaggio ridicolo a livello internazionale e pericoloso a livello nazionale, la N. 2 dell’ambasciata americana, stiamo parlando di una signora che è stata per 4 anni di fatto la vice ambasciatrice e lo definisce inetto, incapace di governare, inadatto a governare, vanitoso e dedito a queste feste selvagge che poi gli rubano tempo al riposo e quindi di giorno è una specie di pugile suonato.
Naturalmente non è che siano rivelazioni sconvolgenti, semmai è più interessante scoprire che Hilary Clinton, capo della diplomazia americana ha chiesto informazioni e questo è suo diritto farlo a differenza dello spionaggio ai danni degli ambasciatori e del Segretario Comunale dell’O.N.U. che non è assolutamente suo diritto farlo perché godono mi immunità o dovrebbero godere di immunità sul suolo americano, ci sarebbe addirittura da discutere se l’O.N.U. possa avere ancora sede a New York, visto che il fatto che abbia sede a New York consente agli americani di spiare le delegazioni dei vari stati del mondo all’O.N.U., ma in ogni caso era diritto di Hilary Clinton, chiedere informazioni sugli affari privati che si sospetta esistere tra Putin e Berlusconi e credo anche tra Berlusconi e Gheddafi.
Affari privati e comunque vulnerabilità dell’Italia derivanti dal fatto che Berlusconi ha praticamente consegnato il rubinetto delle nostre forniture energetiche a due paesi come la Russia e la Libia, il che espone l’Italia naturalmente a qualsiasi tipo da rappresaglia e di vendetta e obbliga l’Italia a essere la serva dei libici e dei russi, infatti Berlusconi viene definito uno che sembra il portavoce di Putin, che è ancora peggio che dire: è il portavoce di Putin perché se fosse il portavoce di Putin vorrebbe dire che almeno Putin lo ha preso sul serio e lo ha nominato suo portavoce per l’Europa, invece sembra il portavoce di Putin, perché ? Perché Putin non si è mai sognato di nominarlo suo ambasciatore, è Berlusconi che si improvvisa in piena sindrome della mosca cocchiera, portavoce di Putin in Europa e lo fa dal 1994, quando per la prima volta, lì era portavoce della Russia, quando nel G8 di Napoli, improvvisamente disse che era Russia doveva entrare in Europa e che bisognava fare un’alleanza strategica, addirittura nucleare con i russi, lo guardarono tutti come uno squinternato, in realtà negli anni successivi non ha perso occasione per sponsorizzare gli interessi russi in Europa.
Questo direi in sintesi quello che è venuto fuori per quanto riguarda i rapporti tra il nostro paese e gli Stati Uniti, dicevo che la analista, la Signora Elisabeth Dibble N. 2 dell’ambasciata in Italia per 4 anni lo è stata anche ai tempi di Bush, quindi Berlusconi era considerato un incapace, un inetto, un pericolo pubblico per il suo paese perché la diplomazia internazionale, un portavoce di Putin anche quando governava Bush , anche quando Bush pubblicamente si profondeva in grandi elogi dell’amico Silvio, anche quando Berlusconi si accreditava come l’amico del cuore di George Bush, l’ambasciata americana mandava dei desolati e desolanti rapporti a Washington, raccontando che questo signore non è capace a far niente, non combina nulla, si occupa solo degli affari suoi privati notte e giorno. Questo è interessante perché? Perché non è che non lo si sapesse, ma attenzione a non minimizzare quello che sta venendo fuori perché un conto è che lo sappia chi lo guarda in televisione, quello chi abbia occhi per vedere l’ha sempre saputo che siamo rappresentati da un pagliaccio da 16 anni a questa parte, ma è importante il fatto che con il timbro dell’ambasciata americana in Italia, ci sia scritto che siamo governati da un vanesio, incapace, poco lucido, inadatto a governare, che non combina niente, che si crede il portavoce di Putin.
Silviolo, il nano internazionale (espandi | comprimi)
Il fatto che lo dica ufficialmente l’ambasciata americana al suo governo è ovvio e non ha delle conseguenze da poco tutto ciò, perché? Perché dimostra che nonostante la patina, la tappezzeria dei vertici internazionali dove ci sono sempre abbracci, baci etc., poi tutti quanti a livello internazionale, sanno misurare la statura del nostro e la statura del nostro è poco inferiore a quella di questo pupazzetto Silviolo!E’ interessante anche il ritratto psicologico che si fa di due figure come quella di Berlusconi e di Putin, quest’ultimo viene definito il capo branco, il maschio dominante, nei confronti di Medvedev ha la stessa relazione che c’è tra Batman e Robin, la stessa cosa si potrebbe dire del rapporto che c’è tra Putin e Berlusconi, Berlusconi non è mai stato, anche se questa sindrome del nano si gonfia, si cerca in tutti i modi di diventare più grosso, è sempre stato il secondo, mai il primo, è sempre stato sempre la spalma mai il primo attore, mai il protagonista, lui si è sempre scelto un uomo potente e ci si è messo a cuccia, all’ombra, lo ha fatto con Licio Gelli, lo ha fatto con Bettino Craxi, lo ha fatto con George Bush , quando è venuto meno Bush ha cominciato a farlo con Putin, lui è sempre il secondo di qualcuno, c’è sempre un articolo “Il” lui è la “I” ma comanda la “L” questo è folclore, anche, ma questa è l’immagine dell’Italia all’estero, è il biglietto da visita dell’Italia all’estero e all’estero si nota molto meglio rispetto a quanto avviene in Italia, il pericolo che questo signore rappresenta, si dirà: che l’avessero detto prima, ci avrebbero aiutati? No,la diplomazia si chiama diplomazia proprio perché certe cose pubblicamente non le dice, non le può dire, un conto sono i rapporti tra gli stati, un conto sono i giudizi che i rappresentanti degli stati danno dei propri colleghi.
Perché gli americani privatamente parlavano male di Berlusconi e pubblicamente ne parlavano bene, almeno fino a che non è arrivato Obama che, non dimentichiamolo, ha ricevuto tutti i capi di Stato del mondo almeno 3 o 4 volte, quello che si è filato di meno è proprio il nostro, perché agli americani una figuretta come il nostro nanerottolo ha sempre fatto molto comodo quando si trattava di affermare la politica di Bush, perché? Perché praticamente Berlusconi era il suo portavoce in Europa, in un’Europa che in tempi di guerra si è schierata, parliamo del continente, quasi interamente contro la guerra in Iraq e parzialmente anche contro la guerra in Afghanistan che però dopo l’11 settembre era più difficile contrastare in base alle informazioni che si avevano all’epoca, quindi era ovvio che Bush utilizzasse il nostro nanerottolo per rompere la compattezza dell’Europa continentale, infatti fu proprio l’asse Berlusconi – Aznar a contrapporsi all’asse non interventista tedesco e francese e a fare fronte comune con gli inglesi che sono tradizionalmente il lembo d’Europa più vicino agli interessi americani.
