giovedì 2 febbraio 2012

Vi racconto Mani Pulite


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Qui sotto l'intervista che ho rilasciato oggi a L'Eco di Bergamo.
Mani pulite vent'anni dopo. Antonio Di Pietro vent'anni dopo. Il magistrato di ieri e il politico di oggi. Forse per gli italiani il pubblico ministero per eccellenza. Osannato e demonizzato, come la sua inchiesta, lontana ormai una generazione, quando le tangenti si pagavano ancora in lire. 17 febbraio 1992, l'arresto del presidente del Pio Albergo Trivulzio Mario Chiesa: il lunedì più nero della Prima Repubblica comincia così, con un socialista pizzicato con la mazzetta incassata da un imprenditore. Sette milioni di vecchia moneta, banconote segnate e fotocopiate: una ogni dieci portava la firma del capitano dei carabinieri Roberto Zuliani su un lato e quella di Di Pietro sull'altro.
«Mike» e «Papa», così si parlavano in codice alla radio durante le indagini sfociate nell'arresto che avrebbe travolto un'intera classe politica. MP era la sigla che finiva nei verbali, Mike-Papa, quando Mani pulite ancora non esisteva. «Lui era Mike e io Papa – ricorda Di Pietro –. MP nasce prima di Mani pulite. Quel nome l'ho inventato io dopo, quando è stato il momento di decodificare la sbobinatura delle intercettazioni ambientali fatte a Chiesa. Bisognava spiegare quella sigla, che ricorreva un po' ovunque nelle carte. Dire che lui era Mike e io addirittura Papa? Mi sono inventato Mani pulite».
S'è inventato Mani pulite. Tonino «Papa» Di Pietro è fatto così, prendere o lasciare. «Quando arrestammo Chiesa, a Borrelli (all'epoca procuratore capo di Milano, ndr) obbiettarono subito: "Ecco, adesso che ci sono le elezioni, si fanno questi arresti". Lui rispose dicendo che non era affatto così, che Chiesa era stato colto in flagrante, che sarebbe stato fatto il processo per direttissima e si sarebbe chiuso tutto lì. Ma io la direttissima non la feci, aspettai dopo le elezioni e poi andai avanti». Fu un domino di arresti, un colpo sparato a Milano ma che deflagrò in tutta la sua potenza nella capitale, il cuore del potere politico. Due anni di indagini forsennate, tra i peana dei sostenitori e i feroci attacchi dei detrattori. Nessuna mezza misura. Un milione di pagine di atti. «Ma Mani pulite non è stata la mia inchiesta più grossa – racconta l'ex pm –. No, quella più grossa è stata la difesa dal dossieraggio fatto contro di me in seguito a Mani pulite: quattro anni di lavoro e ben due milioni di pagine tra i fascicoli. E vorrei ricordare come è finita: dieci proscioglimenti perché il fatto non sussiste in fase istruttoria, non sono mai andato a processo».
Ma i processi si fanno anche fuori dalle aule di giustizia, e vent'anni dopo la stagione che mise sul banco degli imputati Tangentopoli, la rilettura di quella primavera giudiziaria divide ancora. Se per molti la toga dei magistrati milanesi era quasi un mantello da eroe, per altri non era che la cappa sotto la quale si nascondeva la mano di un grande vecchio.
«Eutanasia di un potere». De Benedetti, nel libro scritto dal giornalista Marco Damilano, torna a battere il tasto di un'accusa reiterata nei confronti del pool, e cioè che Mani pulite in qualche modo risparmiò il Pci.
«Io vorrei confrontarmi con De Benedetti guardandolo in faccia, perché deve spiegare anche a me che cosa vuol dire che la sinistra è stata aiutata. Mani pulite l'ho fatta io, e io non sono stato né etorodiretto né imboccato da alcuno. In quell'inchiesta, come in tutte le inchieste e come in tutte le cose della vita, qulache volta ho sbagliato bersaglio, ma questi errori non rientravano certo in un'azione dolosa, omissiva o abusiva. Mani pulite non è nata per fini politici, non si è sviluppata per fini politici e tantomeno ha perseguito fini politici. È stata un'inchiesta giudiziaria come altre, che di politico aveva gli indagati».
I comunisti hanno avuto meno conseguenze giudiziarie rispetto ad altri, come lo spiega?
«Lo spiego subito, e non sulla base di considerazioni soggettive, ma sulla base di atti. Ricordo che durante un interrogatorio ci feci proprio la pizza (un grafico-torta, ndr): ogni anno le imprese davano una percentuale rispetto al tipo di lavori che ottenevano. Dato cento il totale, la pizza era divisa in quattro parti. Ogni cento lire di tangenti, 25 andava alla Democrazia cristiana, 25 ai socialisti e un altro 25 al sistema dell'amministrazione: per intenderci, il ministro competente, assessori, consiglieri, sindaci, chi di fatto firmava gli atti necessari per appalti e quant'altro. Restava ancora un 25, ma non si trattava di soldi. No, qui si parlava di lavori o di servizi assegnati al mondo che ruotava attorno alle cooperative. E tu vallo a tradurre in un articolo di reato... Io davo tutto a Davigo (Piercamillo Davigo, storico componente del pool, di cui era considerato la mente, e noto anche come il "dottor Sottile", ndr) e lui mi chiedeva: "Che reato è?". Risposta: "Reato di porcata, poi vedi tu che veste penale dargli". A volte si riusciva e a volte no, ma perché c'erano difficoltà istruttorie oggettive. Questi a sinistra si erano già ingegnerizzati, erano avanti. Non mi son fatto paura di Craxi, avrei dovuto farmi paura di Occhetto? Altro che grande vecchio. Però, adesso che ci ripenso, uno c'era...».

Chi?

«Il presidente Cossiga. Nel periodo di Mani pulite ogni mattina alle cinque, massimo alle sei, mi suonava il telefono: era lui. Non parlava mai dell'inchiesta, non mi ha chiesto mai nulla che avesse un vago accenno al fronte giudiziario. Mi domandava come stavo, cosa avevo mangiato, domande del genere. Aveva capito come mi stavo muovendo, aveva capito che stava cambiando il mondo».
Dopo vent'anni, che lettura dà di quella stagione e di quell'inchiesta, e anche delle conseguenze che ha avuto, da magistrato e da politico?
«Mani pulite è stata una potente radiografia del Paese, la diagnosi di una profonda e radicata malattia sociale: la corruzione. Ma bisogna distinguere fra Tangentopoli e Mani pulite. Tangentopoli è quella città virtuale in cui, dal Dopoguerra al '92, il rapporto tra i poteri è stato travisato e inquinato dal fatto che il sistema degli affari e quello della politica, corrompendosi tra loro, hanno indebitato il nostro Paese, hanno reso la nostra pubblica amministrazione inefficiente. L'essenza di tutto questo è stata la P2».
Mani pulite è partita nel '92. E prima?
«Fino ad allora l'anomalia nei rapporti tra affari e politica non aveva assunto e non poteva assumere valenza penale».

Vale a dire che si pagavano tangenti senza commettere reato?

«Il sistema si era, diciamo così, affinato. Si agiva in modo da non rendere i fatti penalmente rilevanti. Mi spiego meglio. Ogni tanto capitava che qualcuno venisse scoperto, preso e condannato, ma tutto finiva lì. Si procedeva per un fatto circoscritto. Ma la politica capì che in questo modo si correvano dei rischi, che qualcuno prima o poi sarebbe potuto cadere, e allora ideò il cosiddetto sistema Cusani. Le imprese si assumevano l'onere percentuale di pagare, ciascuna in relazione al proprio fatturato, un tot ai vari partiti; questi ultimi, da parte loro, sapevano quali erano le società di riferimento, che costituivano una sorta di cartello: chi stava dentro lavorava, chi stava fuori no. Le gare d'appalto venivano fatte, ma si sapeva già chi ne sarebbe uscito vincitore. Esempio: se un appalto valeva cento, tutte le società partecipavano alla gara presentando preventivi per mille. Tutte tranne una, che correva con un preventivo di 999. Sicuramente era il prezzo inferiore e quindi quest'impresa si aggiudicava i lavori, però quel 999 era ben più alto di cento. In questo modo l'appalto, alla pubblica amministrazione, veniva a costare dieci volte tanto. È qui che è caduto, nei quarant'anni della storia italiana, l'indebitamento pubblico: nell'aver portato all'esasperazione il costo. Pensiamo alla Tav: per la realizzazione di un chilometro dell'Alta velocità in Francia si spendono nove milioni di euro, in Germania 11 e in Italia 48. A tutto questo, poi, si aggiungeva un'ulteriore anomalia: tra chi pagava e chi riceveva il denaro c'erano quelli che lo consegnavano, e allora ogni volta succedeva che usciva cento e a destinazione arrivava cinquanta. Per l'affare Montedison, Gardini, quando si accordò con Forlani, consegnò al suo uomo di fiducia un miliardo e mezzo di lire da far avere alla Dc: il suo uomo, a sua volta, passò il denaro a un terzo, e così via. Alla fine alla Dc arrivò mezzo miliardo; e se si considera che da via Del Gesù alla sede della Montedison ci sono settecento metri...».
Lungo la strada si è perso circa un milione e mezzo di lire al metro...
«In pratica sì, mangiavano un po' tutti. Nel tragitto da Gardini a Citaristi un bel po' di soldi si è volatilizzato. Ma qui mi sento di testimoniare sull'onestà personale di Citaristi. Io gli ho inviato 71 avvisi di garanzia, un record, ma non ho mai trovato una sola lira incassata da lui. Citaristi era conscio del proprio ruolo, era stato messo lì perché di lui si fidavano, il partito sapeva che non prendeva nulla per sé, a differenza di tanti altri segretari amministrativi che invece lo hanno fatto».
Torniamo a Tangentopoli.
«Il dramma è che pagare per ottenere un lavoro era diventato qualcosa di scontato. Io la chiamavo "dazione ambientale". La tangente non era necessario né chiederla né proporla: era automatica, "ambientale", appunto. Coniai questo termine dopo aver interrogato un imprenditore varesotto che lavorava nel settore edile-stradale, con appalti soprattutto nel Milanese. Lo sentii in ospedale, dov'era ricoverato: otto ore di domande, avevo le carte che parlavano, ma quello niente, un altro po' e confessavo io. Quest'uomo aveva fatto la guerra, non cavai un ragno dal buco. Alla fine mi ricordo che, sconsolato, chiusi il fascicolo e feci per andarmene. Allora lui mi prese la mano e disse: "Giovanotto, mi pare che lei sia in buona fede. Ho ottant'anni, vorrei che non succedesse più tutto quello che è successo a me, però non ci provi più a pretendere da me le cose, perché io non ho paura di lei: ho fatto la prigionia in guerra, si figuri. Si rimetta seduto che glielo spiego io come stanno i fatti". Allora io per farmi bello tirai fuori di nuovo il fascicolo con le contestazioni, erano circa una cinquantina, e cominciai con la prima. E lui mi rimbrottò: "Lasci stare, è dal '48 che faccio questo lavoro, le dico io i tre casi in cui non ho pagato, così facciamo prima". E mi raccontò tutto. Subito dopo interrogai un ragazzo di 29 anni. Ricordo che si mise seduto nel mio ufficio e otto secondi dopo aveva già confessato. Ma io dovevo pur darmi un certo tono, era durato tutto troppo poco. Allora cercai di andare oltre, di capire, e gli chiesi: "Perché ha pagato?" Risposta disarmante: "Perché così faceva papà prima di me". Dazione ambientale, si pagava a prescindere».
E oggi?
«L'amarezza dopo vent'anni e che tutto è cambiato, ma nulla è cambiato. La Tangentopoli si è ampliata, il sistema si è ingegnerizzato ed è più difficile da aggredire. In questi anni, poi, ha avuto una copertura perché si è fatto credere, e si continua a far credere, che si tratta di una guerra tra bande, tra magistratura e politica. In realtà è una guerra tra guardia e ladri, dove non tutti i politici sono ladri e non tutti i magistrati sono guardie».

Appunto. Qualche peccatuccio l'avranno commesso pure i magistrati. E magari anche qualcosa di più.