Quindi l’hanno usato senza neanche bisogno di dirgli quello che doveva fare, perché trattandosi di una spalla naturale, sapevano benissimo che si accontentava di qualche pacca, di qualche foto con il giubbotto vicino a Bush, di qualche gaglioffata nel ranch , di qualche smargiassata alla Casa Bianca, di qualche tartina nella sala ovale per fare poi tutto quello che gli si chiedeva addirittura prima che gli venisse chiesto. Ora che la politica americana non ha più bisogno di rompere l’unità dell’Europa perché ha problemi interni ben più gravi di quelli che ha fuori, il nostro è diventato totalmente ininfluente, inutile e quindi viene considerato la barzelletta dei vertici internazionali, il vecchietto un po’ fuori di testa che semmai ti fa fare 4 risate con la solita barzelletta sporca che peraltro ha già raccontato in tutti i vertici precedenti, per cui ride solo Obama perché è nuovo nel gruppo.
Interessante il fatto che tutte queste cose da 15 anni, per chiunque segua un po’ la politica, sono note, gli italiani si dividono in due categorie: i creduloni che da 15 anni pensano che questo signore sia l’ostacolo, il baluardo contro il comunismo, il campione del libero mercato, il campione dei valori del centro-destra, il punto di riferimento imprescindibile dei movimenti conservatori e liberal democratici del mondo, il cuore pulsante del partito popolare europeo, l’alfiere della famiglia dei valori di Dio patria e famiglia e altre cose di questo genere e poi ci sono quelli che hanno gli occhi e che hanno un minimo di cervello che possono essere di destra, centro, sinistra, ma che hanno sempre saputo che questo signore è una macchietta, è un gaglioffo.
Tra quelli che lo sanno ci sono due sottospecie: quelli che l’hanno sempre detto e scritto e quelli che si sono limitati a saperlo, ma non l’hanno mai detto e mai scritto, perché quando e credo che si avvicini quel giorno, ce ne libereremo, succederà quello che succede ai ragazzi oggi, quando vedono a tarda ora sui canali History Channel o anche sui RAI 3 a “Correva l’anno” le immagini un po’ velocizzate di Mussolini a Palazzo Venezia, oppure di Hitler al Reichstadt e allora si domandano e dicono: com’è possibile che uomini così goffi, ridicoli, pagliacceschi abbiano tenuto in ostaggio i loro paesi uno per 10 anni Hitler e l’altro per 21 e un pezzo come Mussolini? Com’è possibile che tanta gente ci credesse, altro che 21, poi nella Repubblica sociale di Salò c’è stato il post scriptum durato altri mesi, com’è possibile che si siano presi sul serio dei personaggi così pericolosi ma anche così ridicoli? Si vedono le immagini tipo Ridolini di questi due dittatori, è la prima domanda che ci si pone: che ci facevano quei milioni di persone in piazza a applaudirli, la stessa cosa tra qualche anno, quando si vedrà questo signore che va in giro tutto rifatto, con il casco di bitume sagomato tipo Big Jim o Ken, con questo panzone compresso dai tiranti, ogni tanto con l’occhio chiuso perché non si sono ricordati di dargli il giro di chiave fa diesis che come le chitarre porta dietro l’orecchio, che spara cazzate a raffica dalla mattina alla sera, che minaccia di toccare il culo alle signore in pieno terremoto nei giorni successivi al terremoto, che ne combina di tutti i colori, che regala gli orologi del Milan nei vertici internazionali del G8, com’è possibile che un uomo così sia stato preso sul serio da milioni di italiani?
La risposta sarà la stessa che si è data storicamente al perché quell’altro personaggio, Mussolini, era durato così a lungo con un così ampio consesso e tenete presente che Mussolini non era Berlusconi, Mussolini era un giornalista con i fiocchi che scriveva benissimo, molto colto, politicamente molto abile, i suoi governi erano formati dal meglio della cultura italiana nei vari settori dal diritto, all’economia, alla filosofia, alla cultura, fascisti, nazionalisti ma gente come Gentile, come Balbo, come Bottai, come Stefani, come Alfredo Rocco, come Giovanni Gentile non stiamo mica parlando di Gasparri, Capezzone, Bondi, Mara Carfagna e robe del genere. Infatti quello ha lasciato cose che si vedono ancora adesso, questo per fortuna non ha lasciato neanche una pietra, tranne forse la prima pietra del ponte sullo stretto che è già stata posata 15 volte, quindi ci sono 15 prime pietre a distanza ravvicinata in quel di Messina.
La risposta è che questo signore è stato preso molto sul serio dalle classi dirigenti di questo paese e soprattutto da quelli che hanno in mano il mondo dell’informazione (che è sua) per cui per 20 anni noi abbiamo vissuto in questo incantesimo in cui Il Corriere della sera che oggi si diverte, perché oggi è facile “Leader vanitoso, stanco, inefficienza, sembra il portavoce di Putin” e fa un editoriale di Franco Venturini dove si racconta la ridicolaggine della nostra politica estera e l’inconsistenza del nostro peso politico all’estero, da 15 anni scrivono esattamente il contrario e cioè che Berlusconi tra i suoi fiori all’occhiello ha la politica estera, quante volte L’Ambasciatore romano ha scritto queste cose, quante volte gli hanno lasciato dire che Berlusconi aveva evitato la guerra tra la Russia e la Georgia, quante volte hanno raccontato che Berlusconi era il protagonista della distensione tra Russia e America, quante volte gli hanno lasciato fare e dire le cose più incredibili sottovalutandole e minimizzandole, questo è il problema, il problema è che se per 15 anni televisioni e giornali avessero raccontato quello che tutti coloro che hanno occhi e cervelli avevano visto e sapevano e l’avessero ufficializzato e l’avessero preso in giro perché non poi non va neanche preso sul serio questo signore, il favore peggiore che gli si può fare è proprio quello di prenderlo sul serio, probabilmente con questa aura di ridicolo addosso, anziché con questa aura di serietà e di credibilità, ce ne saremmo già liberati, perché? Perché gli italiani votano, sono sempre in soccorso del vincitore, quando sentono che uno comincia a puzzare di cadavere o vedono che comincia a traballare, lo impallinano, quindi non è che votino volentieri per un uomo ridicolo che sembra alla frutta, il problema è che l’immagine l’intelligentia italiana conformista, la grande stampa italiana, salvo rarissime eccezioni, la televisione salvo veramente due o tre eccezioni, hanno dato in questi anni era esattamente il contrario di quello che oggi che l’omino è bollito e tutti si divertono a scrivere.