«Io voglio salvare la magistratura, non le singole azioni. Certo, ci sono stati magistrati che non hanno fatto il loro lavoro, penso a Metta, Pacifico o Squillante, però il cancro l'abbiamo diagnosticato. Toccava alla politica curarlo. Bisognava fare un'opera di prevenzione. Con Mani pulite è come se si fossero eseguiti degli interventi chirurgici, ma se a questi non segue una terapia, il tumore torna. Ed è tornato, sta portando alla morte istituzionale, economica ed etica del nostro Paese».
Qual è oggi il rapporto tra denaro e potere?
«Ieri il potere serviva per fare denaro, oggi il denaro serve per raggiungere il potere. Si sono invertiti i ruoli. Il politico si è fatto imprenditore e viceversa, non ha più bisogno di pagare per ottenere qualcosa: fa tutto da sé, in pieno conflitto di interessi. Non parlo solo di Berlusconi, lui è il caso più evidente. Oggi le imprese fanno le consulenze, i finanziamenti vengono messi a bilancio. Tutto è ufficializzato. Ci sono multinazionali italiane che alla vigilia delle elezioni riuniscono il Consiglio d'amministrazione, deliberano e mandano soldi ai partiti in proporzione al peso dei singoli gruppi in Parlamento, a tutti. Li hanno mandati anche noi dell'Italia dei valori, li abbiamo rispediti al mittente».

Insomma siamo punto e a capo. Però all'epoca di Mani pulite Di Pietro era un magistrato e faceva le radiografie di Tangentopoli, oggi sta dall'altra parte, con la classe politica.

«Già, ma in questi vent'anni si è combattuto più il medico che la malattia, si è buttata in uno scontro tra politica e affari quella che doveva restare solo una questione giudiziaria. Questo è stato il dramma. Quando si è capito come si scopriva la malattia, si è posta in essere una serie di azioni per non farla più scoprire. Risultato: la malattia è degenerata, ma gli strumenti a disposizione per combatterla sono diventati minori. Uno su tutti: la depenalizzazione del falso in bilancio. Sa, tutta Mani pulite si è basata su un'intuizione che, sì, rivendico a me stesso: ho creato una tecnica d'indagine inversa a quella dei miei predecessori. Loro cercavano di scoprire chi aveva preso i soldi, cosa che non riuscivano a fare quasi mai perché, essendo la corruzione e la concussione reati in concorso, c'era un'omertà obbligata tra i due soggetti coinvolti. Io invece ho ignorato questo aspetto: sono partito dai falsi in bilancio. Quando scoprivo che c'erano cifre non giustificate, andavo dall'imprenditore e gli dicevo: "O il reato te lo tieni tu, procedura fallimentare e societaria, o mi dici che fine hanno fatto i soldi". Agli industriali, specialmente questi al Nord, che si spezzano la schiena per l'azienda, non gli facevano paura tre giorni di carcere. No, gli faceva paura l'idea di veder morire la loro creatura, l'impresa, per il fatto di aver pagato. Non dimenticherò mai quell'imprenditore che viveva a Milano Torre Velasca: andammo a suonargli il campanello la mattina presto e cominciò a confessare al citofono. "Fermati", gli dissi, "aspetta, scendi giù almeno". E lui: "No, non venire su", mi pregava. Capisce? Oggi non si potrebbe più fare. La legislazione ha prodotto una lavanderia industriale, per cui è stato sbiancato il reato».

E allora che si fa, alziamo bandiera bianca?

«No, ma la cura non la può fare questo Parlamento, perché, per farla da sé, dovrebbe suicidarsi. Io la mia proposta l'ho già depositata da tempo, ma figuriamoci: l'attuale Parlamento è in totale conflitto d'interessi. Solo alla Camera, su oltre seicento deputati, 150 sono avvocati e 150 imputati, non puoi chieder loro la luna».
In conclusione, quand'era magistrato la politica a un certo punto l'ha ostacolata e ora che è in politica, il problema è sempre lo stesso?
«Ricordo bene il 2 settembre del '92, quando Craxi disse: "Non è tutto oro quello che luccica". Fu in quel preciso momento che capii che da volpe sarei diventato presto lepre. E così avvenne, anche sulla stampa. Alla fine, però, è stata anche una fonte di guadagno, per via dei risarcimenti. Un giornale a un certo punto, parlando di me, avanzò dei sospetti su come avessi potuto permettermi una certa casa. Al processo per diffamazione che seguì, risposi producendo gli assegni ricevuti dallo stesso giornale come risarcimento per un'altra diffamazione».






da http://www.antoniodipietro.com/2012/01/vi_racconto_mani_pulite.html?ml Condividi

domenica 13 novembre 2011

SIC TRANSIT NANUS



e così a quanto pare il nano malefico è passato e (speriamo) non tornerà.

una giornata decisamente memorabile che sicuramente rimarrà nella storia: l'uomo che passò tutta la sua carriera politica a sbraitare contro i comunisti in russia, in italia, nella magistratura, nella politica, nel giornalismo ecc.ecc.ecc. è stato mandato via a calci in culo dai mercati, gli stessi che hanno rovinato il paese............. AHAHAHAHAHHAHAHAHAAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

sto quasi per ricredermi sul karma giuro XD.
a ballarò (per quel poco che ho visto) cornacchione ha ringraziato berlusconi a nome di tutti i comici italiani e stranieri che hanno campato su di lui e giustamente ha detto: "presidente ci faccia fare ancora una risata dicendo che è colpa dei mercati comunisti e che la bce è un covo di spie del kgb". lollissimo, ma del resto lo sanno tutti che bce sta per banca comunista europea. poi c'era il povero mieli (credo) che sai sforzava di dire che le persone che festeggiavano in piazza non rappresentavano la totalità del paese e intanto si vedevano immagini di trenini da qualche centinaio di persone, zampilli di shampagne di un metro e mezzo e bandiere sventolanti manco avessimo rivinto i mondiali XD sembrava quasi una di quelle scene di film come una pallottola spuntata, hot shots e simili ^_^

e a tutti veniva in mente il lancio di monetine a craxi al raphael 20 anni fa, il clima cupo e teso dell'epoca tra una strage e l'altra. la fine di berlusconi invece sembra ricalcare una vecchia frase che andava di moda qualche decennio fa: "sarà una risata che li seppellirà". gioia ovunque.


e qui veniamo ai tasti dolenti... siamo stati di fatto commissariati dalla bce e dai mercati (si capisse mai cosa sono questi "mercati"). il prossimo probabile premier sarà un certo mario monti, che come si può sentire in questo video sembra che non sia proprio la soluzione ideale ai nostri mali


o anche qui



insomma pare che ci togliamo un peso e ce ne accolliamo un altro... ma possibile che non si riesca mai a trovare qualcuno che non abbia una macchia o una pecca, comunque al di fuori di ogni sospetto?? e poi cosa farà mai di tanto rivoluzionario questo monti?
si parla di un governo dove pd, pdl, udc & co. si schiereranno tutti dalla stessa parte per fare "le riforme che servono al paese per uscire dalla crisi" (se tutti si schierano insieme si trascende addirittura gelli... da una democrazia apparente si va ad una oligarchia semidemocratica evidente), e già si sente parlare di patrimoniale, aumento dell'età pensionabile e simili... e non so come mai ma ho il presentimento che i ricchi sfondati non tremeranno di paura per l'insediarsi di questo nuovo governo.

e poi io sinceramente vorrei capire bene una cosa:
allora provo a riassumere per sommi capi la situazione.... tutti i paesi del mondo hanno un debito pubblico, detenuto sia da banche che società che privati di qualunque parte del mondo. questo debito è di fatto strutturato per essere impossibile da restituire per intero (se io banca ti dò 100 e rivoglio l'interesse del 10% tu stato devi restituire 110, ma se io ti ho dato solo 100 quei 10 non ce li hai e li devi prendere a qualcun altro, a cui mancheranno 10 alla fine della fiera e dovrà chiedere un prestito a qualche altra banca per coprire quei 10 aumentando il suo debito ecc.ecc. facendo una stima a occhio si vede che le banche o comunque chi emette moneta per conto degli stati accumula tutto il denaro che presta ed è comunque sempre in credito verso gli stati a cui presta. il debito di questi stati aumenta in modo più o meno esponenziale e può essere ripagato solo con la crescita del pil, che richiede investimenti (che fanno aumentare il debito se lo stato deve spendere più di quello che ha) e che comunque non può crescere all'infinito perchè la terra è un sistema finito per quanto grosso (mentre il debito essendo un conto matematico può crescere virtualmente all'infinito). insomma appare evidente che prima o poi qualche stato dovrà dichiarare fallimento o bancarotta per insolvenza, come sta probabilmente per fare la grecia. il problema però è che il debito pubblico greco è in mano ad altre banche di altri paesi, come tutti i debiti pubblici chi più chi meno, e se la grecia fallisce questi titoli diventano carta straccia e si polverizzano in un secondo miliardi di euro, rischiando magari di far fallire la banca che li possedeva che non potrà erogare servizi e magari porterà al fallimento di aziende e il tutto può portare a un processo a catena che rischia di far fallire anche stati grossi. infatti se la francia o l'italia avessero una banca che rischia di fallire per aver visto sparire miliardi di titoli greci dovrebbero cercare di salvarla, ma con quali soldi se già non ne hanno per le necessità impellenti? ovviamente con soldi presi in prestito da altri che vanno ad aumentare il debito pubblico che è già vicino alla soglia di insolvenza e rischierebbe di superarla portando lo stato alla bancarotta. insomma se nel breve termine qualcosa sembra che si possa rosicchiare nel medio termine sembra quasi sicuro che almeno uno stato fallirà e nel lungo termine molto probabilmente si arriverà al collasso dell'intero sistema economico mondiale, che è intrecciato in modo indissolubile ormai. a questo punto, se realizzassimo che effettivamente a lungo termine le cose andranno così, la soluzione più intelligente sarebbe un meeting globale in cui si ridisegna da capo e magari con criteri non deliranti un nuovo sistema economico alternativo al capitalismo così come è oggi, oppure ancora meglio, decidere di comune accordo tra tutti i paesi di organizzare un bel fallimento globale programmato... in fondo dire che tutto il mondo è fallito non ha senso, semplicemente si riazzererebbe tutto e magari nel frattempo riusciremmo a trovare soluzioni migliori. ben consapevole che tutto ciò non si verificherà mai e che comunque in questa situazione chiunque potrebbe fare meglio del biscione vi lascio con questa canzone dedicata a lui, l'uomo che ha rovinato intere generazioni e il cui strascico puzzolente probabilmente ne rovinerà altre ancora.



auf wiedersen ^_^ Condividi

venerdì 7 ottobre 2011

Passaparola, con Marco Travaglio - Lega di mafia e di governo - Marco Travaglio

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Passaparola, con Marco Travaglio - "Più merda c'è meglio è" - Marco Travaglio





Testo:
Buongiorno a tutti, cos’è questo in soldoni, in sintesi questo grande guazzabuglio che riempie le pagine dei giornali, meno dei telegiornali che stanno censurando inverecondamente le intercettazioni degli ultimi giorni?

Papponi e Berlusconi (espandi | comprimi)
Il rischio è che troppo casino crei poi troppa confusione e quindi non si riesca poi a enucleare quali sono gli elementi importanti e quindi cerchiamo oggi di scremare tutto il contorno e di concentrarci sul nocciolo della questione. Ci sono 4 indagini che riguardano direttamente o indirettamente un giro di prostituzione organizzato per conto di Berlusconi, utilizzatore finale della medesima, da una serie di personaggi che vanno da Tarantini a alcune ragazze, a alcune signore che poi sono state variamente promosse in incarichi istituzionali, quel giro di prostituzione emerge a Bari quando parla Patrizia D'Addario, perché?
Perché naturalmente è stata intercettata insieme al ruffiano capo, a Giampaolo Tarantini che portava prostitute a Berlusconi ma non soltanto anche al Vicepresidente della prima Giunta Vendola in Puglia Sandro Frisullo, l’inchiesta di Bari riguarda questa associazione a delinquere che ha organizzato, favoreggiato, sfruttato la prostituzione anche a vantaggio di Berlusconi, Berlusconi non è indagato, che si sappia a Bari, sono indagati invece Giampaolo Tarantini, il ruffiano, già condannato in primo grado per detenzione di cocaina finalizzata allo spaccio, cocainomane e spacciatore prima di tutta quest’altra vicenda.
Vizi privati che poi hanno ripercussioni, come vedremo, sulle pubbliche istituzioni. Tarantini più 7 persone tra cui alcuni suoi collaboratori e tra cui Sabina Began l’attricetta, amica di Berlusconi, fan di Berlusconi, innamorata, dice lei, di Berlusconi che avrebbe messo in contatto Berlusconi e Tarantini e poi avrebbe partecipato sia prima e sia dopo a organizzare feste e a procacciare ragazze disponibili, Bari. Questa indagine la conduceva un valoroso magistrato, Giuseppe Scelzi, magistrato dell’antimafia, magistrato che si è occupato anche di Sacra Corona Unita, Scelzi viene a un certo punto come esautorato dal suo nuovo capo che si chiama Antonio Laudati, si fa mandare personalmente le informative della Guardia di Finanza, da allora quell’inchiesta si inabissa e per un anno e mezzo non se ne sa nulla. Nel frattempo visto che l’inchiesta si è inabissata, diciamo pure che c’è il sospetto che sia stata rallentata rispetto a quello che dice Tarantini nelle telefonate intercettate con Lavitola e con altri, si sviluppa ai danni di Berlusconi un ricatto, perché? Perché in quell’inchiesta ci sono cose che se escono danneggeranno Berlusconi, quindi Tarantini e Lavitola che è colui che fa da tramite per i pagamenti di Berlusconi a Tarantini, Tarantini viene foraggiato da Berlusconi affinché stia zitto, perché stia sempre tranquillo, perché non gli venga in mente di tirarlo in ballo o dicendo la verità o dicendo falsità, è poco importante naturalmente, Berlusconi con tutte le cose che ha fatto insieme a Tarantini e con tutte le cose che ha fatto Tarantini per conto di Berlusconi, evidentemente ha paura che Tarantini si arrabbi con lui e quindi fa di tutto perché sia contento e quindi lo riempie di soldi.
A un certo punto tra i due si intromette questo Lavitola che riesce a proporsi come il gestore di Tarantini, dipingendolo come un uomo dalle mani bucate e quindi Lavitola dice: lo gestisco io, faccio in modo che i soldi che Berlusconi gli dà non vengano subito sperperati da lui e dalla moglie. Ricattano Berlusconi, Berlusconi li paga e questa indagine sul ricatto, che nasce in qualche modo dal rallentamento dell’inchiesta, perché se l’inchiesta fosse stata chiusa subito quando doveva essere chiusa e le intercettazioni fossero state rese note subito alla chiusura delle indagini, nessuno su quelle intercettazioni avrebbe potuto imbastire un ricatto.
Su questo ricatto indaga la Procura di Napoli, perché? Perché ha scoperto lei questi pagamenti e questi ricatti e adesso poi si vedrà nel prosieguo dell’inchiesta se potrà tenersela o se dovrà cederla per competenza a Roma dove pare che siano avvenuti materialmente almeno alcuni di questi pagamenti. Intanto però dalle intercettazioni di Napoli tra Lavitola e Tarantini viene fuori che forse l’inchiesta è stata rallentata da quando è arrivato il nuovo Procuratore capo, Laudati e quindi ecco che per indagare sul Procuratore di Bari non può essere la Procura di Bari, la legge stabilisce che sia la Procura più vicina e cioè la Procura di Lecce, quindi c’è la Procura di Lecce che sta indagando su eventuali rallentamenti impressi all’inchiesta di Bari, rallentamenti che hanno consentito a Lavitola e a Tarantini di ricattare Berlusconi, inchiesta a Napoli e poi la quarta inchiesta è quella di Milano che riguarda i fatti successivi, cioè i fatti di prostituzione che seguono all’arresto di Tarantini di due anni fa, Berlusconi perde il suo fornitore ufficiale di ragazze, di prostitute e quindi si rivolge a un altro, anzi a altri, secondo la Procura di Milano questi sono: Lele Mora attualmente in carcere per la bancarotta del suo gruppo, Nicole Minetti consigliera regionale, partecipante ai festini di Arcore e Emilio Fede, queste sono le 4 indagini, in queste 4 indagini Berlusconi non è mai indagato, se non in quella milanese e solo perché una di queste ragazze, Ruby era minorenne, altrimenti sarebbe utilizzatore finale anche lì non penalmente perseguibile.
La presenza di una minorenne e la telefonata disperata in Questura per farla liberare, secondo la Procura di Milano costituiscono il reato di prostituzione minorile e di estorsione ai danni dei funzionari della Questura per fare in modo che i funzionari della Questura venissero meno al loro dovere di trattenere, di affidare a una comunità la ragazza e invece la liberassero subito consegnandola nelle mani della Minetti che poi la ributtò nel giro della prostituzione riconsegnandola alla sua ospitante e cioè la famosa brasiliana ?Michelle Conceçao?, quindi Berlusconi è imputato non rito immediato a Milano per prostituzione minorile e per estorsione alla Questura, per il resto del giro milanese è utilizzatore finale e è esattamente questa la sua posizione al momento anche a Bari, mentre a Napoli è addirittura vittima di un’estorsione da parte di Tarantini e Lavitola che lui pagava, secondo la Procura, perché stessero zitti e perché Tarantini patteggiasse la pena in fase di indagini in modo che non uscissero le intercettazioni all’udienza, al deposito degli atti e all’udienza preliminare o al dibattito venissero fatte addirittura ascoltare pubblicamente, questo è il quadro, qualcuno, i soliti, stasera credo che lo farà Giuliano Ferrara, dirà che sì ci sono dei comportamenti inopportuni, che Berlusconi si deve scusare perché non sta bene fare quelle cose lì, però dopodiché non c’è niente di sostanziale e quindi può restare al suo posto perché comunque non c’è nessuno meglio di lui e perché in fondo rispetto a peccatucci veniali di sesso o di satiriasi, comunque c’è una sproporzione enorme con questa valanga di 100 mila intercettazioni che i magistrati cattivi gli hanno buttato addosso.
Intanto i magistrati sono talmente cattivi che queste intercettazioni le potevano buttare addosso a Berlusconi già due anni fa quando l’inchiesta era praticamente chiusa e se le sono tenute per un anno e mezzo, ragion per cui c’è addirittura un’indagine per i ritardi di queste indagini, quindi i magistrati hanno fatto di tutto per tenersele il più possibile grazie alla nuova gestione della Procura di Bari, quindi non c’è nessuna cattiveria, nessun accanimento e poi non è vero che sono 100 mila intercettazioni, 100 mila intercettazioni vuole dire che ci sono 100 mila persone intercettate o 100 mila provvedimenti di giudici per intercettare decine di migliaia di persone, qui naturalmente le persone intercettate sono poche decine, chi sono? Sono gli 8 indagati e cioè Tarantini e i suoi presunti complici e sono le prostitute che Tarantini utilizzava, come in tutte le indagini contro lo sfruttamento della prostituzione si intercetta il pappone, i complici del pappone e si intercettano le ragazze per dimostrare che il pappone le fa prostituire perché non è reato prostituirsi, ma è reato indurre o favorire o sfruttare chi si prostituisce.
Quindi le intercettazioni, le 100 mila intercettazioni di questa indagine sono pura routine in un’indagine di prostituzione, ci sono decine e decine di indagini di prostituzione, quelle applaudite dal governo, quelle applaudite dalla Lega per ripulire le strade dalle prostitute che si fanno esattamente con lo stesso sistema, mettendo sotto controllo i telefoni cellulari e eventualmente fissi, ma sono soprattutto cellulari, delle ragazze e dei loro sfruttatori, naturalmente le ragazze parlano anche con i clienti e quindi nelle indagini di prostituzione vengono fuori anche nomi di clienti che quando sono dei privati cittadini sconosciuti non fregano niente a nessuno e ogni tanto quando invece c’è qualche cliente illustre, viene fuori nelle indagini di prostituzione, qui siamo alla prima indagine di prostituzione in cui viene fuori il nome di Berlusconi, poi c’è quella di Milano dove si indaga ancora una volta su un giro di prostituzione e ancora una volta viene fuori Berlusconi, Berlusconi non è mai stato intercettato, non c’è nessun telefono di Berlusconi che sia stato mai messo sotto controllo, perché Berlusconi è un parlamentare e poi perché si è arrivati a lui, indagando su un giro di prostituzione, non indagando su di lui per cercare qualcosa, come invece ci raccontano.
Quindi poche decine di ragazze e di papponi intercettati dando origine a 100 mila tra telefonate e sms, queste sono le 100 mila intercettazioni, voi immaginate qualche decina di persone messe sotto controllo per un anno, un anno e mezzo, pensate a quante volte ognuno di noi parla al giorno, pensate una prostituzione quante volte parla al giorno, quanti clienti ha, quanti contatti ha per organizzare, sto arrivando, sono arrivata, aprimi la porta etc., moltiplicate per il numero dei giorni e è evidente che viene fuori un numero che apparentemente è enorme, in realtà è assolutamente normale.