I ritardatari (espandi | comprimi)
Ci volevano 15 anni? Aprendo le virgolette e citando la N. 2 dell’ambasciata americana per dire che Berlusconi è un leader vanitoso, stanco, inefficiente e sembra il portavoce di Putin?E’ proprio il minimo quello che abbiamo scritto, mi sono preso qua per non dimenticarmelo, un libro che ho fatto e che è “Le mille balle blu” perché ogni tanto mi veniva voglia di fare il punto della situazione e quindi alla vigilia delle elezioni del 2006, quelle che lui ha perso, sia pure di poco, con Peter Gomez avevamo fatto “Le mille balle blu” per raccogliere e catalogare l’enorme mole di cazzate che questo signore era riuscito a dire nei primi 12 anni della sua vita politica e sembravano gli ultimi.
C’era un capitolo, il Presidente Gran Turismo con tutte le cose che era riuscito a fare e dire all’estero, appena varcata la cinta daziaria, con la differenza che ogni volta che passava in un paese estero, lasciava tracce indelebili, perché? Perché i giornali per giorni e giorni dicevano: ma chi è questo? Da dove arriva? Come fanno gli italiani a votarlo? Ma come fanno a sopportarlo? Ma non si vergognano a farsi rappresentante da questa barzelletta ambulante? Perché? Perché all’estero le televisioni e i giornali hanno un difetto, non sono di Berlusconi, quindi possono scrivere liberamente quello che vedono, cosa che non hanno mai potuto fare le nostre televisioni e i nostri giornali, ecco perché lui aveva una pessima reputazione nella stampa internazionale e un’ottima reputazione nella stampa italiana e ecco perché era costretto a raccontare che la stampa internazionale era a servizio del comunismo o che i corrispondenti esteri in Italia, leggono solo Repubblica e L’Unità e adesso magari anche Il Fatto Quotidiano, in realtà non leggono un bel niente, basta che guardino, scrivono quello che vedono, solo che a differenza dei nostri giornali, non hanno condizionamenti proprietari e pubblicitari e quindi possono dire chiaramente che un pagliaccio è un pagliaccio!
Immaginate quando andò in Inghilterra, andò a trovare Margaret Tatcher, ormai ex Premier inglese e disse: la Tatcher è sempre una bella gnocca! Quando gli interpreti tradussero all’impronta bella gnocca a proposito di una signora che tra l’altro è pure malata, in Inghilterra si domandarono chi fosse qua e quando scoprirono che era il Capo del Governo italiano si preoccuparono per noi! Pensate quando al vertice della Fao invitò il Presidente del Togo Gnassingbe’ che stava spiegando la tragedia del Malawi con 13 milioni di persone che stavano morendo di fame, lui lo invitò a stringere perché disse: accorciamo i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame! Al vertice della Fao sulla fame del mondo, poi aggiunge “grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menù sia totalmente italiano in questo caso sarete soddisfatti” poi prese il Direttore della Fao, il senegalese Diouf, e gli disse: dovresti dimagrire un po’! Poi tutte le sparate contro l’Europa, da parte di un capo del governo di un paese europeo che a un certo punto diventò Presidente di turno dell’Unione Europea per 6 mesi da luglio a dicembre del 2003, semestre inaugurato dalla famosa uscita del Capò nazista contro un socialista tedesco Schultz e poi tutte le tournèe.
Quando disse al cancelliere tedesco Schroeder “parliamo un po’ di donne che tu te ne intendi” e lì c’era la moglie. Una volta è andato in Russia, una delle tante e gli hanno fatto visitare uno stabilimento della Merloni a qualche decina di chilometri da Mosca, c’erano lui e Putin, scrive il giorno dopo l’inviato del quotidiano Kommerzant , la visita è avvenuta a Lipetz 400 chilometri a sud da Mosca “il Premier italiano era particolarmente attivo e era chiaro che aveva un obiettivo, non sarebbe stato contento se non fosse riuscito a avvicinarsi a un gruppo di operaie, poi rivolto a Putin disse: voglio baciare la lavoratrice più brava e più bella, aveva già individuato la sua vittima, si è avvicinato a una donna grande come la Sardegna e con tutto il corpo ha fatto il gesto tipico dei teppisti negli androni bui dei cortili, quando importunano una ragazza che rincasa, lei si è scansata, ma il Signor Berlusconi in passato deve avere fatto esperienza con donne anche più rapide di questa - l’aveva capito persino il giornalista Kommerzant – con due salti ha raggiunto la ragazza e ha iniziato spudoratamente a baciarla in faccia - pensate anche a tutto il cerone – e ha scosso l’operaia ridendo, quasi volesse buttarla a terra, l’unica cosa che la donna ha potuto fare è stata rifiutarsi di ricambiare i baci. Putin assisteva alla scena immobile, gelido, pare che non sopporti più i continui scherzi e giochetti pesanti dell’amico Silvio” queste sono le sue missioni internazionali destinate a migliorare la reputazione dell’Italia nel mondo.
Un’altra volta lui stesso, Berlusconi, quando c’era ancora Heltzin racconta “una volta ho parlato a Heltzin per 25 minuti della Csce la conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea e non sapevo cosa fosse, eravamo a cena, Heltzin si lamentava che l’Europa non lo aiutava a risolvere la crisi in Cecenia attraverso la Csce, io mi dicevo: chissà di che parla, finisce, silenzio, finché lo svedese Bilt per toglierci di imbarazzo dice abbiamo qui il Presidente di turno Berlusconi, chiediamolo a lui! E si gira verso di me, sussulto, poi sento i tricolori che sventolano alle mie spalle, capisco che non posso fare una figuraccia per il mio paese e comincio a parlare per 25 minuti discetto di Cecenia, Europa e guerre, lui naturalmente non sa neanche dove è la Cecenia. Alla fine Mitterrand mi dice: bene la questione è nelle tue mani, quale mi chiedo io, appena finisce la cena prendo Felipe Gonzales da parte e gli chiedo: ma tu lo sai cos’è la Csce? Lui comincia a ridere, non si ferma più e finisce seduto per terra, tanto che lo devo raccogliere” c’era un vertice sulla Csce e Berlusconi non sapeva cosa era la Csce e lo diceva in giro facendo ridere gli altri e poi l’ha raccontato per fare bella figura!
Ogni tanto gli parte la mole e dice: non c’è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la stessa storia che ho io, da un punto di vista personale, c’è qualcuno che ha una posizione di vantaggio e questo qualcuno sono io, quando si siedo al fianco di questo o quel primo Ministro o Capo di Stato, c’è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo e questo qualcuno non sono io, la mia bravura è fuori discussione, la mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se le sognano, sono loro che devono dimostrare di essere bravi!