Chi controlla il Presidente del Consiglio? (espandi | comprimi)
Ecco perché il Presidente del Consiglio continua a cambiare le schede, prende le schede peruviane etc. e continua a essere ascoltato, non perché stanno intercettando lui, ma perché parla con le persone sbagliate e quelle sì vengono intercettate. Perché ci interessa questa cosa?Capisco che molti dicano: basta parlare di quello, sappiamo che è un puttaniere, lo sappiamo etc., attenzione, questo è fare il gioco di Berlusconi e anche un po’ di tutti quelli che vogliono lasciarlo lì, che trovano comodo lasciarlo lì o per quieto vivere come il Capo dello Stato che l’altro giorno ha detto: ciascuno si prenda le sue responsabilità, pensate gliele ha cantate chiare! Poi all’opposizione, l’opposizione che non avendo nulla da proporre, se non i suoi litigi permanenti e la sua inesistenza permanente, trova ben comodo che Berlusconi resti lì per un anno e mezzo, per un anno e mezzo loro ogni giorno diranno: si deve dimettere, vergogna, lui continuerà a non dimettersi perché ci mancherebbe altro, si è comprato pure la maggioranza e dopo che se l’è comprata una cosa è tua, è ovvio che la usi, è tua te la sei comprata, è roba tua il maggioranza, il Parlamento etc., quindi trovano comodo per nascondere la loro vuotezza gridare ogni giorno “si deve dimettere, si deve dimettere” non avendo nulla da proporre né un leader credibile, né un programma che manco hanno perso tempo a scrivere.
Già è faticoso farsi fotografare insieme per i leader del centro-sinistra, figuratevi organizzare qualcosa insieme, quindi per la convenienza generale che i giornali non parliamo nei giornali dei banchieri, dei palazzinari, politici, costruttori, FIAT, figuratevi sono tutti lì appesi alla mammella di Palazzo Chigi e quindi balbettano, pigolano qualche frasetta così di circostanza senza avere il coraggio di dire le cose come stanno e quindi è comodo a tutti dire che in fondo più grave o meno grave, però sono vizi privati etc., in realtà invece tutto questo ci riguarda e ci danneggia e non per una questione morale o di moralismo o di etica pubblica o di senso di vergogna, quelli li diamo per scontato che li abbiamo estinti proprio il senso della vergogna, l’arrossire, il chiedere scusa, meno che meno l’immagine internazionale, figuriamoci, lasciamole perdere queste questioni, veniamo al sodo, vediamo al sodo e quindi al soldo, stiamo pagando una manovra finanziaria da decine di miliardi che segue a ruota un’altra manovra finanziaria di luglio da decine di miliardi, il totale è ormai una novantina di miliardi che ci hanno chiesto in 3 mesi e che ci vengono a prelevare in 3 mesi e prima di dicembre ce ne sarà una terza e forse in primavera ce ne sarà una quarta, fino a arrivare a quello spaventoso totale che un banchiere che evidentemente è molto bene informato Profumo che adesso vuole pure fare politica, ha quantificato in 400 miliardi di Euro nei prossimi due o tre anni, secondo noi a chi li fanno pagare? A noi!
Noi dovremmo concentrarci sugli aspetti soldi di questa vicenda, perché purtroppo ci sono anche se i giornali, non dico le televisioni, fanno a gara a nasconderli. Intanto: 1) il Presidente del Consiglio è amico, fino a diventare ostaggio di un signore Tarantini che è un cocainomane, spacciatore di cocaina, che diventa ruffiano e organizzatore di prostitute apposta per lui, perché? Perché stufo di corrompere i funzionari della sanità pugliese per piazzare le sue protesi ortopediche perché questa era la sua attività fino a qualche anno fa, decide di mettersi in grande, di allargarsi e cosa fa? Con le prostitute e la cocaina volevo realizzare una rete di connivenze nella pubblica amministrazione, in questi anni ho pensato che le ragazze e la cocaina fossero una chiave per il successo dice Tarantini a verbale, quindi non è un pappone per sua natura o per sua professione, diventa pappone per fare qualcos’altro, per fare soldi a spese nostre, come? Entrando nei grandi business, naturalmente se entrasse, che ne so, nelle gare d’appalto per la costruzione di questa o quell’opera pubblica, dovrebbe presentare una proposta, un’offerta, partecipare a una gara e come fa a partecipare a una gara uno che ha problemi di droga, indagini per spaccio, indagini per corruzione, c’è un limite anche in Italia e poi quale background ha uno che si occupava di protesi sanitarie per entrare nelle grandi opere di costruzioni? Ecco perché sceglie due settori in cui gli appalti si danno senza gara, segretamente per ragioni di sicurezza nazionale protezione civile, Finmeccanica, ok?
Questo ci interessa, Berlusconi chiama Tarantini mentre è in auto con Bertolaso e glielo passo e Bertolaso, lui presente, gli dà appuntamento e Tarantini accompagnato da un imprenditore di area dalemiana, un certo Intini si presenta a Bertolaso e quest’ultimo gli dà retta e poi lo dirotta sulla Finmeccanica, si progettano in quei mesi varie commesse, vari contratti nei quali su pressioni continue di Berlusconi, prima su Bertolaso e poi soprattutto su Pierfrancesco Guarguaglini, il padrone praticamente di Finmeccanica, soldi nostri naturalmente, può entrare Tarantini in questi affari, Tarantini si mette insieme a un plotone di personaggi trasversali che vanno da Paolo Berlusconi per coprirsi da una parte a Intini e De Santis che sono invece di area dalemiana, De Santis è quello che va in barca con D’Alema, in ferie con D’Alema.
Cosa vogliono arraffare? Si parla per esempio di partecipazione societarie nella ?Sel Proc?, che è una consortile a capitale pubblico con un business con la protezione civile e Finmeccanica dove il governo ha già destinato 280 milioni di Euro, opere per la protezione civile e il territorio e poi volevano l’affidamento delle controllate di Finmeccanica di 12 appalti da 51 milioni di Euro, posa di cavi di fibra ottica nelle Marche, ampliamento della rete Isoradio, fornitura di apparecchiature per il monitoraggio dei terremoti, pensate in quali mano, infatti Tarantini esultava per il terremoto un po’ come quegli altri imprenditori, componenti di ponte Radio alla protezione civile, beni e servizi al vertice del G8 de L’Aquila.
A questo puntavano e poi puntavano a un gasdotto tra l’Albania e l’Italia e poi a un progetto, ancora molto fumoso di sorveglianza elettronica dell’intero paese dell’Italia, questo era il menù che si erano predisposti e del quale si parlava e che sarebbe andato in porto , come sempre vanno in porto questi mal affari in Italia, se i magistrati non fossero intervenuti due anni fa a arrestare Tarantini la prima volta, quando fu arrestato per corruzione e prostituzione, non adesso che è stato arrestato di nuovo a Napoli per il ricatto. Questi erano i soldi nostri che dovevano finire in quelle tasche, naturalmente coperto a sinistra, coperto a destra, perché? Perché Tarantini è trasversale e del resto le prostitute le portava a Berlusconi, ma le portava anche a Frisullo, uomo di D’Alema dentro la giunta Vendola, c’è sempre D’Alema quando c’è uno scandalo di Berlusconi, è proprio una garanzia assoluta, il primo giorno viene fuori Berlusconi, il secondo giorno viene fuori Dell’Utri, il terzo giorno viene fuori D’Alema, questa è una costante di molti scandali di questi anni.
Tarantini, scrivono i magistrati, promuove e organizza l’associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione per consolidare il rapporto con Silvio Berlusconi, per ottenere, per suo tramite, incarichi istituzionali e allacciare avvalendosi della sua intermediazione, rapporti di tipo affaristico con i vertici della protezione civile, di Finmeccanica Spa, di società a quest’ultima collegate, per esempio la Sel Proc, per esempio la Sel Ex Sitemi integrati, per esempio la Saeicos, Spa, la Infratel Italia, tutta roba pagata con soldi nostri, dopo questi scandali si sono già dovuti dimettere il Direttore commerciale della Finmeccanica Paolo ?Pozzesserio?, perché nell’inchiesta di Napoli si sente parlare di corruzione internazionale per assicurarsi commesse estere e poi un altro dirigente di società del gruppo Finmeccanica, un certo ?Metrangolo? che risulterebbe addirittura utilizzatore finale di alcune ragazze dell’harem di Tarantini, soldi nostri.
Dimenticavo che si è scoperto da questa inchiesta che era, Tarantini, diventato consulente di Finmeccanica, soldi nostri e era consulente di Finmeccanica per l’estero, per il centro e sud America, anche Lavitola, il Direttore dell’Avanti, il giornale inesistente che ci è costato negli ultimi anni 15 milioni di Euro e poi una certa Debbi Castaneda, Miss Colombia, amica di Berlusconi, consulente di Finmeccanica anche lei e anche l’Avvocato Castellaneta, un noto professionista barese nella cui masseria ogni tanto va a trascorrere un po’ di relax Massimo D’Alema, tutti consulenti di Finmeccanica, protezione civile Finmeccanica un bell’ambientino: droga, prostituzione, corruzione e poi uso sistematico di beni e soldi pubblici per pagare la prostituzione o per pagare il silenzio su questo giro di prostituzione, l’abbiamo detto mille volte ma lo dobbiamo ripetere, a noi quello che fa Berlusconi a letto non interessa, ci interessa però quello che fa subito dopo di giorno per coprire quello che ha fatto la notte, pagando gente, ricattatori per conto nostro, oppure pagando semplicemente sempre con soldi nostri e le prostitute e i papponi per ricompensarli, se si pagasse tutto da solo e non ci fossero conseguenze pubbliche anche una vagonata al minuto potrebbe portarsi a casa, il problema è che subito dopo i suoi fatti privati diventano fatti pubblici perché di riffa o di raffa poi alla fine le donne le fa sempre pagare a noi.
Per esempio per allettare la Arcuri a andare da Berlusconi, come se ce ne fosse bisogno tra l’altro di incentivarla, Tarantini le promette il ruolo di presentatrice del Festival di Sanremo, qualcuno dirà: chi se ne frega, il Festival di Sanremo è un evento pubblico pagato con i nostri soldi della RAI e quindi la RAI ci guadagna o ci perde a seconda della buona riuscita delle trasmissioni, che paghiamo con il nostro canone e se a presentare Sanremo ci va qualcuno bravo, magari il nostro canone è ben investito, se invece ci va qualcuno scelto per altri motivi, tipo questo è un problema.


In Cina ci rappresenta Tarantini (espandi | comprimi)
Sanremo, appalti alla protezione civile, contratti, commesse, consulenze con Finmeccanica, poi c’è un viaggio ufficiale di Berlusconi in Cina, una volta ci fu la polemica e Grillo se la ricorda perché fu cacciato dalla RAI per avere fatto una battuta, per il viaggio in Cina di Craxi con al seguito nani, ballerine, fidanzate, amanti di questo e di quell’altro papavero socialista. Questa volta nel viaggio di Berlusconi in Cina, sull’aereo presidenziale vola, con visto diplomatico ottenuto in 4 ore, Giampy Tarantini, noi in quel viaggio siamo stati rappresentati da Berlusconi che già è un problema, e da Tarantini con il visto diplomatico, uno spacciatore di cocaina, organizzatore di prostituzione che rappresenta diplomaticamente l’Italia durante una missione ufficiale in Cina.Ci sono poi al seguito del cavaliere di questi viaggi ufficiali due ragazze senza aggiungere aggettivi, disponibili, che vengono spacciate per segretarie e così possono viaggiare con lui e chi paga? Poi ci sono voli di Stato sui quali presente Berlusconi o assente Berlusconi ci sono però questi harem semoventi che vanno e vengono e i voli di Stato li paghiamo noi! C’è poi, a questi festini, un’idea di Berlusconi, dice: invitiamo Del Noce e Rossella Presidente di RAI Fiction, Rossella Presidente di Medusa la casa cinematografica di Mediaset, quindi Del Noce lo paghiamo noi, Rossella lo paga Berlusconi, li invitiamo tutti e due, così le ragazze capiscono che poi possono lavorare, perché Rossella e Del Noce possono far lavorare chiunque nel mondo dello spettacolo, del cinema e della fiction e quindi quelle vengono più volentieri.
Del Noce, dirigente RAI, da quello che risulta dalle intercettazioni viene usato come esca per lanciare l’amo e prendere più ragazze, perché? Perché noi abbiamo il potere di farle lavorare, solo che se le fa lavorare Rossella le paga Berlusconi, se le fa lavorare Del Noce le paghiamo noi e sono attrici selezionate nel lettone del Presidente del Consiglio, non in un normale provino. Poi Berlusconi dice: c’è anche una giornalista RAI e una giornalista Mediaset dello sport che vengono, bene, la giornalista RAI penso che la paghiamo noi, poi ci sono dei malavitosi che vengono a sapere di queste cose, perché? Perché ?Maristel Polanko?, una delle frequentatrici di Arcore e dell’olgettina, un giorno riceve in prestito da Nicole Minetti consigliera regionale anche lei partecipante a quelle feste, la macchina della Minetti, credo fosse una Mini o forse un Suv, non ricordo, su quella macchina il fidanzato della Polanko brasiliana si fa beccare con 13 chili e passa di coca che vengono sequestrati e lui viene arrestato e dalle intercettazioni risulta che Berlusconi dice alla Minetti di denunciare il furto dell’auto, per fare finta che l’auto gliel’hanno rubata e che quindi quello sorpreso con la coca in macchina non è il fidanzato della sua amica, che frequenta Arcore, ma è un ladro di auto. Adesso questo è stato arrestato ovviamente, credo che si beccherà anche una discreta condanna, perché andare in giro con 13 chili di coca nel bagagliaio di una macchina prestata da una consigliera regionale, è un problemino, ma è un problemino pubblico, perché quando si viene in contatto con quegli ambienti della prostituzione e della droga è evidente che poi le notizie girano e la Polanko al suo fidanzato glielo raccontava quello che andava a fare a casa di Berlusconi e quindi anche nel giro nella malavita del traffico di droga, si sa cosa fa il Presidente del Consiglio e se qualcuno decidesse di approfittarne per chiedergli qualcosa in cambio del silenzio come hanno fatto Lavitola e Tarantini? Noi avremo il Presidente del Consiglio non più come un tempo amico della criminalità organizzata, ma addirittura sotto scacco della criminalità organizzata, esattamente come avviene per una delle ragazze che frequentavano Palazzo Grazioli, barese anche lei, una di quelle che andarono con la D'Addario che, poveretta, era fidanzata con un malavitoso e evidentemente parlava e gli avrà raccontato di quello che ha fatto e di quello che avveniva a Palazzo Grazioli, un malavitoso barese, anche la malavita barese sapeva quello che avveniva nel dorato mondo di Palazzo Grazioli e poi c’è un complice di Tarantini che a un certo punto, persino lui schifato da quello che vedeva, disse: non ne posso più di questo vecchio rincoglionito, io uno di questi giorni filmo tutto e mando i filmati a Santoro, perché Santoro? Perché ovviamente era la trasmissione più odiata da Berlusconi, quindi si vedeva che voleva fare un dispetto a Berlusconi, voleva mandare dei filmati, questo poi non è avvenuto naturalmente, nessun filmato è arrivato a Santoro, ma pensate se per caso questo signore ha deciso di filmare e poi di chiedere qualcosa per non mandare a nessuna trasmissione o per non mettere semplicemente in rete il filmato? Ecco altre potenzialità di ricatto, ecco altri condizionamenti che poi alla fine si riverberano sulla ricattabilità e sulla libertà di movimento del nostro Presidente del Consiglio.
Pensate poi al ruolo di Lavitola nel sistemare non dei marescialli della Guardia di Finanza amici suoi, dei generali di massimo livello, ottobre 2009, Lavitola chiama con le solite schede sue americane Berlusconi, Berlusconi dice “pronto Walter” e lui “Presidente come sta?” “eh come sto – lui comincia con la solita pippa, ho tutti contro, una cosa che pende sulla testa di 750 milioni (la cosa della Mondadori) dall’altra parte ho dei giudici che mi odiano, che sono dei criminali del Palazzo di Giustizia di Milano, hanno già ricominciato a muoversi con la Corte Costituzionale che gli ha dato il via libera per tornare alla caccia all’uomo – gli hanno bocciato il Lodo Alfano” ottobre 2009 era appena stato bocciato il Lodo Alfano, Lavitola dice “senta le volevo dire io guardi che di quella questione di cui le venni a parlare, siccome lei mi autorizzò a parlarne con l’interessato, si ricorda la faccenda di quel Generale?” Berlusconi a cui non potrebbe fregargliene di meno dice “sì, sì che lui si proponeva no?” e Lavitola “ma non per fare il N. 1 della Guardia di Finanza, per fare una mediazione e lui fare il N. 2” cioè il Capo di Stato maggiore della Guardia di Finanza, la mediazione la sta facendo il Ministro – Tremonti lo aggiungo io – e è quasi fatta, lei mi autorizzò a parlargliele, lui mi ha detto (il Generale Emilio Spaziante e è oggi il comandante della Guardia di Finanza per l’Italia Centrale, Lavitola lo sta raccomandando, Berlusconi non sa neanche chi sia, Lavitola sta raccomandando per fare il N. 2 della Guardia di Finanza il Gen. Spaziante al Presidente del Consiglio, Lavitola! Direttore dell’Avanti, giornale inesistente pagato con i soldi di tutti noi, indegno erede dell’Avanti di Pertini, del Partito Socialista quando era una cosa seria) lui mi ha detto che teneva tutto fermo fino a quando lei non si muoveva” stanno parlando di un’indagine che questo Generale starebbe tenendo ferma, continua Lavitola “si rischia il caso che da persone amiche, amiche e amiche, rischiamo che quantomeno che gli diventiamo antipatici” e già perché la Guardia di Finanza fa delle indagini su evasione fiscale, ci sarà mica qualche indagine su qualche amico di Berlusconi o qualche società di Berlusconi, ce ne è un’infinità, però quella dice Lavitola la tengono ferma, però certo che se poi da amici, amici, amici, diventiamo antipatici, magari quelli poi la concludono questa inchiesta, no? Berlusconi “mmm allora devo...” ecco che si interessa subito e Lavitola “lo deve chiamare subito, perché altrimenti i problemi non li risolviamo alla base” e Berlusconi “allora gli fissiamo un appuntamento” Lavitola “sì a breve giro” Berlusconi “lui si chiama? Spaziante” e Lavitola “sì, sì a tutto Marinella – la segretaria - se lei se lo facesse chiamare subito, sto andando adesso a un appuntamento, sto cercando di tenerli per i capelli, sono tornato ieri dal Brasile” Berlusconi “va bene” Lavitola “ci posso contare Dottore” Berlusconi “sì, sì va bene”.
Capite come vengono nominati i capi della Guardia di Finanza? Lavitola telefona al Presidente del Consiglio che gli dice “come si chiama? Ah c’è un’indagine, là dobbiamo bloccare? Ah ok, allora lo convochiamo, Spaziante? Perfetto, zac!” e questa è stata beccata, pensate quante altre non sono state beccate! Pensate al tempo perso, se volete divertirvi, si fa per dire, trovate su Internet un articolo di Carlo Tecce e Paola Zanca che hanno incrociato le date delle feste di Berlusconi con quello che stava facendo lui quel giorno, ci sono giorni in cui non va a all’O.N.U. perché dice che sta gestendo la crisi all’Italia e in realtà sta con 3 ragazze e Tarantini. C’è la sera in cui dice che Eluana Englaro deve restare attaccata alle macchine perché potrebbe procreare, uno dei punti più bassi mai toccati dal Cavaliere, mentre diceva questa orrenda stronzata, quella sera Berlusconi era a Palazzo Grazioli con Carlo Rossella, Barbara Guerra e una certa ?Feduà Sebar?. Un’altra volta non si trovava, poi lui ricomparve dicendo: sono stato a Arcore per lavoro, in realtà aveva portato il giorno prima Tarantini e Maristel Polanko a Milano con l’aereo di Stato e un’altra volta in piena crisi finanziaria mondiale, dopo un Consiglio dei Ministri straordinario, non aveva fatto di meglio che andarsene al Bagaglino e poi a Palazzo Grazioli con Barbara Guerra e una certa Ioana Visan e un’altra volta risultava febbricitante, mentre in realtà non lo era, stiamo parlando di un signore che scherzando di sé stesso con una ragazza dice: io faccio il Premier a tempo perso e effettivamente fa il Premier a tempo perso perché questo impegno nell’organizzare le feste, nel fare le feste e nel parlare con tutte queste ragazze che sono decine che hanno tutte il suo numero e continuamente lo chiamano per chiedere favori, soldi o per fargli annusare qualcosa, come fa a governare? Soldi nostri.
Ci sono deputate e Euro deputate accusate di avere aiutato Tarantini a organizzare queste feste anche se non sono indagate, una si chiama Elvira Savino alle cui nozze pare che Berlusconi abbia incontrato Tarantini, l’altra Euro deputata Licia Ronzulli che era quella che smistava il traffico delle ragazze a Villa Certosa, la loro sistemazione dei vari bungalow, i viaggi sugli aerei blu, poi ci sono gli affari trasversali di cui abbiamo parlato con alcuni amici di D’Alema e altri di Berlusconi, poi ci sono le confidenze a cui si abbandona questo signore scriteriato dopo i vertici internazionali, per il momento pare che la telefonata in cui dà della culona inchiavabile alla Merkel sia stata coperta da omissis, il Corriere scrive che c’è il sospetto che questo sia avvenuto dopo un vertice a Parigi con Sarkozy, la Merkel e Brown il 28 ottobre 2009, credo, poi c’è un imitatore del Bagaglino che viene portato a queste feste per fare Sarkozy, è chiaro che se io privato cittadino vogliono fare l’imitazione di Sarkozy sono liberissimo di farla, ma un Presidente del Consiglio che passa il suo tempo a prendere in giro gli altri capi di governo e di Stato e a insultarli telefonicamente, beh è evidente che espone non solo sé stesso, ma il suo paese a conseguenze, non sono più i tempi in cui per un insulto del genere la Germania assembrava truppe teutoniche al Brennero o in Tirolo, però sono i tempi in cui dipendiamo finanziariamente da questi signori che potrebbero anche incazzarsi e sappiamo bene che se si incazzano la nostra fallimentare economia viene dichiarata definitivamente fallita.
Poi ci sono i ricatti, poi ci sono le bugie per coprire i ricatti, poi ci sono le fughe all’estero per non andare agli interrogatori, poi ci sono le fughe dall’estero, perché? Perché doveva andare all'ONU oggi, non c’è andato perché ha paura di incontrare qualcuno dei capi di Stato che non lo vogliono più incontrare, addirittura Erdogan, il Premier turco non lo vuole incontrare, risulta dalle intercettazioni anche questo, il turco si vergogna di noi, noi non ci vergogniamo di noi, come ha detto ieri sera la Littizzetto, ma il turco si vergogna di noi e se si vergogna il turco, pensate agli altri! Poi ci sono le leggi bavaglio per non fare uscire roba come questa, e poi ci sono le schede telefoniche straniere, un Presidente del Consiglio che usa una scheda peruviana intestata a un cittadino che si chiama ?Caceres?, poi? Poi ci sono le bugie e ormai ce lo siamo dimenticato, ma le bugie dei politici sono peggio dei reati dei politici che prendono in giro tutti, stampa internazionale e stampa italiana, se ricordate l’anno scorso a settembre alla conferenza stampa alla Maddalena con Zapatero al fianco, Berlusconi quando gli chiesero dei suoi rapporti con Tarantini rispose: non mi ricordo più che si chiama Tarantino o Tarantini, faceva finta di confonderlo con Quentin Tarantino, lo trattava come uno sconosciuto, davanti alla stampa di tutto il mondo, la quale adesso apprende che lui ha versato a Tarantini 800 mila Euro con uno stipendio mensile di 20 mila e un forfait di 500 mila e ci ha spiegato che era un amico talmente intimo e talmente in difficoltà economica per colpa di quei giudici maledetti che gli vogliono impedire sia di fare il trafficante di cocaina e sia il trafficante di prostitute, guardate che sono tremendi questi magistrati, lo perseguitano, gli vogliono impedire di fare lo spacciatore e pure di fare il pappone, ma guarda un po’, non ce l’avranno mica con lui?! Quindi ridotto in miseria dal fatto di non poter più esercitare onestamente il traffico di droga e di prostitute, minacciava il suicidio e piuttosto che mandarlo a lavorare, lo stipendiava lui oltre a avergli fatto avere i contatti con la protezione civile, con Finmeccanica e con la consulenza con Finmeccanica, pagava la casa su Via Veneto e poi ai Parioli, poi questa estate era a Cortina, il bisognoso Tarantini, ma non si ricordava neanche come si chiamava, 6 mesi fa davanti a Zapatero, adesso addirittura ci dice che era un amico che doveva aiutare perché temeva che facesse degli atti autolesionistici tipo suicidarsi? Ma figuratevi che Tarantini si suicida, ma non è mica scemo! Con tutti i soldi che gli ha dato questo e con tutti i soldi che potrà spillargli vita natural durante!
La menzogna sui soldi e Berlusconi nega addirittura di essere ricattato, dicendo a tutto il mondo: ho aiutato un signore in difficoltà, purtroppo la sua segretaria lo smentisce perché dice che Berlusconi le ordinava di pagare un altro peruviano, un certo *** che andava a prendere le buste a Palazzo Grazioli dalla segretaria del Presidente del Consiglio per portarli a Lavitola che poi doveva smistarli a Tarantini e Berlusconi era infastidito da questo Lavitola e da questo Tarantini, ma come infastidito? Non li voleva aiutare generosamente perché temeva il peggio? E perché l’Avvocato Ghedini e l’altro Avvocato Perroni dicono di avere sconsigliato Berlusconi di fare quei versamenti? E che Berlusconi tentò addirittura di riprenderseli indietro, ma se erano degli atti di liberalità perché sconsigliarlo? E se erano degli atti di liberalità perché non farli ufficialmente? Quando aiuti qualcuno perché ti dovresti vergognare? E perché avvenivano in nero? E da dove attinge lui quei fondi neri? E come è possibile che in questo paese sia vietato fare passaggi di denaro in contanti fino all’altro giorno era sopra i 5000, adesso è diventato la metà, mentre lui può fare passaggi di denaro in contanti e in nero per 700 mila Euro? Lui che vuole impedire a noi di farli sopra si 2500? Tutte queste ragioni è sempre bene tenerle in testa quando qualcuno vi dice che questo è gossip e che bisognerebbe rispettare la privacy del Presidente del Consiglio, infine ci sono le intercettazioni dove lui dice la verità, ce ne è una formidabile di Lavitola che spiega come funziona il loro sistema e che dice: più merda c’è meglio è!
Che per un ricattatore devo dire è un bello slogan “più merda c’è e meglio è” perché questi stercorari vivono di merda! Merda che arriva addosso a noi e poi c’è la telefonata di Berlusconi, il quale dice a Tarantini: vedi Giampy il guaio è che la mia più grossa opposizione non è la sinistra che non vale niente, ma è la magistratura! Sappiamo bene che la magistratura non è opposizione, la magistratura fa il suo dovere, c’è un giro di prostituzione, indaga, c’è un giro di droga indaga, c’è un giro di corruzione indaga, ci sono minorenni indaga, ci sono estorsioni alla Questura indaga, non è opposizione! Ma il giudizio sull’opposizione che dà Berlusconi, quello lo possiamo condividere, la sinistra non vale niente, altrimenti lui non sarebbe lì, se ne rende conto persino lui che non sarebbe lì se esisteste un’opposizione!