Sputtanamento globale (espandi | comprimi)
Un’altra volta saluta i capi di Stato e di governo a Bruxelles alla fine di una riunione di primi Ministri e di capi dello Stato, mancava Ciampi quella volta, allora lui di inglese a sorpresa fa un saluto a nome di Ciampi, comincia a parlare lingue sconosciute che è una cosa tipica degli indemoniati, oltre che di Berlusconi e dice testualmente “I give you the salutation of my President of the republic”.Quello più bravo è anche poliglotta è cosmopolita proprio, parla l’inglese come Cementano svalutation etc., salutation questa è la sua traduzione di saluto! Naturalmente la battuta con Rasmussen, il danese Rasmussen che era venuto a trovarlo a Roma e lui gli disse: ma lo sa che lei è molto più bello di Cacciari, la presenterò a mia moglie con quello che si dice! Ufficializzò a livello mondiale il fatto che si diceva che sua moglie, che stava ancora con lui, stesse anche con Cacciari. Rasmussen credeva di non capire quando gli arrivava la traduzione simultanea, pensava a un’interferenza, non poteva immaginare cosa stava dicendo Berlusconi, pensate quando ha messo in imbarazzo la povera Presidente finlandese Alonen, rivelando che aveva dovuto riesumare le sue doti di playboy e fare la corte alla Alonen per sottrarre alla Finlandia l’agenzia alimentare europea che era stata affidata all’Italia, a Parma e la Alonen dovette spiegare al Parlamento europeo che non era vero niente, che Berlusconi si era inventato tutto, perché? Perché tutti volevano sapere cosa le fosse saltato in mente di cedere all’Italia un’agenzia alimentare che spettava alla Finlandia, in cambio di una notte d’amore con uno così, tra l’altro!
Allora Berlusconi per rimediare alla gaffe, disse che era normale che dessero l’agenzia alimentare europea all’Italia, perché almeno in Italia c’è buona cucina, mentre in Finlandia cosa possono mangiare questi sfigati? Prosciutto di renna affumicata, una schifezza, risultato? Per ritorsione gli allevatori finlandesi bloccarono l’importazione di generi alimentari dall’Italia, crisi commerciale con la Finlandia, non ce le ricordiamo più queste cose? E neanche come Berlusconi rimediò a quella seconda gaffe, ne fece subito una terza, mostrò a un vertice di Forza Italia, la gigantografia della Alonen che bellissima, poverina e disse: ma l’avete vista in faccia questa? Ma credete davvero che mi metta a fare la corte a una con quella faccia? Le diede della racchia in mondovisione così anche la Finlandia l’abbiamo sistemata, perché ne mancavano pochi di paesi che ancora chi consideravano.
C’è l’imbarazzo della scelta nel descrivere tutto quello che è riuscito a combinare ogni volta che ha superato i confini patri perché è all’estero che dà il meglio di sé il nostro naturalmente, non vi dico quando è stato in Iraq e quando è tornato ha detto: in Iraq ormai c’è una vita regolare, poi certo ci sono anche dei problemi, per esempio i semafori, a Baghdad non funzionano i semafori, morivano 100/200 persone al giorno in attentati, kamikaze che si facevano esplodere dappertutto, rapimenti, guerre civili, i semafori, è per quello che gli americani se ne sono andati dall’Iraq, per questo traffico insopportabile che c’è a Baghdad, un po’ come a Palermo nel film di Jhonny Stecchino, il problema è il traffico!
Questo è riuscito a fare e a dire in questi 15 anni, adesso ci voleva la N. 2 dell’ambasciata americana per spiegare a noi che ce l’abbiamo in casa da 15 anni che questo signore è un leader vanitoso, stanco e inefficiente, si potrebbero anche aggiungere altre cose, volendo, è stata buona la signora! Però stiamo attenti perché cose ridicole sono un conto e le cose serie sono un altro, gli americani si sono resi conto che anche le debolezze private del Presidente del Consiglio, hanno una rilevanza pubblica, il folclore con Gheddafi non è solo folclore, sono affari per Berlusconi e dipendenza del nostro paese da un regime assolutamente inaffidabile come quello libico e dipendenza del nostro paese al di là del folclore di Berlusconi con il peluche in testa nella Dacia con Putin, dipendenza del nostro paese da quell’altro stato come la Russia che noi sponsorizziamo, evidentemente per ragioni di affari non essendoci altri motivi e stiamo parlando di un paese, la Russia che viene definito dalle diplomazie come uno stato mafioso, uno stato che ormai è completamente in mano alle mafie e guarda un po’ tra tutti gli stati del mondo, chi è andato a scegliersi come partner privilegiato il nostro? Naturalmente l’altro stato mafioso! Quindi stiamo attenti folclore ma anche cose serie e gravissime che avevamo tutti gli strumenti per notare e per vedere noi stessi, molti hanno fatto finta di non vedere, altri sono stati sviati da un’informazione che per 15 anni ha preso sul serio questo leader vanitoso, inefficiente, incapace, inadatto a governare, che sembra il portavoce di Putin e l’hanno trasformato nel leader dei moderati e dei liberali.
Sapete quale sarà il prossimo passaggio? E’ quando su Wikileaks arriverà anche qualche dossier della diplomazia libica e russa perché vedete che prima o poi scopriremo che anche in Libia e anche in Russia questo signore è considerato un pagliaccio, che anche Putin e Gheddafi che pubblicamente lo riveriscono molto in privato lo considerano per quello che è perché non sono stupidi né Gheddafi, né Putin, sono tante altre cose ma stupidi non lo sono, a quel punto quando anche Gheddafi e Putin lo considereranno un pagliaccio, resterà soltanto una forza, un ambiente, un’organizzazione che lo prende sul serio, il Partito Democratico, quello che nelle sue precedenti reincarnazioni lo aveva scambiato addirittura per un padre costituente grazie a D’Alema e a Marini e poi a Veltroni e che per 15 anni invece di isolarlo come un corpo estraneo e come un uomo ridicolo, tragicamente ridicolo, visti i danni che ha fatto al nostro paese lo hanno continuamente invitato a fare le riforme, lo hanno continuamente elevato al rango di riformatore, anziché trattarlo come andava trattato e questo secondo me insieme al monopolio dell’informazione da parte sua, è l’altra ragione per la quale oggi questo uomo ridicolo è ancora a Palazzo Chigi.