A eccezione di quello che vi ho detto e con questo vi saluto, domani alla Conferenza dei Capigruppo del Senato Di Pietro ha portato la Legge Grillo sui condannati in Parlamento e sul massimo dei due mandati la legge V-day, la legge di iniziativa popolare, con un atto di diffida, per cui domani dovranno i capigruppo discutere quando metterla all’ordine del giorno, sappiamo bene che non c’è una maggioranza e neanche una minoranza in grado di approvare una legge del genere, però domani i capigruppo dei 6 gruppi in Parlamento e cioè Pdl, Lega, Udc, PD e Idv saranno chiamati a pronunciarsi sul quando si discute questa legge e quindi sapremo chi la vuole discutere, chi la vuole approvare, chi la vuole affossare, chi la vuole rimandare al 2020, quindi tenete gli occhi aperti perché domani sapremo ciascuno come si colloca e come si pronunciata, passate parola!
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Passaparola, con Marco Travaglio - Il suonatore di piffero - Marco Travaglio





Testo:
Buongiorno a tutti, ci sono tante cose che potremmo dire oggi, potremmo ricordare il quarto anniversario della raccolta delle firme per le tre leggi di iniziativa popolare del primo V-Day da parte di Beppe Grillo, che nel settembre 2007 fece incetta di 350 firme contro le 50 mila richieste per proporre la riforma elettorale che ci restituisse le preferenze, l’incandidabilità dei condannati definitivi al Parlamento, almeno per reati seri e infine il tetto massimo di due legislature per i parlamentari.

I cittadini di serie B del V-Day (espandi | comprimi)
Oggi Gian Antonio Stella su Il Corriere ricorda che a 4 anni di distanza, il Senato le tiene nel suo cassetto e rifiuta persino di esaminarle, non è che le ha bocciate, proprio non le ha volute esaminare, evidentemente quei 350 mila cittadini tra i quali chi vi parla e ai molti di voi che ascoltano, sono considerati dei cittadini di serie B, non degni di veder presa in considerazione una legge di iniziativa popolare che è prevista dalla nostra Costituzione che imporrebbe al Parlamento almeno di discuterle e di votarle le leggi, non è obbligatorio approvarle, sarebbe obbligatorio discuterle, neanche quelle discutono perché non provengono dalla casta, anzi avrebbero dato una bella sforbiciata alla casta.
Fateci caso sono nel frattempo diventati temi popolarissimi da quando c’è stato quel V-Day, il V-Day che fu seguito da polemiche incredibili perché importanti giornali di destra e di sinistra scrissero che era nato un nuovo autoritarismo, che Grillo era una specie di Bin Laden all’italiana, forse un emulo del fascismo, forse voleva fare la marcia su Roma, forse voleva radunare le camicie nere, bene quei temi del nuovo Bin Laden sono sensibilissimi oggi nel sentire comune dell’opinione pubblica, i condannati in Parlamento, gli eterni in Parlamento e i nominati in Parlamento, se ci fosse ricambio, la possibilità di scegliere i parlamentari e se ci fosse la possibilità di mandarli a casa almeno quando hanno pendenze penali definitive, bene probabilmente il Parlamento non sarebbe così sputtanato e probabilmente il Parlamento se non fosse così sputtanato e da questi formato, esaminerebbe anche le proposte che vengono dalla società civile, soprattutto se supportati da 350 mila firme. Perché ricordo questa proposta, queste 3 proposte di legge di iniziativa popolare? Perché nella stessa direzione va il referendum per il quale si stanno raccogliendo le firme, troverete ben pochi partiti che raccolgono le firme naturalmente, si sta ripetendo la scena dei referendum sul legittimo impedimento, l’acqua pubblica e il nucleare, voluti dalla società civile e da praticamente Di Pietro e poi sostenuti da una parte della sinistra extra parlamentare, che sta fuori dal Parlamento, sabotati dal PD e ovviamente dal centro-destra e poi ovviamente quando le firme si sono raccolte e il referendum si è vinto nel giugno scorso, il PD ci ha messo il cappello sopra, dato che sono stupidi, invece di approfittarne e cavalcare l’onda referendaria il PD sta sabotando anche il referendum elettorale proposto a suo tempo anche da suoi esponenti come Veltroni, l’ha firmato Prodi, lo stanno firmando migliaia e migliaia di persone, anche elettori del PD, ma naturalmente gli eletti odiano i loro elettori, li devono punire e quindi stanno sabotando la raccolta delle firme per le quali c’è tempo soltanto fino al 30 settembre, se trovate banchetti firmate, è un referendum che punta a cancellare il porcellum, la Legge Calderoli che affida ai partiti la possibilità di nominarsi i parlamentari come vogliono loro e ripristina quindi la legge elettorale precedente che è il mattarellum, il mattarellum è quello che a parte un quarto di quota proporzionale, per il resto faceva del nostro Parlamento un Parlamento eletto dai cittadini in collegi uninominali, si può discutere finché si vuole sul sistema uninominale, ma almeno in ogni collegio gli elettori potevano scegliere tra vari candidati, di solito erano due ma se c’erano terzi poli, magari c’era pure un terzo candidato e c’è sempre la possibilità che anche l’outsider se è prestigioso, se è rispettabile batta il candidato tradizionale della destra o della sinistra, sicuramente c’era possibilità di scelta sia pure tra i candidati naturalmente proposti dai vari schieramenti, ma nessuno impediva la nascita di altri schieramenti che proponessero altri candidati, eravamo noi a segnare sulla scheda il nome dell’uno o dell’altro, quindi il ritorno al mattarellum per quanto discutibile o forse poco soddisfacente sarebbe sicuramente un ritorno a scegliere i nostri candidati nello spirito di quella proposta di legge di iniziativa popolare che era scaturita dal V-Day, quindi se vi capita di firmare, sappiate che si può farlo fino al 30 settembre e sappiate che i grandi partiti dal PD al Pdl, alla Lega, all’Udc stanno sabotando questo referendum, mentre molti degli elettori di destra e di sinistra lo stanno sostenendo perché forse il porcellum è la legge più impopolare tra le leggi impopolari e vergognose fatte in questi anni, oggi però ci si potrebbe occupare anche della finanziaria della, credo, 18° versione della nuova seconda manovra estiva, ma dato che è ancora in fase di cambiamento, la cambiano ogni 5 minuti, aspettiamo di vedere qualcosa di definitivo e poi magari ne parliamo la prossima settimana, soprattutto a proposito della comica finale e cioè un noto evasore fiscale come Silvio Berlusconi, padrone di aziende che hanno notoriamente evaso il fisco, che proclama la lotta dura all’evasione fiscale, assistito dal suo commercialista Giulio Tremonti che era noto per essere molto ben retribuito da grandi gruppi imprenditoriali, proprio perché era abilissimo a far loro pagare meno tasse, adesso siamo nelle loro mani per assicurarci che gli evasori fiscali comincino all’improvviso a pagare le tasse e loro per fargli pagare le tasse hanno già inventato uno spot televisivo in cui si dice alla gente “a,a birichino tu che non paghi le tasse, e,e” e questo naturalmente ha un grosso valore deterrente nei confronti di quelli che evadono enormi fortune, quindi vedrete che ce la faranno, ma di questa palla supersonica delle manette agli evasori parliamo la prossima settimana, comunque quando la legge finanziaria ultima manovra sarà scritta su carta e non sull’acqua.

250 milioni dei pugliesi nelle casse del San Raffaele in fallimento (espandi |comprimi)
Oggi vorrei occuparmi invece di un particolare che potrebbe sembrare marginale o locale e che invece è molto importante, perché più si avvicinano le elezioni del 2013 o addirittura quelle anticipate se saranno al 2012, è evidente che molti candidati del centro-sinistra si fronteggeranno delle primarie, il centro-destra Alfano ci ha già detto che il candidato è Berlusconi, ma d’altra parte soltanto i deficienti avevano potuto pensare che Berlusconi passasse la mano, Berlusconi non passerà mai la mano, perché appena lascia la politica finisce in galera, quindi lo sapevamo, non siamo sorpresi dal fatto che Alfano abbia candidato Berlusconi, praticamente Berlusconi ha candidato sé stesso.Dall’altra parte naturalmente grande pollaio, grande assembramento, ci sono anche i banchieri, i manager, "magnager", imprenditori, prenditori che si stanno candidando, non tutti naturalmente indecenti, Profumo sicuramente è un banchiere controverso per certe operazioni che ha fatto con Unicredit, con l’invereconda fusione con la Banca di Roma di Geronzi, sicuramente era molto distratto quando Unicredit si imbottiva di titoli tossici, molto distratto anche a proposito di certe farciture di derivati, però sicuramente non possiamo dire che sia un delinquente, probabilmente è uno che ci capisce di economia. Poi c’è Montezemolo anche di lui sapete vita, morte e miracoli, se non li sapete c’è un libro di Stefano Feltri che gli fa il pelo e il contropelo e si intitola “Il Candidato” quindi ci sono vari pretendenti e poi c’è il solito carrello di bolliti dei leader del centro-sinistra che credono di potersi ancora spendere alla loro età, età politica più che anagrafica alle primarie, quindi Bersani, D’Alema, Veltroni, Rutelli, Casini etc. e poi naturalmente Di Pietro e Vendola.
Vendola continua a avere un’ottima audience soprattutto a sinistra perché si dice vola alto, parla bene, è poeta, è narratore, la narrazione di Vendola etc., ho segnalato qualche settimana fa e lui devo dire con encomiabile rapidità ha risposto anche se poi sul merito delle risposte vedremo dopo, ho segnalato alcune cose che non vanno non nella sua poesia e nella sua narrazione, ma nella sua amministrazione, perché bisogna anche abituarsi a ricordare che la politica, per chi fa vita di partito e chi fa il leader di partito, può essere belle parole, belle promesse, scaldare i cuori, far sognare la gente, per l’amor del cielo ci vuole anche quello, mica possiamo ridurla a una cosa di ragionieri, quando però poi la politica deve tradursi in amministrazione, beh il politico se vuole fare l’amministratore deve essere capace a amministrare, a fare di conto, a far quadrare i bilanci, a scegliere tra le varie cose che ci sono da fare, quelle più urgenti, quelle più fattibili e poi farle bene nel minor tempo possibile, con il maggiore risparmio possibile.
Preferibilmente scegliendosi i collaboratori migliori, mentre sul lato del leader politico Vendola ha sicuramente da insegnare molto a altri, sul lato dell’amministrazione credo che abbia molto da imparare e vista la sua non più tenera età, Vendola è in politica da più di 30 anni, c’è da spaventarsi all’idea che possa un giorno assumere responsabilità amministrative ancora più importanti di quelle che già riveste oggi, oggi governa una regione importante come la Puglia che è la regione più prospera del sud Italia, è una delle regioni più prospere d’Italia, in futuro se dovesse vincere le primarie e poi le elezioni, cosa che gli è già capitata alle elezioni regionali due volte, vince le primarie e poi vince le elezioni contro il centro-destra, dovrebbe governare addirittura un paese secondo alcuni ingovernabile, secondo altri molto difficile come l’Italia, è attrezzato, è adatto per l’amministrazione o è meglio che si dedichi soltanto alla narrazione o alla poesia, cioè alla leadership di partito o di coalizione, lasciando che un altro, un tecnico vada a governare l’amministrazione? Lascio naturalmente a voi la decisione, ma voglio darvi alcuni elementi che nascono da ciò che so, da ciò che ho accertato in un mio lavoro di indagine che poi non è stato particolarmente difficile, devo dire, a proposito di quello che è successo in Puglia, non vi sto a tediare sulla mala sanità in Puglia perché ne abbiamo già parlato più volte a proposito del caso di Alberto Tedesco e poi del caso di Frisullo e poi del caso di Tarantini anche se comunque sono tutti temi sempre molto attuali, perché sapete benissimo che Vendola aveva nella sua prima Giunta un Vicepresidente Frisullo che andava a prostitute pagate da Tarantini e in cambio favoriva Tarantini nel settore della sanità regionale e per questo è stato arrestato e adesso verrà processato per corruzione e l’Assessore alla sanità regionale Alberto Tedesco che avendo anche lui delle aziende fornitrici della sanità regionale come Tarantini non aveva bisogno di chiedere a qualcuno di favorirle perché? Perché le favoriva lui personalmente essendo assessore regionale alla sanità in totale conflitto di interessi, di questo abbiamo parlato, lui non l’hanno arrestato perché si è rifugiato in Parlamento grazie al PD, il Parlamento ha bocciato l’autorizzazione al suo arresto e quindi nonostante che lui abbia chiesto di darla l’autorizzazione al suo arresto, cioè ha chiesto arrestatemi il Senato ha negato il permesso a arrestarlo.
Potrebbe dimettersi da senatore così lo arresterebbero subito, ma naturalmente non si può chiedere al tacchino di auto invitarsi al pranzo di Natale e quindi resta in Parlamento come alternativa alla latitanza, questa è la mala sanità regionale che in parte Vendola si è trovato e in parte ha contribuito a alimentare con queste scelte sciagurate di collaboratori totalmente incompatibili e inadatti. A suo onore va detto che quando si è scoperto lo scandalo Frisullo e lo scandalo Tedesco Vendola ha sciolto la Giunta Comunale e ne ha fatto un’altra, avrebbe dovuto sciogliere sé stesso secondo alcuni perché quegli uomini lì li aveva scelti lui e va bene, anche lì non si può pretendere che il tacchino si auto inviti al pranzo di Natale, Vendola ha sciolto gli altri che aveva scelto lui, è un divertente giochino di parole, un divertente sciogli lingua che però riassume bene la realtà di quello che è successo in questi mesi, parliamo invece di un’altra questione, che però è sempre attinente la sanità, si chiama “Ospedale del Mediterraneo San Raffaele del Mediterraneo” detto anche “San Raffaele del Sud” è un progetto faraonico, varato dalla Giunta Vendola per costruire un mega ospedale a Taranto al posto dei due che ci sono oggi e che sono ritenuti vecchi e inservibili, chi lo fa questo ospedale? Il San Raffaele, cioè una struttura privata che fa capo, come sappiamo a Don Verzè e a altri personaggi, tutti molto vicini a Silvio Berlusconi, tant’è che secondo alcuni Berlusconi sarebbe direttamente o indirettamente socio di Don Verzè e da parecchio tempo.
Privato, dunque, privato all’italiana naturalmente, nel senso che il privato nella sanità in Italia becca soldi pubblici che poi finiscono nelle tasche del privato, questo è il privato all’italiana, nessun rischio, i rischi li corre il pubblico, gli utili se li intasca il privato, questo è il libero mercato all’italiana. San Raffaele, investimento della Regione, soldi pubblici 200 milioni di Euro per un ospedale che sarebbe realizzato ovviamente dal San Raffaele, cioè i soldi verranno dati al San Raffaele per fare questo ospedale, la gestione inizialmente sarebbe anche essa del San Raffaele e poi si dovrebbe vedere, questo in estrema sintesi il progetto: Vendola sostiene: investiremo 200 milioni di Euro nel più grande ospedale pubblico del Mediterraneo, il San Raffaele del Sud l’opera che Taranto merita.
Hanno già anticipato 60 milioni, la Regione Puglia al San Raffaele e altri 140/150 sono in arridevo nei prossimi mesi, sempre a carico dei contribuenti pugliesi. Il problema qual è? E’ che il San Raffaele sta fallendo, si parla di 1,5 miliardo di buco di debiti, patrimonio netto precipitato sottozero, commissariamento di fatto nelle mani di Enrico Bondi, quello che ha commissariato e risanato la Parmalat dopo il passaggio di Tanzi, c’è un piano di salvataggio in cui è coinvolto anche il Vaticano che ha di fatto esautorato Don Verzè per non lasciargli mettere più le mani sui soldi del San Raffaele visto l’uso incredibile e spericolato che ne faceva, si ipotizzano fondi neri, c’è un gigantesco buco nero nel San Raffaele dove c’è il rischio che finiscano inghiottiti anche i soldi dei contribuenti pugliesi e che quindi quei soldi non vadano poi effettivamente a edificare questo meraviglioso ospedale del Mediterraneo, anche perché di questo ospedale non è stata ancora tirata su neanche la prima pietra.


Vendola e Berlusconi secondo Don Verzè (espandi | comprimi)
L’anno scorso presentando a Milano il progetto di questo mirabolante ospedale, di fianco al prete affarista, Don Verzè è stato scaricato dal Vaticano a metà degli anni 60 quando c’era ancora Papa Giovanni, scaricato dal Vaticano, guardate che quando il Vaticano scarica qualcuno, beh qualche motivo ce l’avrà perché non è che è frequentissimo che il Vaticano scarichi dei preti di quell’importanza poi.Vendola e Don Verzè presentano l’anno scorso alla vigilia delle regionali che poi confermeranno Vendola a governare, Don Verzè si mette a magnificare le doti del compagno Nichi, uomo di grandissimo valore, di grandissima cultura in grado di trasmettere idee e calore, tutti i segni del carisma che il Signore gli ha dato, lo dovete eleggere ancora Presidente della Regione Puglia dice ai pugliesi presenti alla cerimonia, almeno per altri 5 o 10 anni, volete il San Raffaele a Taranto? Allora fate votare Vendola, anche Berlusconi mi ha detto che lo stima molto, lo ritiene una persona per bene. Se Berlusconi dice che uno è una persona per bene, c’è da fidarsi.
Poi io credo alla sanità dell’uomo e sia Berlusconi, sia Vendola possiedono un fondo di santità, dice ancora Don Verzè con l’assegno in arrivo. Se i pugliesi non saranno così illuminati da rieleggere Vendola, allora lo nominerò comunque Presidente del San Raffaele del Mediterraneo, quindi se non farà il governatore, farà il Presidente dell’ospedale che ha deciso lui, è un bel quadretto dal quale forse uno, soprattutto se ci tiene a stabilire le distanze dal berlusconismo, avrebbe dovuto un po’ prendere le distanze, invece Vendola era tutto contento e grazie a quella benedizione, anche grazie a quella benedizione, naturalmente ha rassicurato quei poteri forti che sicuramente non si sono sentiti ostile il nuovo Presidente o il rinnovato Presidente della Regione, del resto anche il gruppo Marcegaglia in Puglia si trova benissimo avendo praticamente il monopolio di tutto il ciclo dei rifiuti, discariche e inceneritori simpaticamente ribattezzati termovalorizzatori.
La Fondazione San Raffaele del Mediterraneo, nasce in Puglia da una costola della San Raffaele centrale per dare vita a questo meraviglioso ospedale e il Presidente, questa è la storia divertente, è già cambiato nel giro di poche settimane, perché? Perché l’Assessore di Vendola, l’Assessore al bilancio Michele ?Pelillo?, l’assessore che finanzia istituzionalmente l’ospedale con i soldi pubblici, aveva avuto la bella idea di mettere a presiedere la fondazione un suo socio di studio legale, l’Avvocato Paolo Ciaccia che appena si è scoperto chi era, cioè il suo conflitto di interessi con l’Assessore ha dovuto immediatamente dimettersi, perché? Perché se fai l’Assessore e finanzi un’opera pubblica, non puoi mettere a presiederla il tuo socio di studio.
E questo purtroppo è un replay del caso Tedesco che fu nominato in palese conflitto di interessi, che non si è scoperto dopo, si sapeva già prima e questo devo dire depone a sfavore del fiuto di Vendola, che evidentemente non riesce proprio a vederli i conflitti di interessi, li vede semmai quando scoppiano gli scandali e glieli fanno notare i giornali o i magistrati, come nel caso di Tedesco.
A questo punto uno dice: mah oggi la Puglia, soprattutto Taranto ha un turismo sanitario molto intenso, nel senso che molti malati sono costretti a emigrare in altre regioni per farsi curare, perché mancano i posti letto in Puglia e verranno tagliati nei prossimi anni i posti letto in Puglia sempre di più, finalmente questo mega ospedale creerà nuovi posti letto, sbagliato, perché i due ospedali di Taranto, quelli vecchi, quelli che Vendola vuole chiudere, il Santissima Annunziata e il Moscati, hanno uno 680 posti letto, hanno insieme 680 poti letto, mentre il nuovo ospedale del Mediterraneo ne avrà solo 580, cioè 100 di meno, vale la pena costruire un nuovo ospedale, buttarci 200 milioni di Euro, per avere poi 100 posti letto in meno dei due ospedali che già esistono oggi e che con un po’ di manutenzione e ristrutturazione, garantirebbero addirittura un enorme risparmio e nello spesso tempo una capienza maggiore? Queste e altre sono le domande che avevamo fatto a Vendola, Vendola ci ha risposto, è stato molto gentile un po’ vago devo dire, troverete la risposta su Internet, intitolata “Le mie ragioni su Don Verzè” nelle quali ammetteva che sicuramente Don Verzè non era il suo modello di spiritualità, anzi lo ritiene un diavolo di prete, però mette la regione in affari con il San Raffaele di Don Verzè.
L’altro giorno Sandra Amurri de Il Fatto Quotidiano ha intervistato Nichi Vendola che si aggirava per una festa della sinistra e ribadiva la sua candidatura a leader di tutto il centro-sinistra e gli faceva giustamente le domande sul caso Tedesco e su Don Verzè, allora Vendola ricominciava, stiamo parlando di una delle più belle città del Mediterraneo, Taranto ma anche delle più avvelenate che convive con il più alto tasso di incidenza tumorale anche infantile, ho fatto un sogno, non assistere alla posa della prima pietra di un grande polo della salute dall’oltretomba, ma vedere il taglio del nastro da vivo, cioè fare in fretta.
Mi stanno a cuore mi ammalati di tumore e i bambini di Taranto costretti al turismo sanitario al nord, con la trafila ordinaria ci avremmo messo 20 anni, così invece si poteva sperare di riuscirci in 5, già perché non è stata bandita nessuna gara per un’opera di 200 milioni di Euro non è stata fatta nessuna gara, è stato dato un affidamento diretto così brevi manu come si fa con gli amichetti, come si faceva nella prima Repubblica, invece di fare una gara europea per scegliere il meglio, Vendola decide che quello è il meglio, che il San Raffaele è il meglio, uno dice: va beh, ma magari 2 anni fa quando è stata presa la decisione quello era effettivamente il meglio, può darsi, ma adesso con quel mega buco di 1,5 miliardo del San Raffaele, davvero si può buttare nella fornace tutti quei soldi senza un ripensamento? E’ ancora il meglio? Vendola ci ha risposto: se il San Raffaele fallisce ci cercheremo un altro partner, bella scoperta certo che se il partner sparisce, te ne cerchi un altro, è un po’ come Monsieur de Lapalisse che un quarto d’ora prima di morire era ancora vivo, che risposta è? Con la trafila ordinaria ci avremmo messo 20 anni, così invece si poteva sperare di riuscire in 5, ho scelto quello che nel 2005 secondo l’Oms ma ancora oggi era il primo istituto di ricerca in Italia, il San Raffaele.
Domanda: ma lei lo sa che Don Verzè è amico di Berlusconi? Risposta: vuoi una risposta brutale? Non me ne frega nulla! Viva la faccia, anzi lo considero perfino positivo, se dopo una scelta che io ho fatto su base assolutamente tecnica, Berlusconi avesse sbloccato più volentieri i fondi , cioè se Berlusconi sblocca i fondi perché Don Verzè è amico suo, allora a Vendola va bene, ma è così che si fa politica? Resta la chiarezza di base, una convenzione pubblico – privata, in cui il pubblico detta le regole, le tariffe controlla e mantiene la proprietà e mette i soldi e l’altro incassa gli utili, cosa succede dopo il crac del San Raffaele? Chiede la giornalista? O questa fondazione con il San Raffaele o un’altra se dovesse fallire, dovrà sempre bandire una gara europea per i 150 milioni di Euro stanziati per il progetto, in entrambi i casi non un Euro dei 250 milioni programmati, va sprecato, quindi i milioni sono diventati 250, quindi se il partner fallisce se ne cercherà un altro.