Se vi interessa, dato che siamo in vena di riepiloghi, siamo alla fine dell’anno, forse siamo anche alla fine del regime, noi abbiamo messo insieme un Dvd che devo dire ha una bella copertina anche, non per merito mio, ma per merito di chi segue il blog di Grillo e che quindi lo ha allestito e che si intitola “Berluscoma 2010 il tramonto della seconda repubblica” cosa abbiamo fatto? Abbiamo fatto la storia di questo anno, la storia che di questo, ci auguriamo, non costa niente farsi gli auguri, sia l’ultimo infestato da lui.
Il tramonto della seconda repubblica, tutti gli episodi cruciali che hanno costellato quest’anno dall’inizio alla fine, l’anno 2010 è cominciato con lo scandalo della protezione civile, con lo scandalo Scajola, poi c’è lo scandalo della P3 , questo rigurgito di tangentopoli perché adesso sta approdando addirittura a un mostro come Finmeccanica e che ha provocato la crisi nel centro-destra proprio sulla questione morale e la legalità e il distacco di Fini, il linciaggio di Fini per essersi distaccato, la maggioranza più ampia mai vista che diventa improvvisamente minoranza alla Camera, i tentativi di ricomprare e adesso vedremo il 14 dicembre cosa succederà.
Ci sono delle mie parti di racconto in questo Dvd e poi ci sono dei filmati in modo da avere un quadro complessivo dell’anno che è appena passato, con tutto ciò naturalmente che è successo, si chiama “Berluscoma” voi come lo trovate se lo volete comprare? Lo potete comprare sul sito di Beppe Grillo, sul sito de Il Fatto Quotidiano ordinandolo via Internet, oppure lo potete prendere in edicola insieme a Il Fatto Quotidiano, su Fatto Quotidiano, sul sito de Il Fatto e sul blog di Grillo trovate tutte le istruzioni, è una cosa molto semplice, si intitola “Berluscoma 2010” passate parola e ci vediamo lunedì prossimo. Condividi
lunedì 29 novembre 2010
meno di 48 ore alla scadenza del concorsino!!!
affrettatevi gente!! tra meno di 48 ore scade il concorsino per le 10000 visualizzazioni!
per chi volesse partecipare ricordo che le regole sono scritte qui, che il limite di consegna è fissato per il 30 novembre alle 23:59:59 e che gli elaborati sono da inviare all'indirizzo clacla-wolverine@hotmail.it
sono già sommerso dalle email, ma troverò comunque il tempo di leggere anche le vostre.....
ok non è vero, non ne è arrivata neanche una... eddaaaaiiiiiii mandatene almeno una pleeeeeeeeaseeeeeee
aspetto speranzoso
p.s. ok l'immagine non c'entra un cazzo ma era troppo bella XD Condividi
domenica 28 novembre 2010
Wikileaks, i leader mondiali visti dagli Usa "Berlusconi incapace, Gheddafi ipocondriaco"

ROMA - Il sospetto per la politica autoritaria di Vladimir Putin. La sfiducia in Silvio Berlusconi, portavoce della Russia in Europa segnalato per le sue "feste selvagge". Il fastidio per come Sarkozy, chiamato "imperatore nudo" contrasta la politica statunitense. Ma anche le strategie per bloccare l'Iran e arginare la Cina, gli avvertimenti alla Germania sul contrasto alle "rendition", lo spionaggio nei confronti dell'Onu.
Faranno discutere per settimane, o forse per mesi, i documenti riservati della diplomazia americana diffusi oggi da Wikileaks e rilanciati su internet da El Pais,New York Times, Guardian e Le Monde. Oltre 200mila documenti, di cui 3.012 sull'Italia, destinati a incidere in maniera indelebile sulle relazioni diplomatiche internazionali. Ecco le pagine più significative.
Berlusconi incapace, portavoce di Putin. "Incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno": questo il giudizio dell'incaricata d'affari americana a Roma Elizabeth Dibble sul presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Non solo: il presidente del Consiglio italiano è un leader "fisicamente e politicamente debole" le cui "frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza". Secondo i documenti svelati da Wikileaks, il premier italiano è visto con scarsa fiducia, se non con aperto sospetto, per i suoi rapporti con Vladimir Putin, di cui viene definito il "portavoce
in Europa". I rapporti americani parlano di rapporti sempre più stretti tra i due leader, conditi da "regali sontuosi" e da "contratti energetici lucrativi". I diplomatici segnalano anche la presenza di "misteriosi intermediari". Nei documenti appare anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, che avrebbe espresso "frustrazione per il doppio gioco di espansione verso l'Europa e l'Iran da parte della Turchia".
Putin maschio alfa, Merkel evita i rischi. Vladimir Putin definito "alpha dog", il maschio dominante: è una delle colorite espressioni contenute dei cablogrammi del Dipartimento di Stato. Nei documenti giudizia anche sul rapporto tra il Putin e il presidente russo Dmitri Medvedev. In uno di questi rapporti, della fine del 2008, si afferma che Medvedev, ufficialmente di rango maggiore, "fa la parte di Robin rispetto al Batman di Putin". I leader russi sono solo due dei leader mondiali che vengono etichettati senza peli sulla lingua dai diplomatici di Washington: il presidente afghano Hamid Karzai è "ispirato dalla paranoia", mentre il cancelliere tedesco Angela Merkel "evita i rischi ed è raramente creativa".
Gli avvertimenti alla Germania citando Abu Omar. Nel 2007 a Berlino venne intimato di non emettere mandati di arresto nei confronti di agenti Cia coinvolti nel sequestro e nella deportazione in Pakistan di un cittadino tedesco la cui unica colpa era quella di portare lo stesso nome di un sospetto terrorista. "Il nostro intento non è minacciare la Germania", spiegava nell'occasione un diplomatico americano, "ma di fare in modo che il governo tedesco valuti attentamente le implicazioni delle sue azioni. Visto cosa è successo all'Italia con Abu Omar?".
L'ipocondria di Gheddafi e la sua infermiera. Fra le note filtrate dagli armadi riservati della diplomazia americana, fra "le più delicate" El Pais cita questa sera quelle sul leader libico Muammar Gheddafi. Nei suoi messaggi, secondo ElPais, l'ambasciatore americano a Tripoli "racconta che Gheddafi usa il botox ed è un vero ipocondriaco, che fa filmare tutti i suoi controlli medici per analizzarli dopo con i suoi dottori". Il New York Times riferisce invece della curiosità suscitata dalla vistosa infermiera ucraina dalla quale il leader libico non si separa mai.
La Cina dietro gli attacchi a Google. Le carte di Wikileaks confermano che le intrusioni nei computer di Google sono state dirette dal governo cinese. L'aggressione informatica è parte di una campagna che ha coinvolto funzionari governativi, esperti di sicurezza e cybercriminali. Gli attacchi informatici vanno avanti dal 2002 e avrebbero permesso di entrare nei sistemi informatici del governo americano, di alcuni alleati e anche in quelli del Dalai Lama.