Penso che dato che in questi giorni ci saranno notizie su San Raffaele a Milano, sul buco del San Raffaele a Milano la Procura ha dato poco tempo per il salvataggio, prima di passare tutte le carte e avviare la procedura fallimentare che sembrerebbe piuttosto probabile, ci vuole altro che la risposta “se quello fallisce ne trovo un altro” e soprattutto bisogna spiegare che differenza c’è tra Berlusconi e i suoi imprenditori di riferimento nel suo harem e questo strano modo tutto informale, tutto diretto, tutto in fretta che Vendola non solo pratica, ma anzi rivendica con quel “non me ne frega niente etc.”.
Sono felice che a differenza di Berlusconi e degli esponenti di centro-destra Vendola abbia accettato di dare risposte, prima quando l’ho sollecitato su Il Fatto e poi quando la nostra inviata è andata a intervistarlo l’altro giorno, mi piacerebbe però che le sue risposte fossero un po’ più soddisfacenti, perché almeno personalmente io da un candidato a governare così non mi sento molto garantito, non so voi, passate parola!
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Passaparola, con Marco Travaglio - Il Re sola - Marco Travaglio

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martedì 23 agosto 2011

una storia e un pensiero di ieri per riflettere su oggi e domani





Nel feudo di Chu, un vecchio si guadagnava da vivere ammaestrando scimmie.La gente del posto lo chiamava "Ju Gong"(signore delle scimmie). Ogni mattina, il vecchio radunava le scimmie nel suo cortile , e ordinava alla più anziana di condurre le altre sulle montagne per raccogliere frutta da cespugli e alberi.Ogni scimmia doveva consegnare un decimo del raccolto al vecchio, questa era la regola. Quelle che non la rispettavano , venivano frustate senza pietà .Tutte le scimmie pativano grandi sofferenza , ma non osavano ribellarsi.Un giorno, una scimmietta chiese alle compagne :"è stato il vecchio a piantare gli alberi da frutta e i cespugli?".Le altre risposero :" no, sono cresciuti spontaneamente".Allora la scimmietta domandò:" non possiamo raccogliere i frutti senza il permesso del vecchio?".E le altre :" certo che si".La scimmietta proseguì :"allora perchè dobbiamo servirlo ?". Prima che la scimmietta potesse finire la frase , tutte le altre scimmie all'improvviso ebbero un'illuminazione .Quella notte stessa , mentre il vecchio dormiva, le scimmie abbatterono il recinto in cui erano segregate,presero i frutti che il vecchio aveva in magazzino , li portarono nella foresta e non fecero più ritorno . Alla fine , il vecchio morì di fame. Yu Li Zi dice: ci sono uomini nel mondo che governano con l'inganno e non con rettitudine.Non sono forse come il signore delle scimmie? Non si rendono conto della loro confusione mentale. E appena i loro sudditi se ne accorgono , gli inganni non funzionano più






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Il discorso di Capo Seattle - Capriolo Zoppo, 1854
Il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra. Il grande Capo ci manda anche espressioni di amicizia e di buona volontà. Ciò è gentile da parte sua, poiché sappiamo che egli ha bisogno della nostra amicizia in contraccambio. Ma noi consideriamo questa offerta, perché sappiamo che se non venderemo, l’uomo bianco potrebbe venire con i fucili a prendere la nostra terra. Quello che dice il Capo Seattle, il grande Capo di Washington può considerarlo sicuro, come i nostri fratelli bianchi possono considerare sicuro il ritorno delle stagioni.

Le mie parole sono come le stelle e non tramontano. Ma come potete comprare o vendere il cielo, il colore della terra? Questa idea è strana per noi. Noi non siamo proprietari della freschezza dell’aria o dello scintillio dell’acqua: come potete comprarli da noi?

Ogni parte di questa terra è sacra al mio popolo. Ogni ago scintillante di pino, ogni spiaggia sabbiosa, ogni goccia di rugiada nei boschi oscuri, ogni insetto ronzante è sacro nella memoria e nella esperienza del mio popolo. La linfa che circola negli alberi porta le memorie dell’uomo rosso. I morti dell’uomo bianco dimenticano il paese della loro nascita quando vanno a camminare tra le stelle. Noi siamo parte della terra ed essa è parte di noi. I fiori profumati sono nostri fratelli. Il cervo, il cavallo e l’aquila sono nostri fratelli. Le creste rocciose, le essenze dei prati, il calore del corpo dei cavalli e l’uomo, tutti appartengono alla stessa famiglia. Perciò. Quando il grande Capo che sta a Washington ci manda a dire che vuole comprare la nostra terra, ci chiede molto. Egli ci manda a dire che ci riserverà un posto dove potremo vivere comodamente per conto nostro. Egli sarà nostro padre e noi saremo i suoi figli. Quindi noi considereremo la Vostra offerta di acquisto. Ma non sarà facile perché questa terra per noi è sacra. L’acqua scintillante che scorre nei torrenti e nei fiumi non è soltanto acqua ma è il sangue dei nostri antenati. Se noi vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare che essa è sacra e dovete insegnare ai vostri figli che essa è sacra e che ogni tremolante riflesso nell’acqua limpida del lago parla di eventi e di ricordi, nella vita del mio popolo.

Il mormorio dell’acqua è la voce del padre, di mio padre. I fiumi sono i nostri fratelli ed essi saziano la nostra sete. I fiumi portano le nostre canoe e nutrono i nostri figli. Se vi vendiamo la terra, voi dovete ricordare e insegnare ai vostri figli che i fiumi sono i nostri fratelli ed anche i vostri e dovete perciò usare con i fiumi la gentilezza che userete con un fratello.

L’uomo rosso si è sempre ritirato davanti all’avanzata dell’uomo bianco, come la rugiada sulle montagne si ritira davanti al sole del mattino. Ma le ceneri dei nostri padri sono sacre. Le loro tombe sono terreno sacro e così queste colline e questi alberi. Questa porzione di terra è consacrata, per noi. Noi sappiamo che l’uomo bianco non capisce i nostri pensieri. Una porzione della terra è la stessa per lui come un’altra, perché egli è uno straniero che viene nella notte e prende dalla terra qualunque cosa gli serve. La terra non è suo fratello, ma suo nemico e quando la ha conquistata, egli si sposta, lascia le tombe dei suoi padri dietro di lui e non se ne cura. Le tombe dei suoi padri e i diritti dei suoi figli vengono dimenticati. Egli tratta sua madre, la terra e suo fratello, il cielo, come cose che possono essere comprate, sfruttate e vendute, come fossero pecore o perline colorate.

IL suo appetito divorerà la terra e lascerà dietro solo un deserto.

Non so, i nostri pensieri sono differenti dai vostri pensieri. La vista delle vostre città ferisce gli occhi dell’uomo rosso. Ma forse ciò avviene perché l’uomo rosso è un selvaggio e non capisce.

Non c’è alcun posto quieto nelle città dell’uomo bianco. Alcun posto in cui sentire lo stormire di foglie in primavera o il ronzio delle ali degli insetti. Ma forse io sono un selvaggio e non capisco. Il rumore della città ci sembra soltanto che ferisca gli orecchi. E che cosa è mai la vita, se un uomo non può ascoltare il grido solitario del succiacapre o discorsi delle rane attorno ad uno stagno di notte?

Ma io sono un uomo rosso e non capisco. L’indiano preferisce il dolce rumore del vento che soffia sulla superficie del lago o l’odore del vento stesso, pulito dalla pioggia o profumato dagli aghi di pino.

L’aria è preziosa per l’uomo rosso poiché tutte le cose partecipano dello stesso respiro.

L’uomo bianco sembra non accorgersi dell’aria che respira e come un uomo da molti giorni in agonia, egli è insensibile alla puzza.

Ma se noi vi vendiamo la nostra terra, voi dovete ricordare che l’aria è preziosa per noi e che l’aria ha lo stesso spirito della vita che essa sostiene. Il vento, che ha dato ai nostri padri il primo respiro, riceve anche il loro ultimo respiro. E il vento deve dare anche ai vostri figli lo spirito della vita. E se vi vendiamo la nostra terra, voi dovete tenerla da parte e come sacra, come un posto dove anche l’uomo bianco possa andare a gustare il vento addolcito dai fiori dei prati.

Perciò noi consideriamo l’offerta di comprare la nostra terra, ma se decideremo di accettarla, io porrò una condizione. L’uomo bianco deve trattare gli animali di questa terra come fratelli. Io sono un selvaggio e non capisco altri pensieri. Ho visto migliaia di bisonti che marcivano sulla prateria, lasciati lì dall’uomo bianco che gli aveva sparato dal treno che passava. Io sono un selvaggio e non posso capire come un cavallo di ferro sbuffante possa essere più importante del bisonte, che noi uccidiamo solo per sopravvivere.

Che cosa è l’uomo senza gli animali? Se non ce ne fossero più gli indiani morirebbero di solitudine. Perché qualunque cosa capiti agli animali presto capiterà all’uomo. Tutte le cose sono collegate.

Voi dovete insegnare ai vostri figli che il terreno sotto i loro piedi è la cenere dei nostri antenati. Affinché rispettino la terra, dite ai vostri figli che la terra è ricca delle vite del nostro popolo. Insegnate ai vostri figli quello che noi abbiamo insegnato ai nostri, che la terra è nostra madre. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Se gli uomini sputano sulla terra, sputano su se stessi.

Questo noi sappiamo: la terra non appartiene all’uomo, è l’uomo che appartiene alla terra. Questo noi sappiamo. Tutte le cose sono collegate, come il sangue che unisce una famiglia. Qualunque cosa capita alla terra, capita anche ai figli della terra. Non è stato l’uomo a tessere la tela della vita, egli ne è soltanto un filo. Qualunque cosa egli faccia alla tela, lo fa a se stesso. Ma noi consideriamo la vostra offerta di andare nella riserva che avete stabilita per il mio popolo. Noi vivremo per conto nostro e in pace. Importa dove spenderemo il resto dei nostri giorni.

I nostri figli hanno visto i loro padri umiliati nella sconfitta. I nostri guerrieri hanno provato la vergogna. E dopo la sconfitta, essi passano i giorni nell’ozio e contaminano i loro corpi con cibi dolci e bevande forti. Poco importa dove noi passeremo il resto dei nostri giorni: essi non saranno molti. Ancora poche ore, ancora pochi inverni, e nessuno dei figli delle grandi tribù, che una volta vivevano sulla terra e che percorrevano in piccole bande i boschi, rimarrà per piangere le tombe di un popolo, una volta potente e pieno di speranze come il vostro. Ma perché dovrei piangere la scomparsa del mio popolo? Le tribù sono fatte di uomini, niente di più. Gli uomini vanno e vengono come le onde del mare. Anche l’uomo bianco, il cui Dio cammina e parla con lui da amico a amico, non può sfuggire al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo.

Noi sappiamo una cosa che l’uomo bianco forse un giorno scoprirà: il nostro Dio è lo stesso Dio. Può darsi che voi ora pensiate di possederlo, come desiderate possedere la nostra terra. Ma voi non potete possederlo. Egli è il Dio dell’uomo e la sua compassione è uguale per l’uomo rosso come per l’uomo bianco. Questa terra è preziosa anche per lui. E far male alla terra è disprezzare il suo creatore. Anche gli uomini bianchi passeranno, forse prima di altre tribù. Continuate a contaminare il vostro letto e una notte soffocherete nei vostri stessi rifiuti.

Ma nel vostro sparire brillerete vividamente, bruciati dalla forza del Dio che vi portò su questa terra e per qualche scopo speciale vi diede il dominio su questa terra dell’uomo rosso. Questo destino è un mistero per noi, poiché non capiamo perché i bisonti saranno massacrati, i cavalli selvatici tutti domati, gli angoli segreti della foresta pieni dell’odore di molti uomini, la vista delle colline rovinate dai fili del telegrafo. Dov’è la boscaglia? Sparita. Dov’è l’aquila? Sparita. E che cos’è dire addio al cavallo e alla caccia? La fine della vita e l’inizio della sopravvivenza.

Noi potremmo capire se conoscessimo che cos’è che l’uomo bianco sogna, quali speranze egli descriva ai suoi figli nelle lunghe notti invernali, quali visioni egli accenda nelle loro menti, affinché essi desiderino il futuro. Ma noi siamo dei selvaggi. I sogni dell’uomo bianco ci sono nascosti. E poiché ci sono nascosti noi seguiremo i nostri pensieri.

Perciò noi considereremo l’offerta di acquistare la nostra terra. Se accetteremo sarà per assicurarci la riserva che avete promesso. Lì forse potremo vivere gli ultimi nostri giorni come desideriamo. Quando l’ultimo uomo rosso sarà scomparso dalla terra ed il suo ricordo sarà l’ombra di una nuvola che si muove sulla prateria, queste spiagge e queste foreste conserveranno ancora gli spiriti del mio popolo.

Poiché essi amano questa terra come il neonato ama il battito del cuore di sua madre. Così, se noi vi vendiamo la nostra terra, amatela come l’abbiamo amata noi. Conservate in voi la memoria della terra com’essa era quando l’avete presa e con tutta la vostra forza, con tutta la vostra capacità e con tutto il vostro cuore conservatela per i vostri figli ed amatela come Dio ci ama tutti.

Noi sappiamo una cosa, che il nostro Dio è lo stesso Dio. Questa terra è preziosa per Lui. Anche l’uomo bianco non fuggirà al destino comune. Può darsi che siamo fratelli, dopo tutto. Vedremo!

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