Spiati Ban Ki-moon e i diplomatici Onu. Hillary Clinton in una nota del 31 luglio 2009 decise di mettere sotto osservazione i diplomatici stranieri presso le Nazioni Unite. La nota inviata dalla Clinton ha come titolo National Humint Collection Directive. Nella nota si chiede di raccogliere informazioni sui piani dell'Onu e sulle intenzioni del segretario Onu Ban Ki-Moon e del suo segretariato su temi specifici come l'Iran. La nota è stata inviata a 30 ambasciate americane da Amman a Berlino fino a Zagabria.
Gli Usa pronti alla guerra con l'Iran. In un dispaccio si parla di colloqui confidenziali di funzionari Usa con il principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed Bin Zayed in cui secondo il principe "una rapida guerra convenzionale con l'Iran sarebbe meglio delle conseguenze a lungo termine di un conflitto nucleare". Secondo il generale americano David Patraeus l'Iran sarebbe per gli Stati Uniti "il migliore strumento di reclutamento", mentre "il numero di alleanze e di accordi per un sostegno militare tra Usa e partner arabi nel Golfo è considerevolmente aumentato". In altri documenti si afferma che l'Iran ha ottenuto sofisticati missili dalla Corea del Nord in grado di colpire l'Europa occidentale.
I timori per il nucleare pakistano. Fin dal 2007 gli Usa hanno avviato azioni segrete, finora senza successo, per rimuovere da un reattore nucleare del Pakistan uranio altamente arricchito che "funzionari americani temevano potesse essere utilizzato per un ordigno non lecito".
Gli scenari in caso di collasso nordcoreano. Tra Stati Uniti e Corea del sud si è discusso dell'eventualità di una Corea riunificata nel caso Pyongyang dovesse implodere per le difficoltà economiche e della transizione politica al vertice dello stato. A preoccupare sarebbe soprattutto la reazione della Cina, che secondo i funzionari di Seul potrebbe essere superata con i giusti accordi commerciali.
I detenuti di Guantanamo come merce di scambio. Quando gli Stati Uniti si sono trovati di fronte alla necessità di chiudere il carcere di Guantanamo, i presunti terroristi detenuti sono diventati moneta di scambio con gli alleati minori: alla Slovenia è stato detto di prendersi un prigioniero in cambio di un incontro con il presidente Obama. All'isola di Kiribati sono stati offerti incentivi milionari per convincerla ad imbarcare un gruppo di detenuti. Anche al Belgio sarebbe stato detto che prendersi qualche prigioniero sarebbe stato un sistema valido e poco costoso per diventare più importante in Europa.
Gli arabi e la guerra al terrorismo. I donatori sauditi restano i principali finanziatori di Al Qaeda, che pure ospita molte basi statunitensi, viene definito il peggior paese della regione per quanto riguarda la lotta al terrorismo. Gli Stati Uniti, riferiscono i documenti, non riescono a evitare che la Siria fornisca armi a Hezbollah in Libano. A una settimana di distanza dalle solenni promesse del presidente Assad di non inviare nuove armi, i rapporti riferiscono che la Siria continua a consegnare ai libanesi dispositivi sempre più sofisticati.
da http://www.facebook.com/note.php?note_id=143613515689699&id=154374591271742
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di Christian Rocca
La Casa Bianca di Barack Obama trema per le possibili ripercussioni diplomatiche che potrebbe avere l'ultima fuga di notizie (leaks) a cura di WikiLeaks, il sito antagonista di Julian Assange specializzato nel pubblicare online documenti, diari, dispacci più o meno segreti carpiti dai server dell'Amministrazione americana (probabilmente grazie all'aiuto dell'analista dei servizi Bradley Manning, ora agli arresti).
La Casa Bianca di Barack Obama trema per le possibili ripercussioni diplomatiche che potrebbe avere l'ultima fuga di notizie (leaks) a cura di WikiLeaks, il sito antagonista di Julian Assange specializzato nel pubblicare online documenti, diari, dispacci più o meno segreti carpiti dai server dell'Amministrazione americana (probabilmente grazie all'aiuto dell'analista dei servizi Bradley Manning, ora agli arresti).
Dopo la pubblicazione dei brogliacci di guerra in Afghanistan, WikiLeaks ha reso di dominio pubblico su scala planetaria 250mila documenti inviati tra il 2006 e l'inizio 2009 al Dipartimento di Stato da 270 tra ambasciate e consolati americani sparsi in giro per il mondo. I documenti sono stati prima girati al New York Times, al Guardian di Londra, a El Pais, a Le Monde e allo Spiegel. A tarda sera sono apparsi anche sul sito di WikiLeaks, che nel pomeriggio sarebbe stato oggetto di attacchi informatici. Sabato il sito del settimanale tedesco aveva messo online per errore la notizia che la pubblicazione sarebbe iniziata domenica sera alle 22.30. Ma è stato il New York Times, intorno alle 19 italiane, ad anticipare i primi documenti.
La rivelazione più importante, secondo il quotidiano newyorchese, è la richiesta saudita agli americani – autorevolmente espressa dal Re Abdullah – di bombardare l'Iran, in modo da fermare una volta per tutte il progetto nucleare degli ayatollah sciiti. Niente di sconvolgente, in realtà. Si sapeva da tempo che i paesi arabi chiedevano un intervento armato per fermare l'Iran. Tra gli estratti dai documenti riservati c'è anche un'altra notizia imbarazzante per la Casa Bianca: «I diplomatici degli Stati Uniti hanno ricevuto l'ordine da parte del Dipartimento di Stato Usa di spiare l'Onu», enfatizza El Pais. «Il Dipartimento di Stato, dallo scorso anno, ha chiesto ai funzionari di 38 ambasciate e missioni diplomatiche documentazione e informazioni sulle Nazioni Unite, incluso il segretario generale», Ban Ki Moon. La nota è stata inviata alle ambasciate americane da Amman a Berlino fino a Zagabria.
La rivelazione più importante, secondo il quotidiano newyorchese, è la richiesta saudita agli americani – autorevolmente espressa dal Re Abdullah – di bombardare l'Iran, in modo da fermare una volta per tutte il progetto nucleare degli ayatollah sciiti. Niente di sconvolgente, in realtà. Si sapeva da tempo che i paesi arabi chiedevano un intervento armato per fermare l'Iran. Tra gli estratti dai documenti riservati c'è anche un'altra notizia imbarazzante per la Casa Bianca: «I diplomatici degli Stati Uniti hanno ricevuto l'ordine da parte del Dipartimento di Stato Usa di spiare l'Onu», enfatizza El Pais. «Il Dipartimento di Stato, dallo scorso anno, ha chiesto ai funzionari di 38 ambasciate e missioni diplomatiche documentazione e informazioni sulle Nazioni Unite, incluso il segretario generale», Ban Ki Moon. La nota è stata inviata alle ambasciate americane da Amman a Berlino fino a Zagabria.
Sul premier italiano, invece, c'è la segnalazione dei diplomatici americani
della forte alleanza tra Vladimir Putin, primo ministro russo, e Silvio Berlusconi, fatta di «regali lussuosi» e contratti energetici. Il documento, scrive il Times, parla anche di un faccendiere italiano che parla russo e di Berlusconi diventato «il portavoce di Putin in Europa».Una relazione straordinariamente stretta, quella fra Putin e il primo ministro italiano, che include «regali generosi» e contratti energetici redditizi. Gli Stati Uniti appaiono poi preoccupati per l'intesa tra Eni e Gazprom su Southstream, il mega-gasdotto che collegherà Russia ed Europa.
A fare discutere c'è il riferimento, nei documenti, alle «feste selvagge di Berlusconi» e a una serie di giudizi assai taglienti dell'incaricata d'affari americana a Roma, Elizabeth Dibble, sul presidente del consiglio italiano: «Suscita a Washington sfiducia profonda» ed è «incapace, vanitoso e inefficace come leader europeo moderno». Berlusconi, scrive Dibble, è un capo di governo «fisicamente e politicamente debole» le cui «frequenti lunghe nottate e l'inclinazione ai party significano che non si riposa a sufficienza».
Non ci sono solo le «feste selvagge» di Berlusconi nei file segreti pubblicati da WikiLeaks, ma anche giudizi su altri leader. «Putin è autoritario e machista», scrivono i diplomatici stanutenitensi nelle proprie comunicazioni riservate. «Gheddafi usa il botox ed è un vero ipocondriaco», al punto da far filmare i propri esami clinici per potersi consultare con più dottori diversi. Secondo i rapporti inviati dalla diplomazia americana a Washington, il leader libico (che riceverà lunedì Berlusconi per la sesta dal 2008) è visto «raramente» senza la compagnia di Galyna Kolotnytska, la «sua infermiera ucraina», descritta come una «bionda voluttuosa».
Quanto a «Sarkozy va tenuto sotto stretta sorveglianza», per prevenire eventuali iniziative politiche anti-americane. Angela Merkel è descritta come una leader «poco creativa» che «evita i rischi», una politica che preferisce «restare in retroguardia per conoscere gli equilibri delle forze». Mentre «Hu Jintao lotta per il potere in Asia» e la supremazia regionale della Cina è data per acquisita. I diplomatici americani scrivono, tra l'altro, che il presidente venezuelano Hugo Chavez va isolato e che la Turchia è impegnata in una sorta di doppio gioco tra Europa e Iran.
Julian Assange, attraverso il suo avvocato, ha chiesto all'ambasciatore americano a Londra se la pubblicazione dei documenti rischia di mettere in pericolo alcuni dei nomi di privati cittadini citati nei file in via di pubblicazione. Il Dipartimento di Stato ha risposto con una lettera formale del consigliere legale Harold Hongju Koh: «Se avete ricevuto i materiali che intendete pubblicare da un funzionario governativo, o da un intermediario, senza una precisa autorizzazione, si tratta comunque di una violazione della legge americana anche se la pubblicazione non avrà conseguenze gravi». Il consigliere legale di Hillary Clinton ha ricordato al fondatore di WikiLeaks tutta una serie di rischi e di reati legati alla pubblicazione dei documenti. Improbabile, però, che la lettera di Koh faccia cambiare idea a Julian Assange.
Il New York Times ha scritto 11 mila dei documenti ricevuti sono «segreti», altri novemila sono «noforn», cioè contenenti informazioni da non condividere con i rappresentanti degli altri paesi. Tutti gli altri sono semplicemente «confidenziali» oppure non hanno alcuna classificazione. Anche se i documenti non sveleranno niente di clamoroso (pur mettendo in imbarazzo la diplomazia americana), come è successo in passato con i diari di guerra dall'Afghanistan, Julian Assange è già diventato una specie di Robin Hood del cyberspazio e WikiLeaks il sinonimo di battaglie civili per la verità, la giustizia e la pace.
I grandi giornali internazionali che hanno ricevuto il materiale fanno benissimo a valutarlo, confrontarlo con l'Amministrazione Obama e poi a pubblicarlo, ma l'obiettivo di Julian Assange non è quello di informare. Non è un giornalista. Non è un paladino dell'informazione. Il contenuto di quei documenti non gli interessa. Ciò che gli interessa è il numero sempre più alto di violazioni al fortino americano – 92 mila documenti la prima volta, ora 250 mila – non che cosa ci sia scritto dentro quei dispacci.
A fare notizia non è il contenuto, ma il contenitore. Il successo di WikiLeaks si misura sulla bravata internettiana, sull'anonimato ricattatore, sullo sberleffo al potere. Anche perché, a leggerli davvero, i primi brogliacci di WikiLeaks raccontavano che i morti in Iraq erano certamente stati moltissimi, come si sapeva, ma meno di quanto si temeva e, peraltro, a grandissima maggioranza uccisi da terroristi sunniti e milizie sciite.
Quei documenti svelavano anche che i detenuti iracheni stavano meglio quando le prigioni erano gestite dagli americani (responsabili di Abu Ghraib) e che l'Iran è stato il maggior responsabile della carneficina irachena, a dimostrazione che Bush non aveva esagerato il ruolo nefasto di Teheran nel causare il caos in Mesopotamia. Si trattava comunque di notizie vecchie, superate dagli eventi e dalle decisioni di Barack Obama. Addirittura a discolpa di Bush, in certi casi (come era ovvio, visto che si trattava di documenti del Pentagono). Nei file di WikiLeaks, c'erano le prove, come ha scritto la rivista Wired, che in realtà nell'Iraq di Saddam Hussein ci fossero armi di distruzione di massa, dopo la deposizione del regime in parte finite nelle mani dei terroristi.
L'obiettivo di Assange non è nemmeno quello di promuovere la pace, come ha fatto notare sul New York Times Andrew Exum, analista militare dell'obamiano Center for a New American Security. Le critiche ad Assange sono arrivate anche da cinque associazioni in difesa dei diritti umani (da Amnesty International alla Open Society di George Soros), preoccupate che le precedenti rivelazioni di WikiLeaks avessero messo in pericolo la vita di quegli afghani che, aiutando gli americani, si battono perché il loro paese possa avere un futuro senza talebani. L'obiettivo unico di Assange e WikiLeaks è imbarazzare l'Amministrazione americana guidata peraltro dal Premio Nobel per la Pace, di farla fuggire a gambe levate dall'Afghanistan, di assestarle un colpo letale.
www.camilloblog.it
Julian Assange, attraverso il suo avvocato, ha chiesto all'ambasciatore americano a Londra se la pubblicazione dei documenti rischia di mettere in pericolo alcuni dei nomi di privati cittadini citati nei file in via di pubblicazione. Il Dipartimento di Stato ha risposto con una lettera formale del consigliere legale Harold Hongju Koh: «Se avete ricevuto i materiali che intendete pubblicare da un funzionario governativo, o da un intermediario, senza una precisa autorizzazione, si tratta comunque di una violazione della legge americana anche se la pubblicazione non avrà conseguenze gravi». Il consigliere legale di Hillary Clinton ha ricordato al fondatore di WikiLeaks tutta una serie di rischi e di reati legati alla pubblicazione dei documenti. Improbabile, però, che la lettera di Koh faccia cambiare idea a Julian Assange.
Il New York Times ha scritto 11 mila dei documenti ricevuti sono «segreti», altri novemila sono «noforn», cioè contenenti informazioni da non condividere con i rappresentanti degli altri paesi. Tutti gli altri sono semplicemente «confidenziali» oppure non hanno alcuna classificazione. Anche se i documenti non sveleranno niente di clamoroso (pur mettendo in imbarazzo la diplomazia americana), come è successo in passato con i diari di guerra dall'Afghanistan, Julian Assange è già diventato una specie di Robin Hood del cyberspazio e WikiLeaks il sinonimo di battaglie civili per la verità, la giustizia e la pace.
I grandi giornali internazionali che hanno ricevuto il materiale fanno benissimo a valutarlo, confrontarlo con l'Amministrazione Obama e poi a pubblicarlo, ma l'obiettivo di Julian Assange non è quello di informare. Non è un giornalista. Non è un paladino dell'informazione. Il contenuto di quei documenti non gli interessa. Ciò che gli interessa è il numero sempre più alto di violazioni al fortino americano – 92 mila documenti la prima volta, ora 250 mila – non che cosa ci sia scritto dentro quei dispacci.
A fare notizia non è il contenuto, ma il contenitore. Il successo di WikiLeaks si misura sulla bravata internettiana, sull'anonimato ricattatore, sullo sberleffo al potere. Anche perché, a leggerli davvero, i primi brogliacci di WikiLeaks raccontavano che i morti in Iraq erano certamente stati moltissimi, come si sapeva, ma meno di quanto si temeva e, peraltro, a grandissima maggioranza uccisi da terroristi sunniti e milizie sciite.
Quei documenti svelavano anche che i detenuti iracheni stavano meglio quando le prigioni erano gestite dagli americani (responsabili di Abu Ghraib) e che l'Iran è stato il maggior responsabile della carneficina irachena, a dimostrazione che Bush non aveva esagerato il ruolo nefasto di Teheran nel causare il caos in Mesopotamia. Si trattava comunque di notizie vecchie, superate dagli eventi e dalle decisioni di Barack Obama. Addirittura a discolpa di Bush, in certi casi (come era ovvio, visto che si trattava di documenti del Pentagono). Nei file di WikiLeaks, c'erano le prove, come ha scritto la rivista Wired, che in realtà nell'Iraq di Saddam Hussein ci fossero armi di distruzione di massa, dopo la deposizione del regime in parte finite nelle mani dei terroristi.
L'obiettivo di Assange non è nemmeno quello di promuovere la pace, come ha fatto notare sul New York Times Andrew Exum, analista militare dell'obamiano Center for a New American Security. Le critiche ad Assange sono arrivate anche da cinque associazioni in difesa dei diritti umani (da Amnesty International alla Open Society di George Soros), preoccupate che le precedenti rivelazioni di WikiLeaks avessero messo in pericolo la vita di quegli afghani che, aiutando gli americani, si battono perché il loro paese possa avere un futuro senza talebani. L'obiettivo unico di Assange e WikiLeaks è imbarazzare l'Amministrazione americana guidata peraltro dal Premio Nobel per la Pace, di farla fuggire a gambe levate dall'Afghanistan, di assestarle un colpo letale.
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Frediano ha vinto
Una società è un po' come la metafora di una grande famiglia. Le persone comuni sono quelle senza voce: sono bambini che non sanno ancora parlare. Le istituzioni sono adulti che parlano solo tra di loro, liquidano i pargoli con una carezza e la prima fesseria che gli capita tra le mani, magari una collanina di pietre colorate: l'importante è che tornino a giocare nella loro cameretta.
Così accade che per richiedere attenzioni, la gente comune sia talvolta costretta a strillare. Se non basta, certi bimbi ostinati trattengono il respiro e diventano rossi rossi, minacciando di togliersi la vita se non ottengono almeno un po' di attenzione. Piaccia o no, gli infanti non hanno altro mezzo che l'utilizzo chiassoso o autolesivo del proprio corpo per farsi ascoltare. E piaccia o no, sembra che se non arrivino a trattenere il respiro o non si incatenino da qualche parte senza mangiare e senza bere, i cittadini non esistano. Né per i media né per la politica, occupata a consumare lauti pasti intrattenendosi in conversazioni leziose sul modo migliore di cucinare questo o quel manicaretto.
Così Frediano Manzi ha trattenuto il respiro. E' diventato prima rosso, poi paonazzo, poi violaceo. Infine, quando papà e mamma hanno cominciato a preoccuparsi e gli si sono fatti intorno, ha potuto indicare il pericolo: la bombola del gas rimasta aperta in cucina. E sembra che finalmente qualcuno si sia alzato per chiuderla.
Ieri mattina Salvatore Borsellino ha raggiunto Frediano, insieme alle sue Agende Rosse, a molti giornalisti, agli amministratori locali e al parlamentare PD Emanuele Fiano. Da Emanuele ha ottenuto l'assicurazione che nei prossimi giorni verrà presentato un emendamento alla legge 108 del 7 marzo 1996 sull'usura, seguendo le linee guida proposte da Frediano. Saranno inoltre svolti i necessari accertamenti sugli oltre 2000 siti web che promettono prestiti facili quanto illegali, denunciati dall'associazione di Frediano, S.O.S. Racket e Usura.
Ogni tanto il web serve. Ogni tanto...
L'intervista di Byoblu.Com a Frediano Manzi, lo scorso 24 novembre,
che ha denunciato ciò che stava accadendo.
che ha denunciato ciò che stava accadendo.
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